Sport

Aspettando Sinner, alla scoperta di Mattia Bellucci

21 Feb 2025

di Paolo Arrivo

Per tre mesi dovremo fare a meno del numero uno del tennis mondiale. Perché la vicenda Clostebol si è chiusa con la squalifica per Jannik Sinner – il male minore, auspicato dai suoi fan. Il digiuno dalle competizioni di quello che è il primo italiano per titoli Slam conquistati, capace di catalizzare su di sé l’attenzione globale, può essere occasione per accendere i riflettori sugli altri azzurri che promettono bene in questa stagione. Oltre ai soliti noti (da Lorenzo Sonego a Musetti, da Matteo Berrettini ad Arnaldi passando per Luca Nardi), il nome più interessante è quello di Mattia Bellucci, che abbiamo visto protagonista all’Atp di Rotterdam, dove ha raggiunto la semifinale. Le precedenti vittorie su Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas avevano fatto rumore. Successi che non sono frutto del caso.

IL TENNIS DI MATTIA BELLUCCI- È un mancino. E questo è sufficiente per destabilizzare chiunque si trovi dall’altra parte del campo: sa essere imprevedibile, e bello da vedersi, Mattia Bellucci. Il suo tennis è sfrontato e offensivo. Insomma, sa distinguersi dai tennisti fotocopia che giocano solo da fondo campo aspettando l’errore dell’avversario. Non a caso, i suoi grandi modelli di riferimento sono Andre Agassi e John McEnroe. Anche se il primo ha rivoluzionato il tennis prendendo a giocare proprio da fondo campo spezzando la monotonia del serve and volley.

Il tennis dell’italiano, fresco e originale, è frutto di una lunga attività: ha cominciato a giocare quando aveva solamente 4 anni. A mettergli la racchetta in mano ci ha pensato papà Fabrizio. Che è maestro nazionale, e lo ha cresciuto tennisticamente a Castellanza. Sarà orgoglioso, ora, di vederlo competere con i più grandi tennisti del mondo. I capelli avvolti in una fascia, faccia da duro, da sudamericano, il look e lo stile di colui che ha raggiunto la 68esima posizione del ranking Atp sono destinati a lasciare un segno nel panorama internazionale. E naturalmente un posto nel cuore della tifoseria italiana, se sarà capace di farsi apprezzare anche sul piano umano.

IL NUOVO SINNER- Il paragone è azzardato. O meglio, inappropriato, perché “il nuovo Sinner”, come lo hanno definito alcuni media italiani, ha in comune con Jannik soltanto l’età: 23 anni. Per il resto si tratta di due tennisti con caratteristiche completamente diverse. Fuori e dentro il campo.Rotterdam è stato il torneo della consacrazione. Ma già lo scorso anno Mattia Bellucci è riuscito a ottenere risultati importanti, prendendo parte ai tornei dello Slam. Ovvero superando le qualificazioni agli Us Open, al Roland Garros e a Wimbledon. Così a novembre è entrato nei top 100. Ma sa fare molto meglio, evidentemente. Se è stato capace di sconfiggere in successione due top 10, Tsitsipas e Medvedev. Soprattutto sembra aver trovato la continuità.

Dove potrà arrivare il tennista di Busto Arsizio? Al netto dei risultati, legati a fattori imprevedibili (nella carriera di un atleta, anche la fortuna gioca un ruolo determinante), certamente potrà farci divertire, di qui ai prossimi anni. E magari riuscirà a spezzare la monocultura Jannikiana. Con l’auspicio che lo stesso Sinner possa tornare più forte e più vincente di dove lo avevamo lasciato.

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