Città vecchia, inaugurata la falegnameria di quartiere

Giovedì 26 giugno, è stata inaugurata a Palazzo Acclavio, in via Duomo 119 (a fianco alla Bottega di San Cataldo) la falegnameria di quartiere realizzata da Officine Maremosso, intitolata a Cataldo Portacci, uno dei più rinomati ‘maestri d’ascia’, scomparso nel 2023 a 96 anni, il cui figlio, Giuseppe, ha presenziato alla cerimonia.
Il parroco di San Cataldo mons. Emanuele Ferro ha presentato l’iniziativa, che rientra nell’ambito delle attività del progetto ‘L’Isola che accoglie’, con una cordata di realtà associative ed enti di formazione, di cui l’associazione Symbolum ets è capofila, ed è finanziato da Fondazione con il Sud. “La falegnameria è finalizzata a ospitare i progetti dell’artigianato del centro San Gaetano ma sarà anche a disposizione di chi desidera utilizzare gli attrezzi in dotazione – ha sottolineato – Fa parte di quei tasselli che nascono a fianco del bookshop della cattedrale e che vanno ad attivare i “punti luce” in città vecchia, cioè quei presidi ubicati in alcune proprietà della Chiesa, come i luoghi di culto, gli oratori e lo stesso palazzo Acclavio, quali spazi di formazione e rientranti in un progetto di oratorio diffuso”.
L’allestimento della falegnameria si deve all’Officina Maremosso, la cui sede operativa è in via Costantinopoli, a Porta Napoli, da otto anni sul territorio, impegnata in tutto ciò che concerne la marineria, gestendo, alla bisogna, cantieri in diverse location cittadine. Maremosso è stata rappresentata all’inaugurazione dal presidente Francesco Sisto, architetto, 41 anni, anche lui maestro d’ascia, che così ha riferito: “Quello in via Duomo è un piccolo laboratorio da noi allestito e che è finalizzato all’avviamento alle tematiche della falegnameria. Tale spazio è stato donato alla collettività per far sì che l’educazione al fare, e nello specifico alla falegnameria a 360°, possa costituire un luogo di azione per gli abitanti del quartiere.
Maremosso – ha continuato Sisto – è impegnata principalmente in attività di osservazione, divulgazione e formazione di tutto ciò che concerne le tematiche della marineria tradizionale. Ci occupiamo fondamentalmente di costruzione navale applicata alla formazione, lavorando principalmente con le categorie a rischio, cioè giovani dell’area penale e della povertà educativa nonché della dispersione scolastica. Abbiamo attivi una serie di protocolli d’intesa con il ministero della giustizia e vari enti locali, fra cui il Comune di Taranto, con cui abbiamo un partenariato specifico legato all’attività di divulgazione della marineria. Attualmente gestiamo un progetto relativo a circa cento ragazzi delle scuole superiori con cui stiamo attivando un ciclo di formazione legato alle tematiche del mare e della marineria”.
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