Stagione teatrale

La storia vera del pugile sinti diventato martire del nazismo

25 Gen 2024

«Ultimo Round» è andato in scena anche in alcune palestre di boxe di Milano e altre città del nord Italia. Perché lo spettacolo interpretato da Andrea Simonetti e diretto da Gaetano Colella, coautori del testo, racconta direttamente sul ring la storia vera di Johann Trollmann, il pugile sinti morto in un campo di lavoro nazista al quale nel 1933 venne negato il titolo di campione dei pesi medi di Germania perché zingaro. Una storia potente come un pugno nello stomaco che Simonetti e Colella hanno scelto di presentare nel «Giorno della Memoria», sabato 27 gennaio (ore 21), all’auditorium TaTà di Taranto, per la stagione «Periferie» sostenuta dalla Regione Puglia e organizzata dalla compagnia teatrale Crest, che produce questo suo nuovo spettacolo in collaborazione con l’associazione culturale Menteacrobatica. Tra l’altro, per Simonetti è un ritorno a una grande passione, la boxe, per l’appunto, che aveva raccontato dieci anni fa nel corto «Alle corde» interpretando un operaio dell’Ilva scopertosi pugile di grande talento.
Tedesco di origini zingare, nato nel 1907, Trollmann fu un atleta dalle potenzialità incredibili, paragonato spesso a Muhammad Alì per le movenze leggiadre e sinuose, molto più simili a quelle di un danzatore che allo stile di un pugile. Caratteristiche vincenti ma non apprezzate dall’ambiente nazista, che nel 1933 tolse al pugile il titolo dei pesi medi e iniziò a contrastarne la carriera. Da quel momento Trollmann lottò contro la Federazione pugilistica tedesca e cercò sempre di irridere il sistema. Ma nel 1938 fu costretto alla sterilizzazione in quanto sinti e nel 1942 venne deportato in un campo di lavoro per essere sfruttato come sparring partner negli incontri di pugilato organizzati dalle guardie naziste, divenendo vittima sacrificale, umiliato e deriso pur di mangiare e resistere. E quando nel 1944, ormai stremato dalla fame, ridotto pelle e ossa, rialzò il capo e riuscì con un ultimo sforzo a sconfiggere il suo aguzzino, il Kapò Emil Cornelius, Trollmann ottenne una vittoria che gli costò la vita. Venne, infatti, trovato morto in circostanze misteriose. Si parlò di morte accidentale. Ma nessuno ci credette. Come non ci crede nessuno ancora oggi. Nel 2003 la federazione pugilistica tedesca ha deciso di riconsegnare la cintura, sottratta a Trollmann settant’anni prima, alla figlia Rita Vowe-Trollmann, nominando così ufficialmente Johann Trollmann detentore del titolo di campione tedesco dei pesi medio-massimi.
Una storia tragica quanto avvincente alla quale faranno da prologo, a partire dalle ore 20, alcune letture nel foyer tratte da due storici spettacoli del Crest legati alla «Giornata della Memoria». Si tratta di «Cane Nero» del 2000 e «Le Rose di Franz» del 2001, lavori entrambi scritti e diretti da Mauro Maggioni dei quali fu tra gli interpreti Anna Ferruzzo, l’attrice tarantina che poco dopo avrebbe intrapreso una bellissima carriera nel mondo del cinema e delle fiction televisive. Protagonisti di questo momento rievocativo saranno Pietro Minniti, che leggerà degli estratti da «Cane Nero», uno spettacolo del quale anche lui fu interprete, e Valerio Tambone, chiamato a far rivivere alcuni passi da «Le rose di Franz» al cui successo contribuì con la sua prova d’attore. Spettacoli che hanno girato tanto nei teatri italiani facendo conoscere agli studenti di ogni ordine e grado due storie emblematiche dell’orrore nazista, la prima ispirata a «Uomini e no» di Elio Vittorini, la seconda all’intervista realizzata da Gitta Sereny a Franz Stangl, unico comandante di un campo di sterminio processato e condannato.
Subito dopo, alle 21, andrà in scena «Ultimo Round» di Colella e Simonetti, che alla fine della rappresentazione incontreranno il pubblico durante il consueto rendez-vous nel foyer condotto dalla giornalista Marina Luzzi.
Info e prenotazioni 366.3473430. Biglietti acquistabili anche online su vivaticket attraverso il sito www.teatrocrest.it.

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