Drammi umanitari

Ultimatum di Israele, suor Saleh da Gaza: “Non siamo cani da bastonare!”

Palestinesi in fuga da Gaza - foto Ansa/Sir
13 Ott 2023

di Daniele Rocchi

“La situazione è veramente drammatica. Ci arrivano centinaia di messaggi dai nostri conoscenti e parrocchiani che chiedono cosa devono fare. Noi ospitiamo nelle nostre strutture parrocchiali bambini, anziani, disabili, malati, oltre agli sfollati arrivati in questi giorni di intensi bombardamenti. Dove dobbiamo andare, dove trasferire tutta questa gente?”. Da Betlemme, dove è bloccato da giorni, il parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli, commenta l’avviso diramato da Israele che “invita” i civili di Gaza City ad evacuare da casa entro 24 ore per la loro sicurezza e protezione e di spostarsi nell’area a sud del Wadi di Gaza, “una piccola vallata che segna il confine tra il nord e il sud di Gaza”.

Sfollati a Gaza – foto parrocchia latina

Il nord di Gaza sta per diventare teatro di operazioni di guerra. Secondo l’Esercito israeliano, infatti, “i terroristi di Hamas si nascondono a Gaza City nei tunnel sotto le case e all’interno di edifici popolati da civili innocenti”. “Si tratta – spiega il parroco – di oltre un milione di persone che dovrebbero mettersi in marcia e abbandonare tutto. Anche i nostri cristiani. Tutte le strutture ecclesiali sono a Gaza City – dice padre Romanelli -. Mi riferisco ai locali parrocchiali, alla chiesa, alle nostre scuole, a quella delle suore del Rosario, al Centro san Tommaso d’Aquino, alla Caritas, alla chiesa degli ortodossi. Come facciamo a sgomberare, dove porteremo tutta la nostra gente? Dove porteremo i malati, i disabili, gli anziani, i bambini. Al sud non c’è niente. La gente sta pregando, è disperata”.“Chiediamo che questo ultimatum venga ritirato subito. Queste azioni sono lontane dalla pace”.

suor Nabila Saleh con gli alunni – foto Gaza Rosary’s school

Da Gaza. “Possiamo solo gridare”

A gridare da Gaza la sua indignazione è suor Nabila Saleh, preside della Scuola patriarcale delle Suore del Rosario. “Dove andiamo, dove andiamo – ripete in un messaggio inviatoci –. Al sud non ci sono posti, non c’è nulla dove poter stare, non ci sono case. A questo punto ci bombardassero tutti, così questa storia finirà. Secondo Israele dove dovremmo andare, dove dovrebbero andare anziani, malati, bambini, le famiglie, persone disabili. Dove? Non siamo cani da bastonare, abbiamo anche noi i nostri diritti, non solo sulla carta!
Dov’è la comunità internazionale? I diritti valgono solo per gli altri e non per noi che siamo rinchiusi qui dentro? Non è giustizia! Non c’è umanità, non c’è rispetto. La gente di Gaza non ha nulla, dove potrà mai andare e avere un rifugio.

Prego il Santo Padre che faccia sentire la sua voce. Qui siamo alla disperazione totale. Abbiamo paura e più che gridare non possiamo. Ma c’è qualcuno che ci ascolta?”.

foto Ansa/Sir

Nella notte appena trascorsa le forze israeliane hanno colpito 750 obiettivi militari, tra cui tunnel sotterranei del terrore di Hamas, compound e postazioni militari, residenze di alti esponenti del terrorismo utilizzate come centri di comando militare, magazzini di stoccaggio delle armi, sale di comunicazione e hanno preso di mira alti esponenti del terrorismo. Intanto le Brigate Al-Qassam, ala armata di Hamas, sta sferrando un attacco con 150 missili contro la città di Ashkelon “in risposta allo sfollamento e al targeting dei civili”. Un razzo ha colpito una casa ad Ashkelon senza che al momento siano segnalate vittime.

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