Riforma ‘Disabilità’, Ricotti (patronato Acli): principi condivisibili ma le modifiche incidono sull’accesso ai diritti
ph Siciliani Gennari-Sir
27 Feb 2026
“La riforma della disabilità contiene principi importanti e condivisibili, ma nella fase sperimentale ha finito per complicare l’accesso ai diritti anziché semplificarlo. Le difficoltà operative e i cambiamenti procedurali, pur sottolineando le ampie sinergie e condivisioni attivate con la direzione generale dell’Inps, stanno ricadendo direttamente sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie”: così Paolo Ricotti, presidente del patronato Acli, ha commentato la sperimentazione della nuova normativa sull’accertamento della disabilità, che dal 1° marzo in poi sarà estesa ad altre 40 province italiane, che si aggiungono alle 20 già coinvolte. L’ampliamento segna una nuova fase di attuazione della riforma e un passaggio verso l’uniformità delle procedure su scala nazionale.
La riforma introduce nuovi criteri e modalità di accertamento della disabilità, prevedendo una valutazione di base unitaria affidata all’Inps. Le novità riguardano le persone e le famiglie che presentano una nuova domanda di invalidità civile, di indennità di accompagnamento o di riconoscimento dello stato di handicap ai sensi della legge 104/1992.
Le domande presentate entro il 28 febbraio 2026 nelle nuove 40 province sperimentali continueranno a essere definite secondo la normativa precedente fino alla loro conclusione.
Una delle principali novità introdotte dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62 riguarda l’avvio del procedimento valutativo. La tradizionale domanda amministrativa è sostituita dall’invio del certificato medico introduttivo, che dà avvio all’accertamento e determina la decorrenza dell’eventuale prestazione assistenziale a partire dal primo giorno del mese successivo all’invio.
Resta aperto il nodo dei costi. Il certificato medico introduttivo ha un costo variabile tra 150 e 250 euro, interamente a carico delle famiglie.
“Dai nostri uffici territoriali emerge con chiarezza che questo costo rappresenta, soprattutto per le situazioni più fragili, un ostacolo economico all’accesso ai diritti – sottolinea Ricotti -. Il rischio è che una riforma nata per garantire equità finisca per accentuare le disuguaglianze”.
Il patronato Acli invita i cittadini a presentarsi tempestivamente presso le proprie sedi con una copia del certificato medico introduttivo e della ricevuta di presentazione, per consentire la corretta trasmissione dei dati socioeconomici all’Inps e garantire un’assistenza completa durante l’intero procedimento.
“Al medico per trasmettere il certificato, al patronato per la tutela dei diritti – conclude Paolo Ricotti, presidente del patronato Acli -. In una fase di cambiamento così delicata, l’accompagnamento è essenziale per non perdere le prestazioni a cui si ha diritto”.




