Diritti negati

A Taranto si potrà registrare la convivenza tra cittadini comunitari ed extracomunitari

20 Set 2023

di Silvano Trevisani

Taranto apre la porta ai cittadini extracomunitari che convivono con comunitari residenti in città: prima nel Sud, infatti, ha promosso l’accoglimento delle richieste di deposito e registrazione dei contratti di convivenza tra cittadini comunitari e cittadini stranieri non residenti e privi di permesso di soggiorno. Il sindaco Melucci, anche accogliendo le sollecitazioni del consigliere comunale Luca Contrario, infatti, ha firmato l’apposito decreto destinato agli ufficiali di anagrafe delegati.

L’iniziativa, condivisa dalla maggioranza è dettata da ragioni sociali, che intercettano anche esigenze di natura amministrativa, colmando una lacuna normativa che potenzialmente potrebbe instaurare contenziosi a carico dell’ente.

Questo comporta che, in assenza di altri impedimenti, gli ufficiali di anagrafe potranno accogliere le richieste e rilasciare la certificazione attestante l’avvenuta protocollazione, utile ai contraenti cittadini stranieri per avanzare richiesta alla questura dell’autorizzazione al soggiorno. Senza quest’ultima, infatti, non si può procedere alla loro iscrizione all’anagrafe.

Il parere di Luca Contrario

Si tratta di un’iniziativa che sembra andare controtendenza rispetto a una certa aria di esclusione che si respira in questi mesi, tesa a chiudere pregiudizialmente le porte ai migranti. Ne abbiamo parlato con il consigliere Luca Contrario che ha sollecitato l’attenzione del Comune che ci spiega come una circolare del ministero dell’Interno prescriva che non vengano depositate richieste di convivenza quando uno dei richiedenti è uno straniero privo del permesso di soggiorno, nonostante quanto previsto dalla legge Cirinnà. Quest’ultima riconosce, infatti, il diritto di convivenza e tutta una serie di diritti e doveri di reciprocità e di rapporti tra coppie stabilmente conviventi.

Ma finora – spiega Contrario – quando una delle due parti contraenti era uno straniero privo del permesso di soggiorno, in virtù di una circolare ministeriale, la domanda non è stata accolta dai Comuni. Questo ha leso i diritti non solo del cittadino straniero ma anche del cittadino italiano e comunitario e, per quel che ci riguarda, tarantino. Quando gli interessati hanno fatto ricorso, hanno sempre ottenuto sentenze loro favore. Ma non si può andare avanti solo per contenziosi.

Anche perché senza il contratto di convivenza non si può neanche chiedere il permesso di soggiorno e ottenere il ricongiungimento famigliare. Un circolo vizioso che di fatto contraddice la legge.

Proprio così. Solo il Comune di Bologna ha varato una delibera che riconosce il diritto alla registrazione dei contratti di convivenza. Ora anche il Comune di Taranto e Melucci hanno ritenuto valida questa impostazione che riconosce il diritto a tutti. Un vuoto amministrativo non può creare danno generalizzato e creare un contenzioso che rappresenta anche un costo.

La situazione a Taranto

Ma vi sono casi anche a Taranto casi di tua conoscenza?

Sì, anche a Taranto, come immagino in altre città, vi sono casi di mancato riconoscimento della convivenza che hanno messo in difficoltà i soggetti interessati.

Qualcuno potrà chiedere: tale riconoscimento generalizzato non rischia di creare facili appetiti per coloro che ambiscono soltanto al permesso di soggiorno?

I casi di strumentalizzazione, o di truffa, se vogliamo, non sarebbero certamente superiori a quelli che si vengono in genere a creare con i falsi matrimoni o i falsi contratti di lavoro. E dei quali si hanno periodicamente notizie. Ma il riconoscimento dei diritti, anche dei cittadini tarantini cointeressati. resta prioritario. In tutti i casi, non è certo significativa l’incidenza su un fenomeno di dimensioni enormi quale quello che stiamo vivendo in questi mesi.

Da parte sua, il sindaco Melucci ha così commentato: “Segniamo questo primato nella nostra regione, ma non siamo felici per essere arrivati prima degli altri, lo siamo perché ricomprendiamo nella sfera dei diritti essenziali e imprescindibili persone che, diversamente, ne sarebbero private. È il primo passo di un percorso di civiltà e siamo certi che apriremo una strada che molte altre comunità pugliesi seguiranno”.

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