Angelus

La domenica del Papa – Dio non butta mai via la nostra vita!

ph Vatican media-Sir
05 Ott 2026

di Fabio Zavattaro

È la domenica in cui si fa memoria dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi “l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il creato” per papa Francesco. L’operaio “che ha lavorato con gran frutto nella vigna del Signore” dice all’angelus Leone XIV commentando il brano del Vangelo, la parabola della vigna e dei vignaioli malvagi. La pagina di Matteo, ma la vicenda è presente anche in Marco e Luca, narra il radicale rifiuto dei contadini avidi di consegnare i frutti della vigna al padrone bastonando e uccidendo i servi mandati a chiedere il raccolto e, in ultimo, uccidendo anche il figlio del proprietario del terreno.

Soffermandosi sull’immagine usata nella parabola, il Papa ricorda che “la vigna da coltivare con giustizia è la Chiesa, che costruiamo o danneggiamo con le nostre scelte”. San Francesco è l’operaio al quale Gesù stesso ha chiesto di riparare la sua chiesa: “ispirato dal Crocifisso, Francesco edificò anzitutto la propria vita sul fondamento di Cristo, condividendone la povertà, la letizia e le sofferenze, fino al mistico segno delle stigmate. Uomo di preghiera ardente, pieno di carità verso tutti, fu esempio per i primi frati che condivisero la sua ascesi come autentica condizione per la riforma della Chiesa. San Francesco l’ha riparata in virtù della fede nel Signore Gesù, sanando le crepe della discordia con la testimonianza dell’amore fraterno”.

Dopo otto secoli, afferma papa Leone, Francesco “porta frutto ancora oggi” e questo è testimoniato dalla “grande e vivace famiglia francescana” e dai molti dono “che la sua eredità spirituale diffonde nel Popolo di Dio”. Nel celebrare l’anno giubilare francescano “chiediamo con perseveranza il dono della pace e impegniamoci sinceramente a costruire la concordia fra i popoli”.

Altra parola forte, se vogliamo uno dei carismi del santo di Assisi, è la povertà. Parlando agli assistiti della Caritas incontrati nella Sala della Spoliazione in occasione del suo viaggio il 4 ottobre 2013 il Papa che ne ha scelto il nome, ricordava come Francesco “è diventato servo, servitore; ha voluto essere umiliato fino alla Croce. E se noi vogliamo essere cristiani, non c’è un’altra strada”. E a chi proponeva “un cristianesimo un po’ più umano, senza croce, senza Gesù, senza spogliazione” Bergoglio rispondeva: “in questo modo diventeremo cristiani di pasticceria, come belle torte, come belle cose dolci! Bellissimo, ma non cristiani davvero!”

Ma torniamo alla pagina del Vangelo. È interessante notare che in questa parabola Gesù rilegge la propria storia, la sua missione. Proprio lui, il figlio, è rifiutato, cacciato e poi ucciso: è la pietra che i costruttori hanno scartato e che è diventata indispensabile, affermava Benedetto XVI: Gesù è stato “giudicato nemico della legge e pericoloso per l’ordine pubblico; ma lui stesso, rifiutato e crocifisso, è risorto, diventando la ‘pietra d’angolo’ su cui possono poggiare con assoluta sicurezza le fondamenta di ogni esistenza umana e del mondo intero”.

Così papa Leone che, nella prima parte delle parole che pronuncia all’angelus, riflette sulla parabola e sulla figura di Gesù “il figlio di Dio inviato nel mondo”; è lui che “viene rifiutato proprio da quanti avrebbero dovuto accoglierlo a braccia aperte. Chi è venuto per portare la salvezza, riceve una condanna; chi vuole donare la vita, viene messo a morte. Mentre ci fa riflettere sulle tante crudeltà che rovinano il mondo e la storia dei popoli, l’insegnamento di Cristo rivela la sempre più grande misericordia del Padre suo”. Il rifiuto dei vignaioli, come dire di quanti non lo hanno accolto, “non spezza la volontà di Dio, che nella sua infinita giustizia trasforma il male in riscatto”. Proprio chi è stato scartato diventa “il fondamento che sostiene tutto. Ecco in che modo l’Onnipotente guida la storia, soccorrendoci in tutte le nostre cadute: Dio non butta mai via la nostra vita!”.

Dopo la recita della preghiera mariana, il Papa ricorda che a Lourdes aveva chiesto di recitare il rosario in questo mese di ottobre “con la speciale intenzione che cessino le guerre e si costruisca la pace”. La prima risposta viene dai bambini i quali dall’1 al 7 ottobre hanno accolto la proposta dell’Aiuto alla Chiesa che soffre di recitare il rosario “per la pace e l’unità nel mondo”; nel ringraziare i bambini che in diverse parti del mondo si ritroveranno in preghiera, Leone XIV chiede di seguire “il loro esempio, invocando l’intercessione della Vergine Maria perché i popoli siano liberati dal flagello della guerra. In particolare, preghiamo per la Terra Santa e per le vittime innocenti della violenza”. Infine ricorda il decimo anniversario dell’Esortazione apostolica Amoris laetitia. In Vaticano ci sarà un incontro con i capi delle Chiese orientali cattoliche e i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo: “sarà un momento di discernimento sinodale, per individuare i passi da compiere per annunciare oggi il Vangelo con le famiglie – che, con l’aiuto di Dio, sono segno di speranza e ricchezza inestimabile per la Chiesa e per la società – e le giovani generazioni”.

Leggi anche
Leone XIV

Leone XIV in Francia, tre parole per l’uomo: senso, fragilità, incontro

Ci sono viaggi che possono essere raccontati attraverso i luoghi attraversati e altri che, forse, possono essere riletti attraverso le parole che lasciano. Del viaggio apostolico di Leone XIV in Francia, dal 25 al 28 settembre, ne rimangono soprattutto tre: senso, fragilità, incontro. Ancora una volta emerge, attraverso le azioni del Pontefice, quell’intento già manifestato […]

La domenica del Papa - È oggi che bisogna convertirsi!

Messa nella Prairie, la spianata che fiancheggia il fiume Gave de Pau e guarda la Grotta di Massabielle, il luogo delle apparizioni della Vergine a Bernadette Soubirous. Ci sono malati nei lettini, altri nelle sedie a rotelle e i volontari che ne hanno cura: santuario del dolore, della sofferenza, ma mai della tristezza. Qui, nessuna […]
Hic et Nunc

Con il passo di Francesco: il nuovo anno pastorale diocesano

Sabato 3 ottobre la comunità diocesana si è radunata presso la parrocchia “San Lorenzo da Brindisi” in Taranto, convocata dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, per dare inizio al nuovo anno pastorale. I presbiteri con le comunità parrocchiali, i religiosi e le religiose, i giovani e le famiglie, i movimenti e le associazioni tutte, dopo aver invocato […]

Sanità: ancora tagli in Puglia e i sindacati contestano i piani assunzionali

La salute è il bene più prezioso per l’uomo, di conseguenza la sanità è il servizio più importante che lo Stato deve garantire e anche per questo è il più costoso e, di conseguenza, il più fragile. Proprio per la quantità di risorse che impiega, è anche il settore più esposto a sprechi e malaffare, […]

La scomparsa di suor Maria Letizia Campagna

Si è spenta a Bari una delle figure più significative nella storia della Chiesa tarantina: suor Maria Letizia Campagna, appartenente alle carmelitane scalze. Avrebbe compiuto 104 anni il 30 novembre. Era nata a Taranto in piazza Monteoliveto (Dora, il nome di Battesimo) nelle immediate vicinanze del santuario della Madonna della salute, in città vecchia, il […]
Media
05 Ott 2026