Diocesi

Restauri in Cattedrale: nuova luce per le grandi tele della cappella del Santissimo

17 Set 2025

di Silvano Trevisani

La Basilica cattedrale di San Cataldo prosegue nel suo impegnativo progetto di riportare all’antico splendore i capolavori che custodisce, dietro la sollecitazione del suo parroco, monsignor Emanuele Ferro. In questi giorni è in corso il restauro delle due grandi tele custodite nella cappella del Santissimo. Ad affiancare il progetto con un importante sostegno economico è il Gruppo Italcave, che lo ha preso a cuore intravedendone il significato sociale e culturale. Come ci testimonia Giovanni De Marzo, ad del Gruppo Italcave che abbiamo contattato:

“Italcave s.p.a. ha deciso di sostenere il restauro della Cappella del Santissimo nel Duomo di San Cataldo a Taranto e delle tele in essa esposte, riconoscendo in questo intervento un’importante occasione per contribuire alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico della città.

La nostra azienda, da sempre attenta al legame con il territorio e alla promozione di iniziative di interesse collettivo, considera la tutela dei beni culturali un impegno concreto di responsabilità sociale. Con questo progetto – conclude De Marzo – intendiamo rafforzare il nostro contributo allo sviluppo della comunità tarantina, nella convinzione che la salvaguardia della sua identità culturale e spirituale rappresenti un valore condiviso e duraturo.”

Il restauro delle grandi tele è stato affidato alla nota restauratrici Maria Gaetana di Capua, che da anni è impegnata nel recupero delle opere d’arte nella nostra diocesi, oltre che in molte altre località della regione. Le abbiamo rivolto alcune domande sull’intervento in corso.

Quale valore artistico possiamo attribuire alle due grandi tele oggetto del restauro?

Le due grandi tele realizzate intorno al 1657 circa sono attribuite al pittore veneto Giovanni Molinari e raffigurano rispettivamente la “Caduta della Manna” e la “Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci”. Il restauro è iniziato da qualche settimana. Le due tele risultano essere di pregio per la fattura e per le dimensioni: 8 metri di lunghezza per 3 di altezza.

In quali condizioni erano e quali problemi ponevano al momento dell’inizio del lavoro di restauro, posto che esse risultano essere state restaurate in passato?

In questa prima fase si sta eseguendo uno studio preliminare attraverso un’analisi mirata e attenta per individuare tutte le metodologie idonee al fine di eseguire un restauro senza alterare in alcun modo tutti gli elementi originari delle due opere. Da un primo esame le opere risultano avere subito degli interventi di restauro intorno agli anni 60-70 del XX secolo.

Come si sono evolute le tecniche del restauro negli ultimi sessant’anni?

Attualmente le tecniche di restauro hanno subito una evoluzione significativa, grazie all’avanzamento della tecnologia e a un approccio sempre più scientifico, con un’attenzione particolare alla conservazione dell’integrità e dell’autenticità delle opere d’arte.

Che tipo di intervento  richiedono, anche in considerazione delle dimensioni notevoli?

In conseguenza delle grandi dimensioni delle due tele, il restauro richiede comprovata esperienza al riguardo.

La loro conservazioni impone accorgimenti particolari?

Per la conservazione delle opere d’arte è fondamentale controllare i fattori ambientali come temperatura, umidità e luce, oltre a prestare attenzione alla loro esposizione. Sono particolarmente dannosi ambienti con sbalzi termici, umidità elevata e luce solare diretta. Inoltre, per una buona conservazione nel tempo bisognerebbe avvalersi della consulenza di restauratori specializzati.

Alla luce del lavoro che svolge in maniera pressoché continuativa, cosa può dire sul patrimonio iconografico del territorio e soprattutto sul suo generale stato di conservazione?

Posso testimoniare di aver contribuito a gran parte del recupero di questo patrimonio storico artistico e devozionale pugliese, ma sento di sottolineare la necessità della diffusione di una cultura rivolta alla salvaguardia e alla corretta conservazione delle opere d’arte. Abbiamo bisogno della cultura del restauro e allo stesso tempo della cultura del saper conservare l’importantissimo patrimonio storico artistico di questa splendida terra.

 

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