Diocesi

Giornata diocesana della gioventù 2025: Testimoni di speranza e costruttori di pace

ph G. Leva
25 Nov 2025

di Francesco Mànisi

Domenica 23 novembre, nella cornice accogliente della parrocchia Santa Teresa di Taranto, si è svolta la Giornata diocesana della gioventù, che ha radunato adolescenti e giovani provenienti da parrocchie, gruppi, movimenti e associazioni della realtà ecclesiale tarantina.

La giornata, organizzata dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile, è stata pensata come un intreccio di gioco, preghiera, testimonianze e fraternità, sulla scia del tema proposto da papa Francesco: ‘Anche voi date testimonianza, perché siete con me’. Se nei mesi scorsi i giovani tarantini si erano messi in cammino come ‘Pellegrini di speranza’, durante il Giubileo sono stati chiamati a diventare ‘Testimoni di speranza’, cioè annunciatori, con la propria vita, di quell’amicizia con Gesù che illumina il presente e apre orizzonti nuovi.

L’équipe di pastorale giovanile ha scelto di declinare il tema nella prospettiva della pace, consapevole che il mondo vive giorni segnati da conflitti, divisioni e violenze fino a toccare le storie personali di tanti giovani. A loro, oggi più che mai, è chiesto di essere costruttori di una pace ‘disarmata e disarmante’, come ricordato da papa Leone nel giorno della sua elezione: una pace che nasce dal Vangelo e cresce attraverso gesti quotidiani di fraternità.

La giornata si è aperta con la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero. Nell’omelia, egli ha invitato i giovani a riscoprire la forza rinnovatrice dell’amicizia con Cristo: “In questa solennità vogliamo guardare a Gesù come Re di pace, Re che non domina ma serve, che non impone ma apre vie, che non spegne il mondo ma lo illumina. E vogliamo farlo insieme, come comunità giovane, che desidera imparare a costruire pace nelle relazioni, nelle scelte, nei luoghi quotidiani in cui viviamo”.

ph G. Leva

Subito dopo i giovani hanno incontrato Cristina Castronovi, tarantina, giovane operatrice umanitaria del corpo non violento ‘Operazione Colomba’ (Associazione Giovanni XXIII), impegnata da mesi in una missione di pace in Ucraina. Cristina ha raccontato con semplicità e intensità la propria esperienza nelle città martoriate di Mykolaiv e Kherson, dove la vita quotidiana è scandita dall’incertezza e dalle sirene. Uno dei momenti più toccanti è stato il racconto di un episodio vissuto a Kherson: “Durante una delle nostre uscite un drone ci ha inseguiti. Eravamo in cinque. Ci siamo nascosti, il cuore batteva fortissimo. In quei momenti comprendi che la paura è una compagna silenziosa, ma che la fiducia reciproca diventa l’unico appiglio. Qualche giorno dopo, seduti a tavola, mangiavamo carbonara e salame di cioccolato. Fuori cadevano le bombe, ma noi ci guardavamo negli occhi e ci sentivamo vivi. Forse la pace comincia così: da una tavola condivisa, da un sorriso che non si lascia piegare”.
Cristina ha parlato di una nonviolenza incarnata, fatta di gesti semplici: ascoltare, accompagnare, restare. “Non abbiamo formule. La pace nasce dalle relazioni”, ha ribadito.

A seguire, è intervenuta anche Gabriella Esposito, mamma di Cristina, impegnata nel volontariato a Taranto, che ha sottolineato come la pace debba cominciare dalle piccole scelte quotidiane: uno stile di vita, un modo di abitare il mondo.

ph G. Leva


Nel cuore della mattinata i giovani hanno partecipato a un percorso laboratoriale a tappe, guidati dagli animatori della pastorale giovanile. Ogni tappa rappresentava un verbo-chiave della costruzione della pace: riaccendere, riscrivere, ricucire, ricostruire, seminare. Piccoli gruppi, dialoghi sinceri e attività creative hanno permesso ai ragazzi di riflettere non solo sulla pace ‘grande’, quella che manca fra i popoli, ma sulla pace ‘vicina’: quella nelle amicizie, nelle famiglie, nei gruppi, nei social.

Nel primo pomeriggio la festa è proseguita con un momento di animazione nel cortile della parrocchia e con giochi sportivi animati dall’Anspi – sezione locale di Taranto, che hanno reso l’atmosfera ancora più gioiosa. A conclusione della giornata, una dolce pettolata ha riunito tutti in un momento conviviale semplice e gustoso.

Più che un evento, la Giornata diocesana della gioventù si è rivelata una vera esperienza di comunione, un’occasione per creare legami fra i ragazzi delle diverse parrocchie e per riscoprire la bellezza dell’essere parte di una Chiesa giovane, viva, capace di mettersi in ascolto del mondo e dei suoi bisogni. Una giornata che rimarrà nel cuore di molti come invito a diventare davvero testimoni di speranza e operatori di pace, là dove ciascuno vive ogni giorno.

 

Il servizio fotografico è stato curato da G. Leva

 

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