Città

Raccolta differenziata a Taranto, Legambiente: “Se non ora, quando?”

foto Giustizia per Taranto
06 Set 2023

Trattare i rifiuti come risorsa significa  porsi l’obiettivo di arrivare  anche a Taranto a individuare per la Tari il criterio della tariffazione puntuale, basata sulla quantità conferita di rifiuto non recuperabile o indifferenziato, destinata a premiare i cittadini che differenziano meglio e producono meno rifiuti ed a far pagare di più, invece, coloro che continuano a gettare indistintamente nella spazzatura plastica, vetro, alluminio, carta o frazione organica.

Dalla consultazione dell’Osservatorio Rifiuti Regione Puglia, che presenta dati inseriti direttamente dai Comuni e non validati dalla Sezione Regionale, l’ultimo dato disponibile relativo alla raccolta differenziata a Taranto si riferisce al maggio 2023 ed è pari ad un misero 24,04%.

Un dato inferiore a quello dell’anno scorso, chiusosi al  25,88%, e peggiore della rilevazione alla stessa data del 2022 dove ci si era attestati al 26,75%. Un dato peggiore anche rispetto a quello del 2020, superiore, sia pure di poco al 25%. Il confronto con il dato medio pugliese, pari a maggio al 58,60%, fornisce la misura della gravità della situazione: non arriviamo neanche alla metà della media dei comuni pugliesi.

Legambiente è intervenuta più volte su questa questione evidenziando come la raccolta “porta a porta” sia l’unico sistema efficace per garantire una elevata frazione di rifiuti differenziati che ci permetta di essere compresi tra le città che rispettano quel limite minimo del 65%, indicato da una legge ormai da troppi anni disattesa a Taranto. Come associazione abbiamo criticato negli anni interventi che non sono mai riusciti a modificare sostanzialmente i dati sconfortanti di differenziazione dei rifiuti e abbiamo sempre corredato le nostre critiche con proposte concrete che affrontassero il problema anche facendo tesoro di buone pratiche già ampiamente diffuse in tutta Italia e anche in molte città del sud. Già a maggio del 2021 evidenziavamo che il nodo principale risiedeva nella modalità di raccolta sottolineando  come a  Taranto si fosse scelto un sistema misto, ma che -di fatto- in moltissimi casi i contenitori per la raccolta differenziata non fossero custoditi nei condomini, ma risultassero allineati per strada, spesso aperti e traboccanti di rifiuti, mentre il conferimento nei cassonetti “ingegnerizzati” presenti in Città Vecchia e nel Borgo non consentiva l’identificazione del conferitore e scontava problemi oggettivi connessi al dimensionamento dei contenitori ed alla periodicità della raccolta.

“Nei mesi passati il sindaco Melucci ha già indicato che vi sarà una sostanziale modifica del contratto di servizio con Kyma Ambiente affinché si passi alla raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta in tutti i quartieri di Taranto. Nei giorni scorsi è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione di Kyma Ambiente e confermato quale presidente Giampiero Mancarelli.  Il nuovo consiglio di amministrazione e il nuovo orientamento dell’amministrazione comunale determineranno finalmente quel cambio di passo da noi auspicato ormai da anni? Taranto avrà una gestione effettivamente sostenibile dei rifiuti urbani?“  si chiede Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto.

 “Per questo Legambiente chiede si rendano noti al più presto cronoprogrammi e investimenti che diano concretezza  a dichiarazioni che, in mancanza, resterebbero purtroppo solo buoni propositi. Sicuramente l’inciviltà di alcuni cittadini rappresenta un problema grave, ma azioni amministrative corrette ed efficaci possono incentivare i comportamenti corretti. Purtroppo nella gestione della raccolta differenziata le azioni amministrative degli ultimi anni non sono state efficaci “ – continua la presidente di Legambiente Taranto – “Ribadiamo che bisogna superare definitivamente la cultura della discarica riciclando la più grande quantità possibile di rifiuti e  che l’investimento in impianti di economia circolare che assicurino la chiusura del ciclo dei rifiuti nel nostro territorio, almeno per alcune frazioni,  è  una formidabile opportunità per una riconversione possibile in direzione della sostenibilità. Quindi occorre che si facciano gli impianti, senza che la politica si faccia coinvolgere in rifiuti aprioristici e contestazioni spesso immotivate dettati da facili populismi, e che li si faccia e li si gestisca bene, per sottrarre sempre più i rifiuti alle discariche e agli inceneritori. Per realizzare questa svolta, che metterebbe un freno all’illegalità diffusa, è necessaria una raccolta differenziata a livelli perlomeno dignitosi”

Trattare i rifiuti come risorsa significa per Legambiente anche porsi l’obiettivo di arrivare al più presto, anche a Taranto, ad individuare per la Tari, la tassa che i cittadini pagano per lo smaltimento, il criterio della tariffazione puntuale, basata sulla quantità conferita di rifiuto non recuperabile o indifferenziato, destinata a premiare i cittadini che differenziano meglio e producono meno rifiuti ed a far pagare di più, invece, coloro che continuano a gettare indistintamente nella spazzatura plastica, vetro, alluminio, carta o frazione organica che, avviati a recupero, costituiscono una materia seconda utilizzabile e, quindi, un valore. Occorre inoltre una massiccia campagna informativa, unita ad effettivi e costanti controlli e sanzioni, che, insieme, orientino i comportamenti individuali e restringano le sacche di inciviltà.

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