Fede & cultura

Il gemellaggio tra Taranto e Granada, nel segno della pietà popolare

L’intervento dell’arcivescovo Miniero al convegno internazionale di studi, tenutosi a Palazzo di città

L'arcivescovo Ciro Miniero con l'alcadesa di Granada, Marifran Carazo
02 Mag 2024

La presenza a Taranto dell’alcadesa (sindaca) di Granada per l’11.mo convegno internazionale di studi sulla cultura popolare religiosa tenutosi a Palazzo di città, organizzato dall’associazione La veste rossa presieduta da Luigi Montenegro, è stata l’occasione per gettare le basi del gemellaggio con la nostra città.

L’alcaldesa di Granada ha spronato le pubbliche amministrazioni a valorizzare ed utilizzare la propria storia ed i propri costumi a favore della comunità. Sullo stesso tenore, pur con sfaccettature diverse, è stato l’intervento dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero, che ha spiegato le parole di papa Francesco in merito alla cultura popolare religiosa. “Tali espressioni – ha detto – pur conservando la loro storica estrinsecazione culturale e tradizionale, devono evolversi, adattandosi ai dettami del rinnovamento della catechesi della Chiesa. Non cambiare le espressioni ma il modo di esprimersi per spiegare alle nuove generazioni il perché da secoli la fede in Dio si estrinseca in maniera a volte semplice, ma di grande efficacia”. Egli inoltre ha fatto riferimento a quanto dichiarato da papa Paolo VI in una nota enciclica per la rivalutazione delle espressioni di pietà popolare e dell’importanza di dare nuovamente vita a quelle tradizioni perse nel tempo.

Una vera e propria lezione magistrale quella del prof. Paolo Stefanì, ordinario di Diritto ecclesiastico all’Università di Bari che trattando il tema «L’uso e l’abuso del Crocifisso per la costruzione del dialogo» ha riferito che è proprio questo simbolo la cifra identitaria dei cattolici che non deve essere mai una ostentazione ma il modo di spiegare il proprio credo, per non cadere nell’errore del fanatismo di certe altre espressioni religiose.

Il presidente della Federazione delle confraternite di Granada, Armando Ortiz, ha evidenziato quanto importante sia il confronto tra i sodalizi, senza mai credersi unici e migliori. Paco Castro, costaleros, invece ha saputo illustrare l’evoluzione che negli anni hanno avuto i portatori dei gruppi statuari andalusi che da “facchini” pagati per reggere il peso sono divenuti confratelli portatori. Di grande impatto emotivo la relazione di Adelardo Mora, che pur se non presente, per motivi di salute, non ha voluto far mancare il suo contributo incentrato sulla celebrazione del centenario del Crocifisso della Misericordia di Granada. Non meno puntuale è stato l’intervento del parroco della chiesa del SS.Crocifisso, don Andrea Mortato, che ha diffusamente parlato dell’immagine miracolosa del Crocifisso venerato nella propria parrocchia. Interessanti le relazioni dell’arciconfraternita del Carmine (che ha ricordato lo scomparso confratello Salvatore Pace, lo scorso anno relatore al convegno), della confraternita dell’Addolorata (che ha ripercorso in breve la storia del Crocifisso di San Lorenzo, tradizionalmente portato in processione il Venerdì di Passione alla Salinella) e della confraternita dell’Immacolata, il cui priore, Angelo De Vincentis, ha parlato della processione di Gesù Risorto, sospesa nel periodo a cavallo tra gli anni 50 e 60, e che egli ha voluto riprendere facendola svolgere nella domenica successiva alla Pasqua. Il convegno si è concluso con un breve intervento del presidente dell’associazione, Montenegro, il quale ha annunciato il tema del convegno 2025: «L’Addolorata: da Madre di Gesù a Madre della Chiesa», proseguendo nel filone dei simboli più significativi della Settimana Santa.

Nel corso del convegno i due sindaci Rinaldo Melucci e Marifran Carazo hanno siglato il patto d’amicizia al fine di promuovere il dialogo, scambiarsi le esperienze ed eseguire tutte le attività congiunte che possano favorire un miglioramento reciproco in tutti i campi nelle competenze di ciascuno, attraverso un patto di gemellaggio. «Dopo circa quindici anni finalmente si realizza un sogno – ha dichiarato Luigi Montenegro – C’è voluto tanto lavoro, impegno e studio ma il primo atto verso il gemellaggio è stato finalmente compiuto». «È il momento di fare un passo avanti – ha detto Carazo – con una unione di intenti tra le due città attraverso percorsi virtuosi economici, sociali e culturali anche in funzione delle grandi sfide che aspettano le due città: i Giochi del Mediterraneo del 2026 per Taranto e la candidatura a Capitale europea della Cultura del 2031». «Sono felice di aver siglato con la sindaca di Granada questo impegno che ci vedrà assieme non soltanto per i riti della Settimana Santa ma anche per altre importanti iniziative congiunte che ora potremo intraprendere» – ha riferito il sindaco Rinaldo Melucci.

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