Ecclesia

Le fiamme criminali che feriscono il Sud

ph Ansa-Sir
23 Lug 2026

di Enzo Gabrieli

C’è un Sud che brucia. Un’emergenza che, anno dopo anno, assume i contorni di una vera e propria guerra contro il territorio. E, troppo spesso, dietro quelle colonne di fumo non c’è il destino, ma la mano dell’uomo.
Ha colto nel segno il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, mons. Francesco Savino, parlando di ‘fiamme criminali’. Non sono fiaccole che illuminano la speranza, ma roghi che seminano distruzione, paura e morte. Ogni incendio doloso è un’aggressione al creato, alla biodiversità, al lavoro di tanti agricoltori e alla sicurezza delle comunità.

È il Mezzogiorno a pagare il prezzo più alto. Qui il patrimonio ambientale rappresenta una ricchezza straordinaria, ma anche una ferita continuamente riaperta da interessi criminali, incuria e irresponsabilità. Il paradosso è drammatico: il Sud, culla di paesaggi unici e custode di un patrimonio naturale inestimabile, continua a essere il più esposto alla devastazione del fuoco.

Il peggior nemico del creato è ancora l’uomo. Colui che, secondo la Genesi, è stato posto nel giardino perché lo coltivasse e lo custodisse, diventa invece il suo distruttore. È una sconfitta ambientale, civile e spirituale.

Nell’omelia della prima messa per la Custodia del Creato, celebrata il 9 luglio 2025 al Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo, papa Leone XIV ha ricordato che “custodire il creato, portarvi pace e riconciliazione, è la missione che Dio ci ha affidato”. Un richiamo che oggi suona come un severo esame di coscienza per tutti. Se il creato è un dono di Dio, incendiarlo significa tradire il Creatore e rubare il futuro alle nuove generazioni.

Non bastano più lacrime davanti ai boschi ridotti in cenere o le promesse di circostanza. Servono prevenzione, controlli, pene esemplari contro gli incendiari e una profonda conversione culturale. Perché quelle che vediamo oggi non sono soltanto foreste che bruciano: è il cuore del Sud che va in fumo, insieme a una parte della nostra speranza.

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