Il Cristo spirante: una tradizione che custodisce l’anima di Martina Franca
Dal 20 a 27 luglio Martina Franca vivrà l’ottavario in onore di Cristo spirante nella chiesa di San Francesco d’Assisi. Il culmine di tale appuntamento sarà domenica 26 luglio, solennità di Cristo Spirante. Questo momento rappresenta da secoli uno dei cuori pulsanti della spiritualità martinese. Non è soltanto una ricorrenza devozionale, è un luogo dell’anima, un punto di incontro tra storia, fede e identità comunitaria. Nel contesto del Giubileo francescano indetto da papa Leone XIV, mentre la Chiesa universale celebra gli 800 anni del transito di San Francesco d’Assisi, questa tradizione assume un significato ancora più profondo.
La chiesa di San Francesco d’Assisi, elevata a santuario di Cristo spirante nel 1955, coronando una plurisecolare tradizione, custodisce il Crocifisso in legno di scuola veneziana, unico nel suo genere, ovvero il grande Cristo dagli occhi aperti, voluto nel Settecento dai frati conventuali sul modello del Crocifisso di San Damiano, appunto con gli occhi aperti, quello che parlò al Poverello e ne trasformò la vita. Come ricorda papa Leone XIV: «Davanti al Cristo vivo egli comprese la verità di sé e del mondo». È lo stesso sguardo che, da generazioni, accompagna il cammino del popolo martinese.
La solennità di Cristo spirante diventa così un ponte tra passato e presente. Ogni anno, la città ritrova in quel volto aperto e vigile un invito alla fiducia, alla conversione, alla pace. Nel Giubileo francescano, questa esperienza si rinnova con forza: contemplare il Cristo che “dona lo Spirito” significa riscoprire la radice evangelica che ha plasmato la storia di Martina Franca, la sua cultura, la sua solidarietà, la sua capacità di custodire e trasmettere la fede.
In un tempo che spesso disorienta, il Cristo spirante continua a offrire un orientamento: uno sguardo che non giudica, ma rigenera; una presenza che non si impone, ma accompagna; una tradizione che non si chiude nel passato, ma apre alla speranza. Per questo la solennità, oggi come ieri, non è solo memoria: è identità viva, è cammino comunitario, è promessa di pace che rinnova ogni vita.
A completare il valore spirituale e comunitario della solennità, quest’anno il programma religioso vedrà alternarsi diversi sacerdoti e comunità parrocchiali della città di Martina Franca e del territorio, segno concreto della comunione ecclesiale che il Cristo Spirante ispira e custodisce. Le celebrazioni saranno animate dalle parrocchie di Regina Mundi, Cristo Re, Divino Amore, Sant’Antonio, San Giovanni Battista di Monteiasi particolarmente devota al SS.mo Crocifisso, insieme alla presenza dell’arcivescovo metropolita di Taranto, mons. Ciro Miniero.
Questa partecipazione corale rende la solennità ancora più significativa: il Santuario diventa casa di tutti, luogo dove la fede martinese si esprime nella varietà delle sue comunità e nella bellezza di una tradizione che continua a unire generazioni diverse attorno allo sguardo del Cristo che dona lo Spirito.
Domenica 26, giorno della festa, sante messe saranno celebrate alle ore 8.30 (padre Matteo Kilamlya, IMC), 10.15 (padre Francesco Scialpi (ofm, direttore dell’ufficio liturgico della basilica di San Francesco in Assisi), ore 11.30 (il parroco e rettore mons. Vincenzo Annicchiarico), ore 19 (concelebrazione presieduta da don Paolo Martucci, vicario della San Francesco de Geronimo, in Taranto). Al termine, alle ore 19.45, processione con il consueto itinerario, accompagnata dalla banda musicale di Martina Franca.
Lunedì 27 luglio, alle ore 21, festa in piazza Mario Pagano con il concerto del complesso Rockstar live music’ e, alla mezzanotte, i fuochi pirotecnici conclusivi.




