Politica italiana

Cittadinanza, la società civile chiede a gran voce una riforma

foto depositphotos.com/it
11 Ott 2024

di Patrizia Caiffa

Si è riacceso il dibattito sulla riforma della legge sulla cittadinanza, che risale al 1992 e di fatto non risponde più alla fisionomia attuale della società italiana. Nei giorni scorsi sono state depositate in Cassazione oltre 600.000 firme per un referendum, mentre si susseguono le proposte dei partiti, centrate principalmente intorno allo ius scholae (ossia i bimbi nati e non nati in Italia che seguono un percorso di studi obbligatori avrebbero riconosciuta la cittadinanza) e sull’accorciamento dei tempi per le richieste di cittadinanza. Attualmente la mancanza della cittadinanza crea ostacoli ai ragazzi e e alle ragazze nelle scuole, nelle università, nel mondo del lavoro. Chi non è cittadino italiano non può partecipare a gite scolastiche, a scambi culturali allestero, a competizioni sportive, né chiedere laccesso a borse di studio o partecipare a concorsi pubblici. Oltre ai problemi burocratici per le famiglie, costrette a chiedere periodicamente il rinnovo del permesso di soggiorno. In Italia sono 914.860 le studentesse e gli studenti con cittadinanza non italiana, l’11,2% del totale degli iscritti, di cui il 65,4% è nato in Italia. Sono i dati che hanno fatto da sfondo allincontro di oggi a Roma promosso da Save the Children su “Diritto e diritti di cittadinanza: quale spazio per i bambini e le bambine?”.

“La riforma della legge sulla cittadinanza è una tappa fondamentale all’interno di un percorso di trasformazione culturale della società e di spazi come la scuola. Non avere il passaporto italiano fa la differenza per quasi un milione di ragazzi e ragazze che frequentano le scuole italiane”, ha affermato aprendo lincontro Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children: “La legge sulla cittadinanza attualmente in vigore, che risale ormai a più di trent’anni fa, è superata e ha un impatto negativo sulla vita di centinaia di migliaia di bambine, bambini e adolescenti in Italia che, quotidianamente, si scontrano con barriere formali che impediscono loro di sognare e progettare concretamente il loro futuro”.

foto Caiffa-Sir

La voce dei “nuovi” italiani. “Forse finalmente stiamo arrivando ad una stagione in cui la questione della cittadinanza non riguarda solo le persone con background migratorio ma tutta la società”, ha osservato Daniela Ionita, presidente e portavoce di Italiani senza cittadinanza, arrivata in Italia dalla Romania a 7 anni. A suo avviso lo ius scholae è importante, come pure “riconoscere la cittadinanza a chi arriva successivamente ma non ha fatto il percorso di studi”. Samar Shakeh, di origine egiziana, è riuscita a prendere la cittadinanza a 17 anni e ha descritto il suo vissuto con una sensazione di “precarietà perenne”. Ora lotta come volontaria con Save the Children per mettere al centro i diritti dei giovani.

“Da anni chiediamo di modificare la legge del 92 – ha ricordato Andrea Iacomini, portavoce dellUnicef – ma la maggioranza dei parlamentari, dei diversi colori, sono caratterizzati da una certa inerzia su questi temi”. La riforma “è necessaria per il protagonismo di ragazzi e ragazze e per impostare una società migliore”. Dello stesso parere è la sindaca di Firenze Sara Funaro: “Le difficoltà e gli ostacoli alla riforma che vediamo noi adulti sono completamente superate dai bambini e dai ragazzi. Per me sarebbe necessario lo ius soli (ossia la cittadinanza a chi nasce in Italia, ndr) ma se come politica non siamo pronti facciamo un passo in avanti per arrivare almeno allo ius scholae. Come comuni non possiamo legiferare ma possiamo fare pressione”.

Il mondo della scuola su questi aspetti è già avanti, come ha confermato Mario Battiato Musmeci, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Gandhi a Prato: “Nella nostra scuola ci sono 69 nazionalità diverse, la più rappresentata è la romena – ha raccontato –. Abbiamo già le terze generazioni, che ignorano addirittura la lingua dei nonni, per cui dobbiamo fare giornate di sensibilizzazione al contrario. Per noi è importante valorizzare le origini, per usarle a scopo didattico”. Succede ad esempio, che una circolare emanata nel 2010 dallallora ministro dellIstruzione Mariastella Gelmini, fissi un tetto del 30% di alunni stranieri in ogni classe. “Questo è un problema perché quando formiamo le classi dobbiamo chiedere una delega al tetto – ha spiegato –. Io ho solo il 7% di alunni non italofoni ma il 40% di alunni sono senza cittadinanza”.

La Fondazione Migrantes, rappresentata dallantropologa Cristina Molfetta, curatrice del report annuale sul diritto d’asilo, è da sempre favorevole alla riforma. “Non possiamo avere una legge del 92, serve una legge che rispecchi il Paese attuale, ossia una società plurale, multiculturale, multietnica e complessa, che ha bisogno di valorizzare le risorse che ci sono”, ha evidenziato. “Purtroppo il Paese è ostaggio del dibattito politico. Chi dice che non esiste un problema di cittadinanza non ha mai vissuto le discriminazioni che ne conseguono. Per cui siamo favorevoli a qualunque apertura. Abbiamo avuto una classe politica che non è mai riuscita ad arrivare ad un risultato. Dobbiamo vincere questo tabù.

Ha smontato invece tante argomentazioni della politica contrarie ad una riforma Ennio Codini, della Fondazione Ismu, docente di diritto pubblico e diritto dellimmigrazione allUniversità Cattolica: “È falso che con la cittadinanza vi sarebbero maggiori flussi migratori. Tranne che per lo ius soli, come accade negli Stati Uniti, la letteratura scientifica smentisce che sia un fattore di attrazione; è falso che ci sarebbero più concessioni di cittadinanza, perché stiamo parlando di persone che prima o poi ci arriveranno, quindi ci sarebbe solo un aumento significativo nel momento dellapprovazione ma poi nel lungo periodo i dati si stabilizzerebbero”. Al contrario con lo ius scholae, ad esempio, “si valorizzerebbe la scuola come luogo di integrazione, si risponderebbe alla domanda di cittadinanza e identità quando sorge, si riconoscerebbero diritti. Potrebbe essere anche un incentivo per frenare la dispersione scolastica”.

Leggi anche
L'argomento

A Roma si è celebrato Il Giubileo della Tenerezza

Un seme che da venticinque anni germoglia e che ha messo radici anche nella diocesi di Taranto: la testimonianza di Sara e Carmine

Partite 2.500 lettere di licenziamento per i dipendenti dell'indotto Ilva

Sono partite le lettere di licenziamento per migliaia di lavoratori dell’ex Ilva. L’Aigi (Associazione indotto AdI e General industries) ha trasmesso ai sindacati le carte relative alla procedura di licenziamento collettivo delle aziende dell’indotto, che coinvolgerà un numero di lavoratori superiore alle 2.500 unità. “Si tratta di un atto estremo e doloroso, al quale non […]

Pollo (antropologo): “La cultura dominante non offre strumenti per sopportare il dolore″

A spalancare le porte su un dramma familiare a Pietralata, quartiere nella zona est della Capitale, sono stati i vigili del fuoco, chiamati dai parenti che non riuscivano a contattare i familiari. All’interno della villetta, giacevano privi di vita un uomo, Luca Ambasciano, 42 anni, tecnico informatico, la moglie Valentina Pambianco, 41 anni, e la […]
Hic et Nunc

Il programma della ‘festa grande’ dell’Addolorata, a Taranto

È stato reso noto il programma dei solenni festeggiamenti in onore della Beata Vergine Addolorata, la cosiddetta ‘festa grande’, a cura della confraternita SS.Addolorata e San Domenico (priore, Giancarlo Roberti), nella chiesa di San Domenico, a Taranto. S’inizierà martedì 8 settembre alle ore 19 con il rito dell’intronizzazione del venerato simulacro, durante la celebrazione eucaristica […]

La domenica del Papa - Siamo fratelli e sorelle per grazia

“Prevalga la concordia in tutti i conflitti del mondo”: è la preghiera di papa Leone XIV in questo tempo segnato da guerre che si combattono in tanti luoghi del nostro pianeta. Primo angelus di settembre che segna, dopo il periodo estivo, il ritorno alla vita ordinaria, e che fa dire al Santo padre: “Chiediamo al […]

Partite 2.500 lettere di licenziamento per i dipendenti dell'indotto Ilva

Sono partite le lettere di licenziamento per migliaia di lavoratori dell’ex Ilva. L’Aigi (Associazione indotto AdI e General industries) ha trasmesso ai sindacati le carte relative alla procedura di licenziamento collettivo delle aziende dell’indotto, che coinvolgerà un numero di lavoratori superiore alle 2.500 unità. “Si tratta di un atto estremo e doloroso, al quale non […]
Media
07 Set 2026