Mostra del cinema di Venezia

Clooney e Stone, duello di stelle a Venezia82

ph Peter Mountain-Netflix
29 Ago 2025

Secondo giorno all’82a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia, e si entra subito nel vivo della gara con due nomi di peso. Lo statunitense Noah Baumbach con “Jay Kelly” ha confezionato un film su misura per il talento di George Clooney: il ritratto di un attore hollywoodiano sui sessant’anni assalito da una crisi esistenziale tra professione e vita reale. Un divo dalla carriera scintillante ma con crepe e rimorsi sul versante personale, in primis la latitanza come padre. Una commedia elegante con pennellate stilistiche che omaggiano la Hollywood classica, impreziosito da un ottimo cast.Torna poi a Venezia l’autore greco Yorgos Lanthimos con “Bugonia” interpretato dalla sua musa Emma Stone e dall’altrettanto incisivo Jesse Plemons. Una potente suggestione drammatico-grottesca, un’istantanea macabra della società statunitense contemporanea, divisiva, impantanata in una cultura annacquata da social media e dalle fake news. Acuto, ma disturbante.

“Jay Kelly”
“Racconta la storia di un uomo che ripensa alla sua vita e riflette sulle scelte, i sacrifici, i successi, gli errori commessi. Quando è troppo tardi per cambiare il corso della nostra vita?”. Il regista-sceneggiatore Noah Baumbach (“Frances Ha”, 2012; “Storia di un matrimonio”, 2019; “Rumore bianco”, 2022) racconta così il nuovo progetto giocato nel mondo dell’industria hollywoodiana, pedinando la crisi esistenziale e creativa di un divo. Il personaggio di Jay Kelly è stato pensato e scritto – dallo stesso Baumbach con Emily Mortimer – appositamente per George Clooney, che lo abita con grande eleganza e incisività. Un uomo allo specchio che rilegge la sua carriera e tutte le omissioni, soprattutto in ambito familiare, per realizzare il suo sogno di gloria. Nel cast insieme a Clooney gli altrettanto ottimi Adam Sandler, Laura Dern, Billy Crudup, Riley Keough, Jim Broadbent e Alba Rohrwacher. Targato Netflix, il film uscirà a dicembre 2025.

La storia. Los Angeles oggi, Jay Kelly è una star del cinema sui sessant’anni. Assalito da malinconia e dai rimorsi per non essere stato vicino alle figlie nella loro crescita, decide di sospendere i suoi progetti e seguire la più piccola, in età da college, in un viaggio-studio tra Parigi e la Toscana. L’occasione la offre anche una serata di gala in suo onore a Pienza…

Jay Kelly. George Clooney as Jay Kelly in Jay Kelly. Cr. Peter Mountain/Netflix © 2025.


Una commedia elegante dai rimandi alla Hollywood classica. “Jay Kelly” è un viaggio da Los Angeles alla Toscana, passando per Parigi, dove un attore sessantenne all’apice della carriera pesa i suoi trionfi e fallimenti. Per diventare il fascinoso volto glamour del cinema a “stelle e strisce” ha perso molto di sé, a cominciare dal ruolo paterno. Ha due figlie, ma entrambe gli rinfacciano superficialità e assenza. Jay Kelly si chiede allora cosa resti dell’uomo al di là della maschera del cinema.Si interroga sulle allucinazioni del successo e sulla loro inconsistenza nell’imboccare gli ultimi tornanti della vita.

Un’opera brillante, con ritmo e valide intuizioni narrative (dall’originale incipit alla splendida sequenza in treno), che trova la sua summa nei valzer finali, in cui l’attore continua sì a guardarsi allo specchio con occhio critico, severo, facendo la lista delle sue colpe, ma scoprendo anche – riflesso negli occhi emozionati del suo pubblico – il valore sociale dell’arte, dell’attore, il suo donarsi al pubblico. Jay Kelly capisce che i suoi film, le sue interpretazioni, seppur apparentemente “effimere”, sono diventate preziosi ricordi ed emozioni per il pubblico che l’ha sempre seguito. Comprende che ciò che ha fatto ha lasciato qualcosa al prossimo, ha significato molto per i tanti che hanno affollato i cinema. La sua vita, la sua carriera, non sono stati vani. Certo, c’è da richiamare un’amara verità: l’attore ha infiniti ciak per realizzare la scena perfetta, per mettere a punto la sua interpretazione migliore; l’uomo, la vita vera, dispone di una sola occasione. E tutto ciò che è perso purtroppo non torna. Non si può replicare. Un film acuto, gentile, raffinato, che strappa sorrisi ma anche dolce malinconia, commozione, soprattutto in chiusura. Un’ottima prova per Clooney.

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