Qualità della vita

Indice di sportività: Taranto non brilla… aspettando i Giochi

27 Lug 2026

di Silvano Trevisani

Riusciranno i Giochi del Mediterraneo a migliorare l’indice di sportività di Taranto? È difficile immaginarlo e se un piccolo miglioramento si potrà registrare questo sarà ascrivibile solo agli investimenti effettuati per migliorare gli impianti principali e all’attrattività dell’evento. Il nostro territorio, infatti, non ha mai brillano in fatto di “sportività” e anche l’annuale graduatoria del Pts Sport sull’Indice di sportività, pubblicata dal quotidiano economico Il Sole24Ore, in prossimità dell’inaugurazione dei Giochi, pone Taranto nei piani bassi della classifica: al 91simo posto! È vero che tutte le città del Sud, a eccezione di Cagliari, sono nelle parti basse della classifica, i cui ultimi posti sono appannaggio di Sardegna e Sicilia, ma è anche vero che Bari si colloca al 49simo posto, subito dopo Napoli, e Lecce al 62simo. Si dirà che a spingere Lecce verso il centro classifica è soprattutto la permanenza della sua squadra in serie A, mentre il Taranto naviga… dove sappiamo tutti… e questo è in parte vero. Ma altrettanto vero è che l’Indice di sportività (che misura qualità e diffusione dello sport a livello provinciale) si basa su 32 indicatori suddivisi in quattro categorie: struttura e organizzazione del sistema sportivo (tesserati, enti di promozione sportiva, attrattività degli eventi sportivi, praticabilità sportiva, investimenti nello sport e Olimpiadi Milano-Cortina 2026), sport di squadra, discipline individuali e relazioni dello sport con l’economia (imprese, turismo, media, ecc.) e la realtà sociale (bambini, donne, amatori, ecc.).

Per ogni indicatore e categoria viene elaborata la classifica delle 107 province, rapportando i dati sportivi alla popolazione di 6-75 anni; tenuto conto del diverso peso attribuito ai singoli indicatori, viene poi definita la classifica finale. In generale i dati fanno riferimento al 2025, mentre per gli sport di squadra e quelli invernali si considera la stagione 2025/26.

Ebbene, poiché le rilevazioni annuali riguardano, naturalmente, gli anni precedenti, bisognerà attendere il 2027 per vedere se qualcosa si muove almeno nelle classifiche riguardanti gli investimenti, che sono stati tutti “esterni” e neppure così consistenti come ci si attendeva alla vigilia, e in quella dell’attrattività degli eventi, ma dagli altri indicatori non c’è da aspettarsi molto. Negli sport di squadra non brilliamo e in molte discipline siamo assenti: il calcio ci vede fuori dal professionismo, la pallavolo non c’è più, negli altri sport si brilla poco. Commentando alcuni degli altri indicatori, si rileva che non abbiamo imprese, fiere, musei che si occupano di sport, non abbiamo naturalmente società né atleti negli sport invernali (come quasi tutto il Sud), ma non abbiamo società ciclistiche, non abbiamo corsi e master universitari, Its e licei sportivi; nulla sul fronte dei motori. Anche negli sport d’acqua non brilliamo nonostante le risorse naturali e nonostante i milioni sprecati nel SailGp negli anni scorsi. Buoni risultati abbiamo ottenuto nel nuoto, nel tennis e nell’atletica, ma si tratta di risultati individuali, ottenuti spesso da atleti formati in altre realtà. I tesserati sono comunque pochi e pochissime le società sportive.

Insomma: tutte le graduatorie possono far discutere, ma non è un mistero che la pratica sportiva e l’impiantistica non siano stati mai tra i punti forti della provincia. Che un tempo brillà negli sport paralimpici grazie al basket in carrozzina, che è ormai un ricordo. Aspettiamo il “dopo Giochi” per capire se, nel frattempo, qualcosa sta cambiando.

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