Serie tv

Una vita sulle punte

05 Apr 2022

di Sergio Perugini

“Ballerina”. È uscita nel 2016 l’animazione franco-canadese “Ballerina” diretta da Eric Summer e Éric Warin, con le voci di Sabrina Ferilli ed Eleonora Abbagnato, cartoon capace di dare forma avventurosa alle aspirazioni di una giovane orfana che sogna un futuro nella danza classica. Non è il primo né l’ultimo tentativo di portare sullo schermo il faticoso cammino sulle punte: da ricordare degli anni Duemila, ad esempio, l’inglese “Billy Elliot” (2000) di Stephen Daldry, che unisce racconto sociale, la periferia povera inglese segnata dalla crisi delle miniere anni ’80, e la volontà di mettere in moto l’ascensore sociale superando le selezioni alla rinomata Royal Ballet School di Londra; ancora, Darren Aronofsky nel 2010 mostra scena e retroscena della danza classica nel thriller claustrofobico “Il cigno nero”. Ora su Sky e la piattaforma Now è disponibile la serie francese “L’Opéra” (8 episodi, produzione Orange Studio), scritta e diretta da Cécile Ducrocq (“Chiami il mio agente!”, “Le Bureau”): un viaggio nel tempio della danza parigina tra atmosfere sognanti e feroci…

Vita da étoile. Zoé è una étoile trentacinquenne dell’Opéra national de Paris. Ha uno stile di vita deragliato, dopo delusioni e sofferenze. Quando il nuovo direttore Sébastien avvia la causa per il suo licenziamento, la donna prova a rimettersi sulle punte. Decide di aiutare anche l’esordiente Flora, che si batte per un ingresso come ballerina stabile…

Pros&Cons. La danza, ma non solo. È di certo una serie stratificata “L’Opéra”, novità Sky-Now da marzo 2022. Si tratta di un racconto drammatico che esplora la vita di ballerine e ballerini professionisti o aspiranti tali, mostrati attraverso lunghe sessioni di prove, esercizi alla sbarra, audizioni, rapporto con il cibo, rivalità e frustrazioni. Non siamo però in una scuola qualsiasi, ma l’Opéra national de Paris, luogo ambitissimo, iconico ed elitario. La serie, dunque, prende il via con premesse ottime, ossia mostrare il quotidiano di “soprannumerari”, pronti a cogliere l’occasione della vita, come pure la difficile esistenza delle étoile, spaventate dal passare del tempo e dalle fragilità del fisico. Unico neo è la linea narrativa, sovraccaricata da un’eccessiva problematizzazione delle storie: in particolare è il personaggio di Zoé che risulta poco riuscito– anche se l’attrice Ariane Labed è portentosa! –, tratteggiata attraverso una sequela di eccessi, in una vertigine di alcol, droghe e relazioni occasionali. Funziona invece Flora (molto espressiva Suzy Bemba), ventenne di colore che viene dalla periferia irrequieta di Parigi, che scalza con tenacia i non pochi ostacoli sul suo cammino, tra commenti velenosi e pregiudizi razziali. Nell’insieme il racconto affascina per lo sguardo sul teatro, sui suoi artisti e la preparazione dei balletti, perde invece mordente per l’avvitarsi problematico delle piste narrative. “L’Opéra” è una serie complessa e problematica, indicata per adulti.

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