Sport

La scomparsa della Prisma: una pagina dolorosa

foto G. Leva
05 Giu 2026

di Paolo Arrivo

 

 

La serie A2 le stava stretta. Adesso non c’è più nemmeno quella, né una categoria inferiore: la Prisma Volley ha rinunciato all’iscrizione in un campionato nazionale di pallavolo. A quattro giorni dall’annuncio, dato con un comunicato lunedì scorso, non si arresta l’ondata di incredulità e di indignazione in seno alla comunità ionica. La rinuncia legata alla questione impiantistica: alla mancanza di garanzie sull’utilizzo del PalaMazzola, condizione imprescindibile per formalizzare la domanda di iscrizione. Così la città che sta per ospitare i Giochi del Mediterraneo 2026 ha perso quella che negli ultimi anni è stata la massima espressione dello sport ionico. Un patrimonio collettivo. Che andava tutelato al meglio, difeso con le unghie e con i denti, per fare realmente dello sport un volano di sviluppo del territorio.

I comunicati

“Nelle ultime ore, su alcune testate giornalistiche, è stata riportata una notizia secondo la quale la Prisma Volley avrebbe dei, non chiari, problemi economici e/o di bilancio, ragion per cui starebbe incontrando difficoltà per il prosieguo della propria attività. Ebbene, oltre a rimanere davvero sorpresi dal contenuto, integralmente infondato, ed altamente lesivo dell’immagine della nostra società, preme smentire categoricamente che Prisma Volley abbia problemi economici e / o di bilancio”. È il primo comunicato diramato agli organi di stampa nella mattinata di domenica ventiquattro maggio. Nello stesso si chiariva inoltre: “La società sta esclusivamente valutando se ci potranno essere le condizioni, in primis strutturali, per continuare la propria attività nel volley”.

Il comunicato aveva il tono della minaccia. Ma non lasciava presagire quanto, a stretto giro, si è verificato poi. A “rimanere davvero sorpresi” sono stati i tifosi. Gli stessi che hanno sostenuto la squadra al Palafiom nella scorsa stagione, e si interrogano sul motivo per il quale lo stesso impianto sportivo, idoneo alla serie A2, non possa continuare a rappresentare una soluzione tampone. La questione è complessa. E non si può ricercare un colpevole unico. Come quando una squadra perde sul campo di gioco. Di certo, la grande vittima è la stessa tifoseria, ferita più volte dopo la retrocessione dalla Superlega.

Prisma, la fine dei giochi

“Il ritardo registrato nella individuazione da parte degli Enti competenti delle tempistiche e delle modalità attraverso le quali poter mettere a disposizione della Prisma Volley il palazzetto dello sport Palamazzola al termine del Giochi del Mediterraneo – tempistiche e modalità non ancora note – non ha consentito alla nostra società sportiva di programmare la partecipazione al Campionato di volley maschile serie A2 2026/2027 nei tempi e nei contenuti tecnici ed organizzativi idonei e consoni all’importanza del predetto campionato ed alle aspettative societarie e degli appassionati di volley del nostro territorio”.

La replica non si è fatta attendere. Il consigliere comunale Gianni Azzaro, ad esempio, sui social, definiva la notizia della rinuncia della Prisma Taranto Volley “un colpo che non possiamo e non dobbiamo accettare passivamente”. Lo stesso auspicava un confronto tra l’amministrazione comunale e la società nella ricerca di una soluzione.

La Prisma, con una nota di chiarimento, ha sottolineato che le interlocuzioni ci sono state, ma del tutto insoddisfacenti: già al 30 aprile scorso il Direttore Generale del Comune di Taranto Marco Lesto era stato sollecitato sul rilascio del modulo per l’iscrizione, nel quale concedere la disponibilità del campo di gioco (individuato appunto nel PalaMazzola). Negativa la risposta. Nessuna garanzia è stata offerta, poi. Mentre i tempi corrono, le scadenze fissate dalla Federazione Italiana Pallavolo. Quindi, game over. E ora non resta che sperare in nuovi attori, realtà nuove, che possano affacciarsi nel panorama pallavolistico ionico, per riportare nella città dei due mari il grande volley.

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