Eventi in diocesi

Leporano: La Chiesa dei Miracoli e altre storie

07 Lug 2026

Nel giardino del castello Muscettola di Leporano mercoledì 8 luglio alle ore 20 sotto il patrocinio del Comune , si terrà la presentazione dell’ultimo libro di Floriano Cartanì intitolato ‘La Chiesa dei Miracoli e altre Storie’. Il titolo del romanzo già evoca la dimensione sospesa tra racconto, mistero e un pizzico di fede, narrata tra gli scorci di un paesino del Sud, dove la tradizione popolare e le sue storie diventano materia viva di narrazioni. Cartanì, giornalista e scrittore, da anni indaga con sensibilità antropologica e lirismo narrativo le radici della cultura salentina e jonica in particolare. In questo suo romanzo raccoglie episodi e qualche leggenda che si intrecciano alla storia vera di una comunità locale, restituendo voce a quella “gente e tradizioni popolari che appartengono alla nostra terra e al nostro cuore”, come recita la locandina dell’evento. La scrittura  di questo autore, densa di immagini e di pietas, trasforma la memoria collettiva in un affresco di umanità viva, dove il fatto straordinario non è solo un evento mistico, ma piuttosto gesto quotidiano di resistenza e amore per il proprio paese natio. La serata, curata nei dettagli scenografici dagli abiti di Milena Sibilla, sarà arricchita dai saluti istituzionali del sindaco Vincenzo Damiano e dell’assessore Iolanda Lotta, seguiti dal dialogo con l’autore condotto da Palma Pomes. Le letture di Gemma Fornaro e Marilina Sibilla, accompagnate dai canti e dalle musiche originali composte da Arcangelo Conzo, offriranno un percorso sensoriale che intreccia parola, suono e immagine, in perfetta sintonia con l’estetica richiamata dall’ opera. Il libro si presenta come se ogni pagina scritta fosse un invito alla meditazione, un ritorno alle in origine vissute, un vero e proprio atto di riconciliazione con la propria terra. Cartanì in questo lavoro scritto, non si limita a descrivere fatti e luoghi, egli li interpreta, li trasfigura, fa della parola un sacrario dove la storia diventa momenti di ricerca di sé e con gli altri. L’opera di Floriano Cartanì si colloca pertanto in una linea poetica che intreccia la memoria collettiva con la sacralità del quotidiano, restituendo alla parola il suo valore rituale e comunitario. La sua scrittura nasce da un’urgenza di preservare ciò che rischia di svanire: la voce dei luoghi, la collettività popolare, la dignità delle piccole storie di paese. In’ La Chiesa dei Miracoli e altre Storie‘ questa tensione si fa più evidente attraverso il linguaggio adottato da Cartanì, che si muove tra cronaca quotidiana e lirismo, dove la precisione giornalistica si fonde con la musicalità della narrazione. Una sorta di poetica personale che può essere definita antropologica e una letteratura che si fonda su tre assi: la sacralità del reale, la coralità della memoria, la bellezza della lingua, quest’ultima utilizzata in alcuni passi anche in  vernacolo per trasmetterne la sonorità originale. Così Floriano Cartanì si fa erede di una tradizione letteraria meridionale di tutto rispetto, che va da De Martino a Bodini, ma con una cifra personale rappresentata da una forma di pietas, intesa come forma di conoscenza. Si ricorda infine che il valore dell’incontro, va ben oltre l’evento culturale in sé, rappresentando un’occasione per riconoscersi nella narrazione di un autore che ha saputo trasformare la memoria in arte e la quotidianità di vita in letteratura. ‘La Chiesa dei Miracoli e altre Storie’ non è solo un libro: è un canto corale che restituisce dignità e bellezza alle radici di un Sud che continua ancora a credere nella propria gente.

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