Lavoro

Ilva: due incidenti a due operai aggravano tensione e dubbi sul futuro

05 Giu 2026

di Silvano Trevisani

Clima sempre più incerto e pesante per l’ex-Ilva. Utilizzando un banale luogo comune si potrebbe dire che piove sul bagnato, facendo riferimento a due nuovi infortuni accaduti nello stabilimento siderurgico che sembra sempre più abbandonato al suo destino. È quello che hanno protestato, indirizzandosi al presidente della Regione, Decaro, i sindacati metalmeccanici, che invocano un intervento politico che smuova le acque su un’azienda che anche il governo, senza idee e senza soldi, sembra aver abbandonato a se stessa. Costringendo, tra l’altro, le aziende dell’appalto, ormai prive di lavoro, a mettere in cassa i propri dipendenti con prospettive tutt’altro che rosee. Come è accaduto per i 54 lavoratori della Peyrani e i 35 della Ecomipa.

Ma iniziamo con i due incidenti che in cui sono rimasti feriti due operai di altrettante ditte dell’appalto in due diversi reparti dello stabilimento, quasi a testimoniare un generalizzato calo di attenzione che coinvolge un po’ tutti. Il primo dei due incidenti, apparentemente meno grave, è accaduto all’Afo4 dove un lavoratore di una ditta dell’appalto ha riportato un trauma di schiacciamento alla mano sinistra. Il secondo è avvenuto al reparto Omu Agglomerato, dove il mezzo dotato di cassone ribaltabile, di un’altra ditta, la Rib, si è ribaltato durante le attività di scarico del materiale. Un operaio – secondo le informazioni fornite dai sindacati di categoria – ha battuto la testa e, dopo un primo esame, è stato accompagnato in ospedale per la cura del caso.

Con una lettera al direttore dello stabilimento, i sindacati hanno chiesto un incontro per analizzare quanto è accaduto, approfondire eventuali criticità emerse e valutare le eventuali azioni preventive per evitare il ripetersi di eventi simili. “Riteniamo necessario – scrivono Fim Fiom e Usb – mantenere alta l’attenzione sulle attività operative, sulle condizioni di sicurezza dei mezzi e sulle procedure adottate”.

“Si rischia una bomba sociale” è il messaggio che, intanto, le segreteria di Fim Fim Uilm e Usb hanno lanciato al presidente della Regione, Antonio Decaro, invitando attraverso lui la Regione a riprendere un confronto con il governo che da un po’ di tempo ha interrotto l’interlocuzione. Anche questa stasi dei rapporti sembra un segnale chiaramente negativo, che rischia di avviare la storia dell’Ilva su una strada senza ritorno. E a Decaro i sindacati rappresentano la situazione delle due aziende dell’appalto che hanno avviato le procedure di cassa e che tra l’altro si occupano proprio di manutenzioni, mentre a fine mese scade il trattamento di cassa per un centinaio di lavoratori della Semat Engeneering. Molti sono gli interrogativi avanzati dai sindacati su vari impianti che dovrebbero entrare in funzione ma sui quali pendono interrogativi.

“L’attuazione situazione rischia di trasformarsi in  una bomba sociale senza precedenti con numeri elevatissimi di lavoratori e famiglie pugliesi che rischiano seriamente di sprofondare in un futuro sempre più incerto”, sostengono i sindacati che chiedono l’apertura di un tavolo interistituzionale.

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