Diocesi

Il rendimento di grazie delle comunità neocatecumenali diocesane per Carmen Hernández Barrera

21 Lug 2026

di Paolo Mancarella

Domenica 19 luglio nella parrocchia dei Santi Medici Cosma e Damiano, le comunità neocatecumenali della diocesi di Taranto si sono ritrovate nella celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Ciro Miniero, nella ricorrenza del decimo anniversario di morte della serva di Dio, Carmen Hernández Barrera, iniziatrice del Cammino con Kiko Arguello.
Anniversario preceduto dalla recente conclusione della fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione che ha aperto ufficialmente il percorso romano nel dicastero delle Cause dei santi, momento decisivo del cammino di Carmen verso gli altari.
Nella breve introduzione Andrea Pavone, responsabile diocesano del cammino, ha tratteggiato la figura di Carmen, sottolineandone la dimensione spirituale. Un incessante lavoro di evangelizzazione sostenuto da una continua preghiera ed una attenta lettura dei padri della Chiesa e del magistero dei papi. E il suo profondo amore per la Terra santa con la conoscenza delle tradizioni e delle festività liturgiche ebraiche.
Il rendimento di grazie per Carmen si è rivelato occasione propizia per rinsaldare il legame tra il Pastore e i fedeli del cammino.

Il granello di senape

«È stato un piacere rispondere al vostro invito a presiedere questa Eucaristia – ha esordito l’arcivescovo Miniero – perché la gioia dei pastori e dei sacerdoti è quella di camminare insieme con il popolo”.
Commentando la parabola del granello di senape, mons. Miniero ha evidenziato che “il regno di Dio appartiene a Dio e si sviluppa perché ha una capacità sua propria e dunque indirizzare l’impegno dei nostri cuori a preparare sempre il terreno e permettere al regno di sviluppare una umanità nuova, attraverso un processo di maturazione del regno stesso nella vita degli uomini di ogni tempo. Ecco il nostro impegno di evangelizzazione”.
Con atteggiamento di mitezza e indulgenza. Il Signore non ricorre alla forza ma “segue l’umanità nel cammino lento della maturazione di ogni cuore e di ogni mente all’azione del regno, e allo sviluppo del regno in ogni angolo del mondo”.

Parole che confortano ed incoraggiano i fratelli a continuare a spendersi nell’evangelizzazione. Non fermandosi nelle valutazioni delle catechesi intraprese al mero riscontro numerico.

Carmen, donna straordinaria

Il vescovo si è poi soffermato sulla figura di Carmen, definendola “una donna straordinaria, perché portava nel cuore il desiderio di diffondere l’amore di Dio e non ha smesso di far prendere consapevolezza ai credenti di appartenere a Gesù”.
Provvidenziale è stata la sapienza dei padri conciliari che, accogliendo le istanze di rinnovamento, iniziate a maturare negli anni precedenti, ha aperto nuovi spiragli di luce. Spiragli che Kiko, Carmen e tanti altri profeti di quel tempo hanno poi concretizzato, con la nascita di rinnovate comunità cristiane il cui statuto si fonda sulla carità evangelica, sull’amore.
Spiragli che conservano una valenza anche nei nostri tempi e richiamando i tre pilastri (parola di Dio, liturgia e comunità) sui quali il cammino neocatecumenale si fonda, l’arcivescovo ha auspicato che continuino ad essere “luogo fondamentale dove aiutare le persone ad aprirsi al mistero. Non al movimento ma al mistero, non alle persone ma alla chiesa intera”. Ed ha concluso invocando sui fedeli l’aiuto del Signore per renderli testimoni che evangelizzano manifestando l’amore di Cristo nel quotidiano, nelle scelte di vita.

 

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