L'argomento

Il Comune è “salvo”: non dovrà restituire a Banca Intesa i 250 milioni di Boc

29 Gen 2026

di Silvano Trevisani

Finalmente una buona notizia per Taranto: l’Amministrazione comunale non dovrà restituire a Banca Intesa i 250 milioni di euro, oltre interessi, dei Boc, i Buoni ordinari comunali, che vennero sottoscritti dalla giunta Di Bello oltre vent’anni fa. La Corte d’appello di Lecce, infatti, ha sentenziato la “nullità del rapporto contrattuale per l’immoralità della negoziazione”. Insomma: quel prestito sicuramente non andava richiesto ma altrettanto sicuramente non andava erogato. Lo ha comunicato il sindaco Piero Bitetti che, assieme alla giunta comunale e agli avvocati Sticchi Damiani e Correa, collegati in streaming, ha convocato la stampa per dare la notizia. Che solleva sicuramente l’attuale amministrazione comunale, che prudentemente aveva accantonato 48 milioni di euro, data l’incertezza della vicenda, anche dal rischi incombente di un nuovo dissesto finanziario, ma che fa bene a tutta la città che per anni ne ha pagato le conseguenza del dissesto del 2006, con il blocco a tutti i finanziamenti comunali e la maggiorazione delle tassazioni locali.

Bitetti ha espresso la soddisfazione propria e di tutta l’amministrazione per una sentenza che consente al Comune di guardare con serenità alle prossime sfide, senza più la spada di Damocle di una imminente condanna a risarcire una somma proibitiva. Vero è che la Banca, a sua volta, potrà far ricorso alla Corte di cassazione avverso la sentenza della Corte d’appello ma, secondo i legali, proprio la natura della sentenza, che si è addentrata nel merito oltre che nel metodo, rende molto improbabile la sua riforma.

Bitetti ha reso  merito ai legali “con i quali – ha detto - ci siamo confrontati più volte da settembre a qualche giorno fa. Loro hanno colto la nostra preoccupazione, la nostra ansia nel dover gestire questo momento e hanno fatto ricorso a tutta la loro professionalità, molto alta, perché ci hanno confortato e oggi mi sento di poter riconoscere il contributo fondamentale che ci hanno reso”.
Commentando la sentenza ha così dichiarato: “Ci siamo sgravati di un enorme peso e da oggi possiamo pensare alla nostra come a un'amministrazione normale, che può guardare avanti con fiducia, concentrando la sua attenzione alla gestione della cosa pubblica. Questa sentenza ci dà la possibilità di poter pensare a qualche opera in più a poter mettere in programma, iniziative rivolte soprattutto alle fasce deboli della popolazione. Disporremo di risorse più adeguate, anche se non immediatamente utilizzabili, ma magari per il breve termine potremo pensare intanto di alleggerire l'accantonamento di 48 milioni, così da poterci organizzare meglio nell'interesse del bene comune  di tutta la cittadinanza”. 
Al sindaco abbiamo chiesto:
Sarà possibile alleggerire i contribuenti tarantini, che sono i più gravati della Regione, dei carichi contributivi? Soprattutto per quel che riguarda le scuole dell'infanzia, che sono poche e che comportano, per le famiglie tarantine, contributi che sono i più alti della regione?Credo che potremo concentrarci su quelle che sono le entrate, che stiamo provando a migliorare, su un piano di razionalizzazione che resta molto attento ma chiaramente con dei termini diversi per una programmazione più a medio-lungo periodo. Per quanto riguarda gli asili, la scelta più facile per il Comune era rendere privati quelli comunali. Ma abbiamo assunto un impegno che abbiamo voluto mantenere: quelli attuali resteranno pubblici. Ma per gli asili che  si apriranno non riusciamo a impegnarci con delle risorse dirette. Ma insieme agli amici che formano la squadra di maggioranza stiamo individuando delle soluzioni che garantiscano sempre il controllo pubblico ma che possano prevedere una convenzione. Preferiamo dare la possibilità di aumentare i posti ed avvicinarci quanto più possibile alla media nazionale ma, dovendo fare sempre ancora i conti con le risorse a disposizione, non potevamo fare diversamente: rischiavamo di non poter dare seguito alle nuove apertura. Abbiamo preferito individuare un modello nuovo di gestione che ci consenta appunto di dare risposte ai bimbi e alle loro famiglie”.

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