A che servono Giochi e nuova stazione se Trenitalia isola sempre più la città?
Taranto è isolata. Autostrade lontane, voli preclusi da decenni, ora anche i treni si “allontanano” contraddicendo l’entusiasmo di chi vede nei Giochi del Mediterraneo, ormai prossimi, un trampolino per il rilancio della città. Che anche in questo frangente resta irraggiungibile. Quella che si sta giocando sui collegamenti ferroviari e sul Frecciarossa è una partita sgradevole, con il governo (tramite Trenitalia) che pretende sia la Regione Puglia a pagare per l’arrivo a Taranto del treno veloce, che altrimenti si fermerebbe a Metaponto, aggravando il distanziamento che Salvini e la Lega vogliono imporre attraverso l’autonomia differenziata. La Puglia, da parte sua, sostiene, secondo noi a ragione, che non spetti alla Regione pagare un servizio nazionale, perché l’Ente è già gravato dai costi altissimi del trasporto locale, in una regione complessivamente sempre penalizzata dallo Stato, ancor più per la sua conformazione geografica. La Regione Basilicata avrebbe accettato di versare, invece, il suo contributo, ma qui si innescano questioni partitiche che non fanno bene a nessuno. La Regione Basilicata, che dispone da sempre di risorse straordinarie è anche guidata da una giunta di centrodestra. E alla scelta di questa giunta fanno eco i consiglieri regionali politici di centrodestra della Puglia che vorrebbero che anche la nostra regione al pari della Basilicata, aprisse il suo portafoglio per venire incontro a Trenitalia che ha come unico obiettivo quello di incassare. E solo in questo modo si renderebbe possibile la ripresa del Frecciarossa. E lo dimostra il fatto che alla richiesta avanzata dal presidente Decaro al ministro dei Trasporti Salvini ha risposto, in vece sua, Trenitalia.
Una questione che è destinata a diventare un tormentone e che sta diventando centrale per tutte le forze politiche e sindacali. Dopo il presidente Decaro, il sindaco Piero Bitetti, e vari esponenti politici, è intervenuto il presidente del consiglio comunale Gianni Liviano a nome del Comitato Treni a Taranto che, dopo aver sottolineato il rischio di ritrovarci “una stazione rinnovata, ma sempre più povera di collegamenti ferroviaria” denuncia come tutte le decisioni prese da Trenitalia, dopo la chiusura della linea Taranto-Potenza-Napoli, siano fortemente penalizzanti per la città. E chiede Regione, governo, Rete ferroviaria e Trenitalia aprano un serio confronto per restituire a Taranto i collegamenti che merita. “Taranto non chiede privilegi. Chiede semplicemente il diritto di essere collegata al resto d’Italia”.
Sulla questione intervengono Antonio Baldassarre, segretario generale Cisl Taranto Brindisi e Gianluca Semitaio, segretario Fit Cisl Taranto, che sottolineano in una nota congiunta “il rischio reale che la città e la stessa stazione siano sempre più povere di collegamenti ferroviari e senza più nessun servizio ausiliario, come la stazione di lavaggio, dislocato da Taranto a Lecce ivi compreso il personale tarantino che vi prestava servizio.”
Ad aggravare la situazione, aggiungono: “il ridimensionamento del Frecciarossa 9414, collegamento fondamentale tra Taranto, Roma e Milano via Potenza, che rappresentava una delle poche alternative dirette verso il Nord Italia e che non partirà più da Taranto bensì da Metaponto ed inoltre, quanto alle più volte denunciate carenze infrastrutturali, l’ammodernamento della stazione di Taranto non può essere legato solamente al patrimonio immobiliare ma occorrono, ancor più adesso, investimenti concreti sui binari, sugli impianti e sulle infrastrutture di esercizio, se si vuol parlare di futuro e di Alta Velocità anche per Taranto.”
Cisl Taranto Brindisi e Fit Cisl Taranto, dunque, sollecitano un intervento immediato delle istituzioni locali Comune e Provincia, mediante l’istituzione di un tavolo tecnico incentrato sulla questione della mobilità tarantina da inserire anche nell’ambito della “Vertenza Taranto”.
Da parte sua, il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5Stelle, sottolinea, in una nota, “il pesante ridimensionamento, all’interno del Pnrr, delle risorse destinate all’alta velocità della tratta ferroviaria Taranto–Metaponto–Potenza–Battipaglia, per la quale la quota finanziata è stata ridotta da 414 milioni a 98 milioni di euro, con una diminuzione di 316 milioni di fondi europei destinati a un’infrastruttura strategica per il Mezzogiorno”.




