Ecclesia

La domenica del Papa – Pietre scartate ma scelte da Dio

ph Vatican media-Sir
04 Mag 2026

di Fabio Zavattaro

“Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore”: è la grande promessa che troviamo nel testo di Giovanni di domenica, ovvero la “dimora” già evocata a Pasqua – queste parole dal quarto Vangelo ci riportano nel clima dei discorsi di addio che precedono il racconto della passione – che Gesù propone ai discepoli dicendo loro: “quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via”. In questo modo Gesù si propone come via, verità e vita.

Ai discepoli che lo interrogano parla di una “casa questa volta molto grande” dice papa Leone al Regina caeli, “la casa del Padre suo e Padre nostro, dove c’è posto per tutti” e Gesù “prepara le stanze perché ogni fratello e sorella, arrivando, trovi pronta la sua e si senta da sempre atteso e finalmente ritrovato”.

In Giovanni leggiamo anche queste parole pronunciate da Gesù: “chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio”. Che cosa dicono oggi queste parole? Che sofferenze e smarrimento si possono superare affidandoci alla sua parola di amore. È l’esperienza delle prime comunità cristiane, ricordava Benedetto XVI, per il quale “la fede in Gesù comporta seguirlo quotidianamente, nelle semplici azioni che compongono la nostra giornata. È proprio del mistero di Dio agire in modo sommesso” scrive il Papa nel suo secondo libro su Gesù di Nazareth. “Solo pian piano egli costruisce nella grande storia dell’umanità la sua storia. Diventa uomo ma in modo da poter essere ignorato dai contemporanei, dalle forze autorevoli della storia”.

Papa Leone al Regina caeli dice: “nel mondo vecchio, in cui ancora siamo in cammino, ad attirare l’attenzione sono i luoghi esclusivi, le esperienze alla portata di pochi, il privilegio di entrare dove nessun altro può. Invece, nel mondo nuovo in cui il Risorto ci porta, ciò che vale di più è alla portata di tutti … ciò che è aperto a tutti ora dà gioia: la gratitudine prende il posto della competizione; l’accoglienza cancella l’esclusione; l’abbondanza non comporta più diseguaglianza”.

Abbiate fede ripete Gesù ai discepoli, e a noi, perché “questa fede libera il nostro cuore dall’ansia di avere e di ottenere, dall’inganno di rincorrere un posto di prestigio per valere qualcosa. Ognuno ha già valore infinito nel mistero di Dio, che è la vera realtà. Amandoci l’un l’altro come Gesù ci ha amato, ci doniamo questa consapevolezza. È il comandamento nuovo”. C’è un’immagine che accompagna questa riflessione ed è la “pietra scartata che diventa pietra angolare, preziosa dunque”.

Sabato pomeriggio, nella celebrazione per l’ordinazione di quattro vescovi ausiliari di Roma papa Leone ricordava che “si diventa pietre scartate dagli uomini e scelte da Dio: quando con la vita e la parola ci si oppone ai progetti che schiacciano i deboli, non rispettano la dignità di ogni persona, si servono dei conflitti per selezionare i più forti, mentre trascurano chi resta indietro, chi non ce la fa, considerando chi soccombe come spazzatura della storia. Gesù ha camminato in mezzo a noi da profeta disarmato e disarmante, e quando è stato scartato non ha cambiato stile”.

Ecco che allora incoraggia i nuovi vescovi ausiliari “a raggiungere le pietre scartate di questa città e di annunciare loro che in Cristo, nostra pietra angolare, nessuno è escluso”; li incoraggia a “essere pastori di strada, avere nel cuore le periferie materiali ed esistenziali”. E dice loro: “non accomodatevi nei privilegi che la vostra condizione potrebbe offrirvi, non seguite la logica mondana dei primi posti, siate testimoni di Cristo che è venuto non per essere servito ma per servire”.

Nelle parole che pronuncia dopo la preghiera mariana, il vescovo di Roma afferma che nel mese di maggio ci si ritrova nel nome di Maria e nella preghiera del Rosario – l’8 maggio papa Leone celebrerà il primo anniversario del suo pontificato a Pompei, proprio nel giorno della supplica alla Madonna – e ricorda che Maria era nel Cenacolo in mezzo ai discepoli “e il suo cuore custodiva il fuoco che animava la preghiera di tutti. Vi affido le mie intenzioni, in particolare per la comunione nella Chiesa e la pace nel mondo”.

Pace che indirettamente entra nelle parole che rivolge ai giornalisti nella Giornata mondiale, voluta dall’Unesco, della libertà di stampa: “questo diritto – afferma il Papa – è spesso violato, in modo a volte flagrante, a volte nascosto. Ricordiamo i numerosi giornalisti reporter vittime delle guerre e della violenza”.

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26 Set 2026