Sport

Giorgia Cascione, il buon esempio fuori e dentro il campo di gioco

Giorgia Cascione - foto G. Leva
03 Ott 2023

di Paolo Arrivo

Investire sul capitale umano dei giovani è il miglior investimento che si possa fare in ogni settore. Ebbene, questa è la politica sposata anche dalla Dinamo Taranto Nuovi Orizzonti, che ha rinnovato il roster per affrontare la prossima stagione, abbassando l’età media delle giocatrici da impiegare nella serie B nazionale – start il ventinove ottobre, a Benevento. Tra le più giovani del gruppo c’è Giorgia Cascione. Che insieme ad Annapia Molino e a Marzia Varvaglione, a Erika Martelli e a Morena De Pace, ha l’onore e la responsabilità di rappresentare il capoluogo ionico, la città dove è nata e cresciuta. Ala piccola, diventata maggiorenne quest’anno, Giorgia Cascione è una scommessa sulla quale puntare per fare il salto di qualità nella dimensione collettiva. L’abbiamo avvicinata prima di vederla in campo in uno degli allenamenti infrasettimanali. Dalla sua figura delicata si può già scorgere la personalità, la risolutezza propria dell’atleta diligente che si impegna a fondo, ponendosi come punto di riferimento per i più giovani. C’è il carattere di chi pratica uno sport dinamico e veloce. Uno sport duro, qual è la pallacanestro femminile.

Giorgia, tra allenamenti e primi test con altre squadre, gli alti e bassi propri di un qualsiasi percorso, prosegue il cammino di avvicinamento al campionato. Per te che sei giovanissima, la serie B rappresenta un punto di partenza oppure un approdo?

“Sicuramente un punto di partenza per la mia carriera sportiva. È anche un obiettivo raggiunto dopo molti anni di sacrificio all’interno dei campionati senior, quando ero sempre la più piccola (si è guadagnata sempre più spazio, ndr).

Ricordiamo i tuoi inizi…

“Ho iniziato con la Santa Rita due anni fa. Ma fin da piccola ho giocato a basket, a cinque anni, quando vedevo il Cras giocare e vincere qui al PalaMazzola”.

Quindi non eri una semplice spettatrice di quella grande realtà sportiva?

“Guardavo e giocavo. Allora facevo minibasket, e il mio allenatore era lo stesso William Orlando”.

A proposito di riferimenti, un grande del nuoto, Domenico Fioravanti, rivolgendosi ai giovani nuotatori ha ricordato che per praticare sport agonistico bisogna essere pronti al sacrificio. Il suo è un messaggio trasversale a tutte le discipline sportive. Lo condividi?

“Sì, assolutamente. Per raggiungere un obiettivo bisogna sacrificarsi molto: senza sacrifici non si va da nessuna parte. Il talento non basta. Bisogna mettere anche il sacrificio, e il migliorarsi a livello tecnico, ogni giorno”.

Ecco, torniamo al basket giocato, al tuo bagaglio tecnico. Sei riconosciuta come una giocatrice di talento dotata di un buon tiro, anche dalla lunga distanza, e di intelligenza tattica: dove credi di dover migliorare?

“Devo migliorare molto nella difesa. E a livello mentale sull’aspetto dell’autostima, del credere in se stessi. Riconosco che questo, oltre al sacrificio di cui parlavamo, è un grande obiettivo da raggiungere per arrivare a certi livelli”.

E Giorgia Cascione dove vorrebbe arrivare? Qual è il suo sogno?

“Alla serie A1. È un sogno grande, lo so. Ma, un passo alla volta, si può realizzare”.

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