La domenica del Papa – È oggi che bisogna convertirsi!
Messa nella Prairie, la spianata che fiancheggia il fiume Gave de Pau e guarda la Grotta di Massabielle, il luogo delle apparizioni della Vergine a Bernadette Soubirous. Ci sono malati nei lettini, altri nelle sedie a rotelle e i volontari che ne hanno cura: santuario del dolore, della sofferenza, ma mai della tristezza. Qui, nessuna fragilità viene respinta, dice papa Leone, quasi guardando negli occhi le tante persone, 150 mila, che seguono la celebrazione eucaristica: “le vostre stampelle, le vostre sedie a rotelle, le vostre lacrime nascoste non sono ostacoli: sono il luogo per eccellenza in cui siete pienamente rispettati, accolti e trasfigurati dall’amore infinito di Dio”. Lourdes è il ‘luogo benedetto’ della bellezza e della sacralità della vita, ricorda il Papa parlando anche alla Francia dove, dal 18 agosto, il fine vita è già legge; qui a Lourdes la vita “è accolta come un dono prezioso di Dio”.
Lo scorso marzo i vescovi, nella loro assemblea che tradizionalmente si tiene a Lourdes, hanno approvato un testo per dire no al suicidio assistito, chiedendo invece di dare priorità alle cure palliative. Papa Leone in sintonia con i presuli afferma che non è possibile offrire “una morte programmata”; bisogna invece “imparare ad accogliere la vita senza condizioni, a sostenere la fragilità con tenerezza, ad accompagnare con rispetto e nella fiducia reciproca ogni tappa dell’esistenza, e a difendere con coraggio e compassione coloro che non hanno voce o che non si sentono sufficientemente sostenuti”. Poi guarda la Grotta di Massabielle, che “si erge come un santuario della speranza cristiana” davanti alle “correnti attuali che cercano di ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia”.
Parole nel giorno in cui la liturgia ci invita, in un certo senso, a riflettere sul messaggio consegnato a Bernardette, il cui aspetto centrale, per Leone XIV è “l’invito alla conversione, al tempo stesso tenero e pressante”; uno sguardo “di verità e di profonda tristezza ai cuori chiusi”.
Le parole che leggiamo nel brano del profeta Ezechiele e nella lettera di san Paolo ai Filippési e nel Vangelo di Matteo sono un invito a guardare al nostro stile di vita, alle scelte che compiamo quotidianamente. Siamo tutti solidali, siamo d’accordo sui principi ma è nelle azioni che cambia il nostro comportamento, e lo vediamo bene nella parabola dei due figli: uno dice no e poi, pentito, va a lavorare nella vigna come gli ha chiesto il padre; l’altro, pur dicendo il suo sì, non mette piede nella vigna. Tra i due c’è una grande differenza, commentava nel 2014 papa Francesco: “il ricordo del padre ha ridestato il primo figlio dalla pigrizia, mentre il secondo, che pur conosceva il bene, ha smentito il dire col fare. Era infatti diventato impermeabile alla voce di Dio e della coscienza e così aveva abbracciato senza problemi la doppiezza di vita”.
Viviamo un tempo in cui siamo come bombardati da parole, discorsi, inviti e promesse spesso vane e inutili. Nella pagina di Matteo ci troviamo a individuare chiaramente ciò che separa colui che si professa sempre all’altezza della fedeltà alla Parola, ma non compie alcun gesto di benevolenza e di carità, non conosce misericordia, rispetto a chi invece non ha la forza di convertirsi, consapevole della propria condotta sbagliata. Così il vescovo di Roma cita la prima lettura, Ezechiele, per dire che “se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso”, mentre se si converte, se “ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà”. Ecco allora l’appello alla penitenza che troviamo nelle Scritture e nella predicazione del Vangelo. E troviamo anche nel messaggio che la Madonna ha lasciato a Bernadette – penitenza, penitenza, penitenza – nell’ottava apparizione alla grotta di Massabielle il 24 febbraio 1858.
Appelli che “assumono un’importanza salutare” afferma Leone, “per manifestarne l’urgenza e la necessità: è oggi – non domani – che bisogna convertirsi; è oggi il momento favorevole, il giorno della salvezza”. Dio desidera che “l’uomo viva, che apra gli occhi e torni a lui. Convertirsi significa abbandonare le vie dell’errore per abbracciare la via della vita, aprendo così il nostro cuore all’unica gioia che non passa”. La Vergine, afferma il Papa, ci chiede di fare penitenza “non solo per noi stessi, che ne abbiamo bisogno, ma anche per i peccatori, per un mondo che va male. Come potrebbero i nostri cuori non sentirsi interpellati di fronte ai conflitti sempre più diffusi, che distruggono tante vite innocenti? Eppure il male che affligge la nostra epoca proviene dal cuore dell’uomo, Dio non ne è responsabile”.
Infine, nel brevissimo angelus, Leone XIV chiede di “vivere ogni giorno in adesione alla volontà di Dio” sul modello di Maria e invita “tutti i fedeli e tutte le comunità cristiane” a pregare il rosario con la particolare intenzione, nel mese di ottobre, “che cessino le guerre e si faccia pace tra i popoli in conflitto”, accompagnando la preghiera “con atti concreti di penitenza e di misericordia e con l’impegno di favorire sempre il dialogo e la riconciliazione”.




