Diocesi

Rimessaggio barche di Lama:
in preghiera per i migranti vittime del mare

ph G. Leva
26 Ago 2025

di Angelo Diofano

«Il Mediterraneo sta diventando un freddo cimitero senza lapidi»: lo ripeteva spesso papa Francesco denunciando la tragedia dei migranti vittime delle traversate. Proprio volgendo lo «sguardo verso le acque che troppo spesso diventano luogo di morte e disperazione» – sempre con le parole di papa Francesco – mercoledì 20 agosto, al tramonto, promosso dalla parrocchia Regina Pacis e presieduto dal parroco don Mimmo Pagliarulo, al rimessaggio delle barche di Lama, si è svolto un momento di preghiera e di fraternità

L’iniziativa si inseriva nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Maria Regina della Pace, culminati venerdì 22 agosto con la santa messa solenne sul sagrato. Proprio in quella data, infatti, la Chiesa celebra la memoria della Beata Vergine Maria Regina, istituita da papa Pio XII con l’enciclica “Ad Caeli Reginam”. Quest’anno la ricorrenza ha assunto un significato particolare in quanto, durante l’udienza generale del 20 agosto, papa Leone XIV ha chiesto ai fedeli una giornata di preghiera e digiuno «supplicando il Signore che ci conceda pace e giustizia e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti armati in corso» in Terrasanta, in Ucraina e in tutte le regioni del mondo martoriate dalla guerra. Il momento di raccoglimento a Lama si è svolto in un clima di partecipazione e silenzio, rotto solo dallo sciabordio delle onde, con numerosi parrocchiani riuniti in riva al mare. Sono state richiamate anche le parole di san Giovanni Paolo II che nell’ottobre del 1986 ad Assisi radunò i leader religiosi del mondo nella Giornata mondiale di preghiera per la pace, ricordando che quest’ultima «non è il risultato di negoziati, di compromessi politici o di mercanteggiamenti economici. Ma il risultato della preghiera». Durante la serata si è pregato per gli uomini, le donne e i bambini in cerca di un futuro migliore, e che «hanno trovato la morte tra le onde», ricordando che i loro familiari «portano nel cuore il dolore di una perdita incolmabile». È stato ricordato anche il grave problema dell’inquinamento marino, che trasforma i nostri mari in discariche a cielo aperto, minacciando la vita degli organismi marini e la salute dell’intero pianeta.

Durante la serata si è elevata una supplica per tutti coloro che si impegnano nella protezione del mare: scienziati, ambientalisti, pescatori e quanti, con piccoli gesti quotidiani, contribuiscono a preservarne la bellezza e l’equilibrio. La preghiera è diventata occasione per una riflessione più ampia sull’accoglienza, in particolare verso i turisti che nel periodo estivo soggiornano in città, invitando alla responsabilità nelle scelte di vita e all’adozione di politiche che mettano al primo posto la tutela del creato. «Il mare – ha detto don Mimmo –, fonte di vita e di bellezza, non diventi mai più teatro di morte e di distruzione. Non sia più confine ma ponte per unire tutti i popoli nella pace. Aiutaci a costruire un futuro in cui l’uomo e la natura possano coesistere in armonia, nel rispetto reciproco e nella cura del bene comune».
A suggellare queste intenzioni, è stata affidata al mare una corona di fiori composta da gerbere bianche e gialle e roselline rosa.

Inoltre nella serata del 21 agosto, dopo la santa messa, un volo di bianche colombe ha salutato l’uscita della processione della Vergine Maria portata per alcune strade del quartiere e accolta con gioia dai residenti.

 

ph G. Leva

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