Sport

Il regalo di Benedetta Pilato ai Giochi del Mediterraneo

ph G. Leva
28 Ago 2026

di Paolo Arrivo

La stagione è stata intensa. E più che soddisfacente per Benedetta Pilato, tornata a esprimersi ai livelli ai quali ci aveva abituato: la medaglia d’oro che ha conquistato ai Giochi del Mediterraneo nei 100 metri rana le resterà nel cuore, senz’altro. Perché vincere in casa ha sempre un sapore speciale. E perché, per sua stessa ammissione, anche lei ha assistito a un miracolo: gareggiare ad alti livelli a Taranto, fino a poco tempo fa, era impensabile in un territorio che ha sempre lamentato un deficit infrastrutturale.

Le emozioni in vasca

I tarantini si aspettavano il bis. Ovvero che Benny facesse suoi anche i 50 rana, la sua specialità, a inizio settimana. Ma l’atleta ha rinunciato. Giusto così. La gioia della tarantina dopo quella gara dominata è la miglior immagine che si potesse immortalare e consegnare agli annali: vale più della medaglia pregiata conquistata. Un dono straordinario. Un saggio della sua classe, ha dato, una dimostrazione di affetto e senso di appartenenza alla città dei due mari. Il pubblico dello Stato del Nuoto Torre d’Ayala ha ugualmente esultato con l’affermazione della splendida Lisa Angiolini, già oro nei 200 e argento nei 100 rana. Gli applausi sono per tutti gli italiani medagliati. Va sottolineato che il nuoto è tra le discipline più gettonate in questa 20esima edizione dei Giochi del Mediterraneo: lo dimostrano i sold out registrati nell’impianto in tutte le gare. Effetto Pilato, potremmo considerare. Analogamente a quanto accade nel tennis grazie a Jannik Sinner. Lo sport ha bisogno dei grandi campioni capaci di vincere e di emozionare. I campioni, a loro volta, hanno bisogno del contatto diretto con il pubblico che li sa apprezzare, sostenere anche nei momenti di difficoltà.

Il 2026 di Benedetta Pilato

La vittoria al Trofeo Settecolli, il doppio podio agli Europei di Parigi – un argento e un bronzo. Poi il trionfo ai Giochi del Mediterraneo. E oltre alle medaglie è benaugurante il miglioramento dei tempi di gara: l’1’05”82 con cui Benedetta Pilato ha chiuso la distanza dei 100 metri nella sua Taranto è migliore del crono che aveva fatto registrare in Francia, dove si è misurata con le più forti avversarie. Senza dimenticare che questa nuotatrice specializzata nella rana ha solamente ventuno anni. Tornando al legame con la comunità, sebbene ci fosse poco da rinsaldare, lei stessa ha confidato tutto lo stupore che l’ha attraversata: “Non credevo di essere tanto legata alla mia terra”. L’auspicio è che questo evento unico e non raro possa essere in qualche modo replicabile. Perché davvero Taranto può diventare capitale dello sport nell’Italia meridionale, potremmo riammirare Benedetta nello Stato del Nuoto Torre d’Ayala. Il sogno è realizzabile a patto di non disperdere l’eredità dei Giochi del Mediterraneo. Se lo augura la primatista italiana dei 50 e 100 metri rana, e tutti coloro che guardano con fiducia al futuro lavorando nella contemporaneità, al riparo dalle polemiche e dalla litigiosità.

 

La fotogallery di Giuseppe Leva 

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