Fish agli alunni con disabilità: “Non siete voi a dovervi guadagnare un posto”
“Non siete voi a dovervi guadagnare un posto nella scuola. Quel posto è già vostro”: così Vincenzo Falabella, presidente della Fish (Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie), in una lettera aperta agli alunni con disabilità per l’avvio dell’anno scolastico. “La scuola è vostra: non siete ospiti, non siete persone alle quali bisogna semplicemente ‘fare spazio’, non siete il problema da organizzare, il caso da assegnare, l’alunno o l’alunna ‘del sostegno’”, sottolinea Falabella, ricordando che l’inclusione non consiste nell’essere presenti, ma nell’”esserci davvero”. Una scuola può risultare formalmente accessibile e continuare ad avere barriere: alcune fatte di scale, porte strette e tecnologie inutilizzabili, altre più difficili da vedere, come “gli stereotipi, le basse aspettative, la pietà, l’indifferenza, la convinzione che qualcuno ‘non possa farcela’ ancora prima di avergli dato la possibilità di provare”. Agli insegnanti e ai dirigenti il presidente chiede “alte aspettative per ogni studente”, ricordando che l’insegnante di sostegno è “una risorsa preziosa”, ma che l’alunno con disabilità “appartiene all’intera comunità scolastica”. Alle famiglie va un pensiero particolare, per le difficoltà che accompagnano ogni inizio d’anno, dalle ore di sostegno non ancora definite al trasporto scolastico: “una famiglia non dovrebbe essere costretta, ogni settembre, a ricominciare da capo per chiedere il rispetto di diritti già riconosciuti”. La vera “rivoluzione culturale dell’inclusione”, conclude, è chiedersi non perché una persona non riesca a partecipare, ma che cosa vada cambiato perché possa farlo pienamente.




