Giornata per l'Università cattolica

Speranza e giovani generazioni: tra desideri e timori

foto: unicatt.it
28 Apr 2025

di Elena Marta *

Università, laboratorio di speranza è il tema della prossima Giornata per l’Università Cattolica, che si celebra domenica 4 maggio. L’Ateneo intende offrire il proprio patrimonio di ricerca e saperi alla Chiesa e al Paese.

Nell’anno del Giubileo dedicato alla speranza, anche l’osservatorio Giovani dell’istituto Toniolo, in collaborazione con Ipsos, ha realizzato una ricerca dedicata a questo tema, proponendo un questionario ad un campione nazionale rappresentativo composto da duemila giovani.

Le ultime rilevazioni del rapporto Giovani hanno posto in evidenza le paure delle giovani generazioni nel progettare il futuro, che spesso appare difficile da immaginare e, talvolta, minaccioso. Numerosi studi hanno dimostrato che la visione del futuro è legata alla speranza che le persone nutrono, intesa nelle sue tre componenti principali: (1) il desiderio o l’aspirazione in merito a qualcosa che è percepito come di valore; (2) la convinzione che sia possibile che questo desiderio o aspirazione si realizzi, anche se incerta o addirittura improbabile e (3) la fiducia di avere le risorse interne o esterne utili a facilitarne tale realizzazione.

Diventa allora importante comprendere, non solo se i/le giovani percepiscano e sviluppino una qualche forma di speranza, ma anche quali fattori la promuovano e quale impatto possa avere sulla qualità della vita.

Nella ricerca la speranza è stata concettualizzata non come un semplice costrutto cognitivo basato sull’aspettativa di esiti favorevoli, ma come un sistema emozionale complesso che intreccia risorse biologiche, psicologiche e sociali: si configura così come un fenomeno dinamico, in cui convergono diverse forze motivazionali. Questa concezione supera l’idea della speranza come puro ottimismo o come semplice determinazione nel perseguire obiettivi e propone quella di processo articolato, capace di modulare pensieri ed emozioni e orientare le persone verso il futuro con una visione che integra sicurezza relazionale, capacità di fronteggiare le difficoltà e fiducia nel proprio potenziale. Due gli strumenti utilizzati per la misura della speranza: la Scala di speranza percepita, sviluppata all’interno della ricerca denominata Hope Barometer, e la Scala integrata della speranza.

Quest’ultima è composta da quattro fattori: padronanza, ovvero la percezione di progresso nel conseguimento degli obiettivi; supporto/empowerment, ossia la sicurezza relazionale e l’aiuto nel raggiungimento degli obiettivi; la fiducia in sé stessi e negli altri per affrontare le sfide del vivere; la spiritualità, intesa come forza spirituale della persona e presenza trascendente. L’analisi dei dati, ancora in corso, mostra alcuni risultati preliminari interessanti: i giovani italiani si collocano su un livello medio per quanto riguarda la percezione del progresso nel raggiungere gli obiettivi e il sostegno ricevuto nel percorso di vita, mentre tendono a registrare livelli medio-bassi di fiducia in sé stessi e negli altri e di spiritualità, intesa come forza interiore e connessione con una dimensione trascendente. Emergono anche differenze significative tra generi e condizioni lavorative: i ragazzi riportano punteggi più alti rispetto alle ragazze in tutte le componenti della speranza, così come i giovani lavoratori rispetto ai non lavoratori. Questi risultati suggeriscono che la speranza non è una qualità astratta, ma un elemento fondamentale per affrontare le sfide del presente e costruire il futuro. Comprendere i fattori che la favoriscono potrebbe quindi essere cruciale per migliorare la qualità della vita dei giovani e per aiutarli a sviluppare strumenti efficaci per gestire le incertezze della modernità.

*docente di Psicologia sociale e di Psicologia di comunità – Università Cattolica e membro dell’osservatorio Giovani dell’istituto Toniolo

 

La rettrice dell’Università cattolica, Elena Beccalli

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