Storia

Addio allo storico Nicola Cippone che seguì a Bologna il figlio sacerdote

29 Ago 2023

di Silvano Trevisani

È scomparso a Bologna, dove viveva da oltre dieci anni, lo storico e operatore culturale Nicola Cippone. Aveva lasciato la sua amatissima Taranto, cui aveva dedicato numerosi studi, alcuni dei quali fondamentali, per trasferirsi con la moglie Nicla De Sanna a Bologna dove viveva Marco, il figlio sacerdote. Se n’è andato questa notte, all’età di 85 anni, lasciando un ricordo indelebile nella memoria di chi lo ha conosciuto, e molti importanti saggi storici.

Artista informale, storico, docente per molti anni alla Leonida, collaboratore delle pagine culturali del “Corriere del giorno”, temperamento deciso ma animo gentile e generosissimo, Nicola ha dedicato molti suoi studi alla città che amava profondamente. Socio della Società di storia patria per la Puglia, è stato componente del Comitato regionale per i Beni culturali e ispettore onorario della sopraintendenza per i Beni ambientali, architettonici, artistici e storici di Taranto. È dalla metà degli anni Ottanta che inizia un’attività pubblicistica molto intensa, dando alle stampe volumi come “Montemesola dalla preistoria alla storia” (1985), “Una città inventata una città vissuta” (1986), “Documenti per una storia del Borgo nuovo di Taranto” in “Cenacolo” (1989), “Le fiere, i mercati e la fontana della pubblica piazza di Taranto” (1989), “Leporano nel VII e XVIII secolo” (1996).

Nel 1996 dà alle stampe il bellissimo volume: “Taranto: civiltà del porto e rotte mediterranee”, scaturito dalla omonima mostra promossa, come il volume, dalla Provincia di Taranto, in collaborazione con il Crsec Taranto/52, che propone una documentazione esaustiva, anche visiva, sulla storia del porto di Taranto. Sempre per la Provincia di Taranto aveva già curato, nel 1993, il volume “La Via Appia e la terra jonica”, che rimetteva insieme e tasselli di una storica, archeologica e topografica, alla quale avevano collaborato numerosi studiosi assieme alle istituzioni colturali della città.

Ma il suo volume forse più noto è: “Taranto – Il Borgo prima del Borgo” che reca il sottotitolo esplicativo “Dai Greci ai Romani al Piano Conversano”. Ricco di immagini e di ricostruzioni, il volume analizza le sovrapposizioni storiche, a partire dal primigenio sistema viario, approfondendo le testimonianza storiche sopravvissute, purtroppo molto poche rispetto alla ricchezza del passato. Nel volume, ma anche in numerosi scritti e articoli successivi, Cippone insisteva sulla necessità di riportare alla luce l’anfiteatro romano, la cui cancellazione si deve soprattutto alle politiche edilizie contestuali all’espansione degli insediamenti militari della Marina. Una battaglia, la sua, da molti (ma non da tutti) condivisa, fondata su analisi tese a dimostrare la consistenza dei reperti sepolti soprattutto sotto l’ex mercato coperto che si affaccia su via Anfiteatro.

Alla fine del primo decennio del nuovo secolo, Nicola e Nicla, che avevano avuto due figli maschi, Paolo e Marco, decisero, con molto coraggio e molto amore, di lasciare Taranto e trasferirsi a Bologna. Il figlio Marco, dentista già affermato in città, aveva maturato una vocazione adulta ma molto intensa, tale da indurlo a diventare sacerdote, avviato, nel suo primo incarico, come amministratore apostolico di San Biagio di Bonconvento, attualmente parroco di San Petronio di Osteria Nuova e, da medico, incaricato diocesano per la Pastorale della salute.

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