Diocesi

Conclusa in seminario la ‘tre giorni biblica’

10 Feb 2026

di Paolo Simonetti

Si è conclusa con grande entusiasmo l’edizione 2026 della ‘tre giorni biblica’ l’atteso appuntamento di studio e preghiera svoltosi dal 26 al 28 gennaio al seminario arcivescovile di Taranto. L’evento, organizzato dal Settore apostolato biblico dell’Ufficio catechistico, ha richiamato numerosi partecipanti tra sacerdoti, catechisti, educatori, desiderosi di approfondire la Parola di Dio.

Relatore dei tre incontri è stato don Simone Andrea De Benedittis, direttore dell’Ufficio catechistico e biblista, che ha affrontato con sicurezza e profondità il tema scelto: ‘Per costruire e piantare (Ger 1,10). Geremia, il profeta al tempo della fine’.

Lo stesso don Simone ha spiegato le motivazioni di questa scelta: “Dopo lo studio dei Libri sapienziali, quest’anno abbiamo inaugurato un nuovo itinerario all’interno della letteratura profetica. Immediatamente ci siamo posti l’interrogativo: da chi iniziare? Da uno dei profeti storicamente più antichi, come Amos, oppure dal primo che ci viene presentato nelle nostre Bibbie, Isaia? La scelta, invece, a partire da altre considerazioni, è caduta su un altro dei cosiddetti ‘profeti maggiori’: Geremia. Perché? È presto detto! Geremia è il profeta ‘al tempo della fine’, è un uomo che vive appassionatamente il suo contesto, che è fatto di guerre, tradimenti, sperequazioni sociali, idolatrie di vario ordine e grado, soprusi, ma soprattutto un tempo che è caratterizzato dall’allontanamento dalla Parola di Dio, dall’incapacità del mettersi in silenzio ad ascoltare e contemplare, dalla cattiva volontà di non far breccia nella superficialità del quotidiano, accontentandosi di sbarcare il lunario per un altro giorno, senza prospettive, ideali, senza una fede per cui spendersi con ardore. Un tempo, insomma, proprio come il nostro! Anche per questo, oltre che per quella tensione che biblicamente fa di questo vate un punto di congiunzione fra Mosè e Cristo, leggere le pagine di Geremia è incredibilmente attuale e getta luce sulla comprensione del nostro contesto globale. Peraltro, Geremia non è il ‘profeta standard’: sul proscenio della narrazione egli vive davvero, fa emergere la sua personalità, chiede giustizia – e talvolta addirittura vendetta! – e si adira persino con Dio, allorché si vede disatteso nelle sue pretese. È il profeta che, come Cassandra, ma ancor più come Gesù, asserisce il vero, che è scomodo, perciò non viene ascoltato; alla fine, però, non gode della distruzione, bensì converte il suo stesso cuore, compie un itinerario pari a quello che il Signore gli intima di annunziare agli altri. Proclama la distruzione, certo,  ma in ultima analisi, nell’avvento della nuova alleanza, egli è chiamato a ‘edificare e piantare’, nel nome di quel Dio che è Vita vera, speranza certa, promessa che si compie già ora”.

A conclusione del percorso, i presenti hanno vissuto un intenso tempo di adorazione eucaristica per unire all’ascolto della Parola la contemplazione del mistero.

L’appuntamento di quest’anno ha confermato il vivo interesse per le Scritture nella nostra diocesi, con spazi qualificati di ricerca personale e approfondimento che hanno rinsaldato il clima di comunione tra catechisti.

 

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