Città

La città è tutta un cantiere, perché? Ne parliamo con l’assessore Patronelli

24 Feb 2026

di Silvano Trevisani

La città è tutto un cantiere, in questi mesi. Lavori impiantistici di varia natura ma soprattutto lavori destinati alla linea Brt di trasporto urbano veloce stanno creando disagi ma anche dubbi nella cittadinanza. Il Comune, da parte sua, proprio sul Brt sta tenendo una serie di incontri con la cittadinanza per illustrare il progetto e valutare le criticità. A coordinare questi incontri è l’assessore all’Urbanistica e alla mobilità, Giovanni Patronelli. Lo abbiamo incontrato durante il lavori del convegno sulla ristrutturazione di Palazzo D’Ayala e gli abbiamo rivolto alcune domande.

Il Comune sta portando avanti, in questi mesi, molti progetti ereditati, come quelli che riguardano la città vecchia, e in particolare molto stabili di pregio, a partire da Palazzo D’Ayala, ma soprattutto il BRT, per il quale lei sta coordinando gli incontri di interlocuzione con la città. Si tratta di un intervento invasivo, ma quanto è proporzionato a una città che si va anche svuotando anno dopo anno e che diventa più leggera anche nel traffico?

La domanda è interessante. Voi giustamente fate una considerazione statistica: se negli anni passati la città si è svuotata di tot migliaia di abitanti, figuriamoci in futuro cosa può succedere. Ma è dimostrato in tutte le città del mondo dove è stato realizzato un intervento così importante come il Brt, quindi il trasporto pubblico di massa, che è avvenuto esattamente il contrario rispetto a quello che è successo a Taranto negli ultimi 10 anni. Ovvero: si è ritornati a popolare il centro cittadino. Questo proprio per la facilità di collegamenti tra le periferie e il centro. Quindi, se è avvenuto in tutte le città del mondo, mi sono sicuro che avverrà anche per la città di Taranto. Chiaro è che nel momento in cui abbiamo dei disagi per il commercio, per la popolazione residente che magari non trova posti auto, (e ulteriori posti auto magari potrebbero saltare per la realizzazione del BRT), dobbiamo dare delle risposte chiare e le daremo, non dico nell’immediato, ma ci stiamo lavorando in maniera importante. E questo già dal 7 luglio, da quando il sindaco mi ha investito dell’onore di essere un assessore di questa amministrazione. E da allora che, in maniera particolare, sto studiando, valutando con indicazioni competenti, una serie di aree da destinare al parcheggio e, in questo senso, ci sono stati anche degli atti importanti che la giunta ha adottato. In particolare la delibera di giunta la numero 256 del dicembre ultimo scorso, con la quale noi apriamo, attraverso una manifestazione di interesse a tutti i proprietari di immobili e di terreni, la possibilità di interloquire con l’amministrazione per destinare aree a parcheggio.

A proposito dei parcheggi, negli ultimi giorni ci sono state un po’ di polemiche con associazioni e sindacati per le decisioni relative agli stalli per i disabili e ai parcheggi per i residenti. Apprendo che anche gli ultimi giorni è stato presentato un ulteriore progetto di revisione dei parcheggi.

In realtà noi siamo già lavorando da ottobre 2025 al nuovo regolamento della sosta. Il regolamento della sosta deve essere rivisitato nella sua totalità, sia per effetto della realizzanda opera Brt, sia per effetto di quelle che saranno le nuove linee complementari, ovvero: gli attuali bus, che andranno a innestarsi assieme alle due dorsali principali, in linea rossa e linea blu, per costruire in maniera più capillare quello che sarà il percorso del trasporto pubblico locale che raggiungerà tutte le parti, anche le più periferiche della città. Quindi, in relazione a quello che sarà il nuovo assetto infrastrutturale in futuro, noi andremo a rivedere tutte quelle aree che oggi sono identificate in zone ABC… e quant’altro e magari in nuove zone, per andare a calmierare meglio quelle che possono essere le misure più utili alla popolazione. In merito alle ultime vicende, mi sento di dire che nessuno si deve sentire escluso. A volte può capitare che ci sia una svista, ma non sono sviste fatte in malafede e le azioni correttive sono sempre possibili. E noi ci stiamo lavorando mettendoci la faccia.

Oggi si parla di Palazzo D’Ayala, ma il Comune ha a che fare con tanti edifici importanti che aspettano soluzioni da anni, a partire da Palazzo degli uffici…

Per il quale però posso annunciare che siamo vicini alla ripresa dei lavori almeno per quanto riguarda la facciata esterna: siamo alla fase di progettazione esecutiva e molto probabilmente andremo al bando attorno ad aprile. Il cantiere si potrà avviare prima dell’estate. La riqualificazione delle facciate estere potrà dare respiro e liberare da quei pesanti ponteggi che circondano questo immenso palazzo che sta nel cuore della città, e dare così il giusto valore al Borgo.

Ma poi ci sono ancora Palazzo Frisini, Palazzo Troilo, Palazzo D’Ayala… Sembra vi sia una fase di ripensamento complessivo.

In un certo senso è proprio così. Ho già detto che il Comune non può farsi carico della ristrutturazione e gestione di tutti i suoi stabili. Per questo è stato progettato un utilizzo misto pubblico-privato di Palazzo D’Ayala. C’è stato un intervento del vicesindaco per una mozione riguardo all’università. Molti di questi palazzi saranno restituiti alla città come contenitori culturali con vocazione universitaria. Ci sono interlocuzioni in atto anche con il Politecnico, per la delocalizzazione da Paolo VI alla Città vecchia. Il percorso per ottenere l’autonomia dell’università di Taranto è ancora lungo ma dobbiamo impegnarci a ottenerla, e per questo sono necessarie le infrastrutture. Sono sicuro che tanto la Città vecchia che il Borgo torneranno a essere più attrattivi. Naturalmente è necessario realizzare tutta una serie di infrastrutture standard che oggi proprio in quei quartieri sono carenti, e soprattutto in Città vecchia.

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