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Un test emozionante: il ritorno in Formula 1 di Antonio Giovinazzi

26 Ago 2022

di Paolo Arrivo

Dovrebbe essere il sogno di ogni pilota. Come l’Olimpiade per l’atleta, la serie A per il calciatore, il Giro d’Italia per il ciclista corridore: quello di Antonio Giovinazzi in Formula 1 non può che essere un gradito ritorno. Il martinese 28enne correrà il Gran premio d’Italia a Monza e il GP degli Usa ad Austin. Sarà in pista venerdì 9 settembre e il 21 ottobre. A dargli questa opportunità, il team statunitense Haas. Che darà assistenza al pilota di riserva della scuderia Ferrari. Guenther Steiner, team principal della Haas, è apparso entusiasta. Soddisfatto naturalmente lo stesso Antonio Giovinazzi: “Sono così felice di avere l’opportunità di guidare di nuovo nelle sessioni ufficiali di F1, oltre alla guida al simulatore è importante testare una vera macchina e non vedo l’ora di rimettermi tuta e casco”. “Sarà un’opportunità per prendere confidenza con le auto di nuova generazione – precisa ringraziando il team Haas e la Ferrari – è il modo migliore per essere pronti, se dovessi essere chiamato come pilota di riserva. Guidare su piste impegnative ed emozionanti come Monza ed Austin renderà il test ancora più emozionante”.

CHIUSO UN CAPITOLO, SE NE APRE UN ALTRO. Antonio Giovinazzi è stato impegnato nel Mondiale di Formula E, quest’anno, al volante della monoposto elettrica, con il team Dragon-Penske Autosport. Si tratta di una esperienza che il pilota voleva fare. La molla era la curiosità, gli stimoli dati da un’avventura nuova, inedita; ma il campionato non è andato come sperava – zero punti in quindici gare. Il format non aiuta i debuttanti, ha dichiarato. I pochi test a disposizione non lo hanno aiutato. In ogni caso ritiene di aver imparato tanto. La Formula E è tutt’altra cosa rispetto alla F1: lo stile di guida, completamente diverso, impone di adattarsi alla macchina. Che è proprio differente per il carico aerodinamico, per le gomme, per sterzo e fase di frenata. Il confronto con gli altri piloti è stato impari. Poco male. Il morale del pugliese è alto, grazie a questa nuova opportunità, tappa della carriera cominciata con i kart.

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