Diocesi

Giornata mondiale del malato: iniziative in diocesi

07 Feb 2024

di Angelo Diofano

Si celebra in diocesi in due momenti la 32.ma Giornata mondiale del malato sul tema “Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina (Gv 5,7): L’universalità e il diritto di accesso alle cure”. che si terrà in due momenti a cura dell’ufficio per la pastorale della salute diretto da don Cristian Catacchio.

Innanzitutto lunedì 12 febbraio alle ore 18 nella chiesa della Madonna della Fiducia, in via Emilia, ci sarà la liturgia eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero; concelebreranno, oltre a don Cristian Catacchio, i cappellani ospedalieri della diocesi. Sono stati invitati ad animare i vari momenti della celebrazione i rappresentanti di Unitalsi, Cvs (Centro volontari della sofferenza), Mac (Movimento apostolico ciechi), Uic (Unione italiana ciechi e ipovedenti), Ens (Ente nazionale sordi), Acos (Associazione cattolica operatori sanitari) e l’Amci (Associazione medici cattolici italiani).

Infine mercoledì 10 aprile, in luogo e orario che saranno comunicati in seguito, ci sarà la conferenza di padre Carmine Arice, superiore generale del Cottolengo.

L’ufficio diocesano per la pastorale della salute invita a parteciparvi riflettendo, oltre che sul tema della Giornata, sui seguenti passi tratti dall’esortazione apostolica “Gaudete et Exsultate” di papa Francesco in cui, fra l’altro, si legge: “La difesa dell’innocente che non è nato deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra, e lo esige l’amore per ogni persona al di là del suo sviluppo. Ma ugualmente sacra è la vita dei poveri che sono già nati, che si dibattono nella miseria, nell’abbandono, nell’esclusione, nella tratta di persone, nell’eutanasia nascosta dei malati e degli anziani privati di cura, nelle nuove forme di schiavitù di questo mondo, dove alcuni festeggiano, spendono allegramente e riducono la propria vita alle novità del consumo, mentre altri guardano solo da fuori e intanto la loro vita passa e finisce miseramente”.

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