Tracce

La Rai e l’informazione italiana sempre meno libera

06 Mag 2024

di Silvano Trevisani

I giornalisti Rai si fermano oggi per il primo dei giorni di sciopero proclamato dal sindacato UsigRai. Che segno è? Non certo positivo, se si pensa che la libertà di stampa in Italia arretra di anno in anno. Oggi il nostro Paese, che in realtà non brilla poi in molte graduatorie mondiali della qualità della vita, è meno libero di un anno fa, per quanto riguarda il settore dell’informazione.

Secondo l’annuale dossier di Reporter senza frontiere, in Italia la situazione è in peggioramento. Cinque le posizioni perse in classifica rispetto allo scorso anno. Una situazione che da “soddisfacente” diventa “problematica”. I motivi? Secondo il punto di vista di Rsf sono essenzialmente politici. Tra “i governi” che “non riescono a proteggere il giornalismo” viene di fatto menzionato anche quello di Giorgia Meloni.

La classifica mondiale ci dice che solo nei paesi scandinavi la libertà è assoluta, e infatti ai primi posti sono: Norvegia, Danimarca e Svezia. Ma la situazione è ottima in altri paesi europei, come Francia, Germania, Spagna è, fuori dall’Europa, anche in Canada e in Australia. Meglio dell’Italia stanno persino il Montenegro, Capo Verde e la Slovenia. Peggio di noi, e i motivi sono abbastanza comprensibili, gli Stati Uniti, che sono al posto n.55, preceduti da alcuni Paesi dell’America Latina, come il Cile e l’Uruguay.

Cosa ci sta succedendo? In fondo non è molto difficile comprenderlo: la concentrazione dell’informazione televisiva nazionale in poche mani è il primo motivo. Abbiamo la tv commerciale concentrata nelle mani di un grosso gruppo privato che però ha rappresenta da anni una fetta importante della politica italiana. Le reti del servizio pubblico sono state ormai aggregate al sistema di potere dell’attuale governo, al punto tale che gli stessi giornalisti Rai hanno proclamato alcune giornate di sciopero. L’area dell’opposizione può trovare spazio ancora nella Sette, mentre i grandi interessi economici (ma naturalmente anche politici) americani stanno ritagliandosi una fetta importante di pubblico, attraverso le reti 8 e 9. Questo grazie alla potenza economica che esprimono: solo apparentemente, e momentaneamente, danno sfogo alla decadenza della Rai, accogliendo i transfughi. Ma non è certo vento libertario quello che soffia da quei canali.

Ma vi è ancora qualcos’altro che sta facendo peggiorare la libertà di stampa in Italia. Ci riferiamo alla cosiddetta “legge bavaglio”, che ha l’obiettivo di ridurre sensibilmente la libertà di azione ed espressione dei giornalisti italiani. Come? Agitando lo spettro delle pene detentive, limitando i poteri d’indagine giornalistica che in Italia sono già abbastanza limitati.

Che dire poi della concentrazione di testate giornalistiche nelle mani di potentati economico-politici? Il senatore leghista Angelucci ha già collezionato la proprietà del quotidiani di destra “Libero”, “Il Tempo” e “Il Giornale”. Ha anche tentato con “La Verità”, che per ora resiste ma soprattutto sta puntando ad acquisire l’agenzia di stampa Agi, che è la seconda del Paese: è proprietà dell’Eni ma potrebbe facilmente passare dalla mano pubblica a quella privata. Visto che l’Eni rientra tra gli enti di competenza governativa.

Ma quello che più preoccupa è che Angelucci è considerato il re della sanità privata: ha acquisito molte importanti istituti e cliniche, a cominciare dal San Raffaele e tutto lascia pensare che lo smantellamento della sanità pubblica, già fiore all’occhiello del nostro Paese, possa essere quanto meno auspicata da questo conglomerato di interessi.

Neppure l’indebolimento dei giornali storici e l’impero dei social favoriscono la libertà di stampa: se i cittadini non leggono limitano il proprio senso critico, mentre il dominio dei social è molto più simile al caos che alla libertà. Il caos è solo confusione. E la confusione, consentita o organizzata, è la negazione della libertà, dove i più forti trovano spazio.

Secondo Carlo Bartoli, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti c’è una tendenza globale, che riguarda anche il nostro Paese, a restringere gli spazi della libera informazione. Non è un problema per i giornalisti, è un problema per i cittadini che avranno sempre meno informazione libera, sempre meno informazione verificata, sempre meno informazione che non è agli ordini del potere, che è la condizione fondamentale affinché la democrazia possa continuare ad esistere.”

Leggi anche
Editoriale

Vecchi contrasti e nuove incoerenze

Dieci anni fa, l’elettorato britannico compì una scelta che stupì il pubblico internazionale, quando, al referendum che decise sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea, i contrari alla uscita furono sconfitti. Fu una sconfitta di stretta misura (51,9 per cento dei favorevoli contro il 48,1 dei contrari). Una consultazione diretta che terminò la lunga stagione […]

Alleanza, ma fino a un certo punto?

La situazione odierna ha fatto ritornare alla mente una locuzione tratta dalle Catilinarie: “Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”. Adesso la domanda diventa questa: fino a che punto l’Italia può restare fedele agli Usa ma senza apparire subordinata? La crisi aperta dalle parole di Trump contro Meloni, si inserisce in una lunga […]

La censura sull’antifascismo

C’è qualche cosa che non quadra. In casi di questa sorta, occorre essere prudenti e ragionare con molta calma. Ed è fondamentale partire dall’inizio. Domenica mattina, alle 6 e 36, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha diffuso, sulla sua pagina X, un post: “Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria “Più libri […]
Hic et Nunc

Leone XIV nomina suor Alessandra Smerilli nuovo prefetto del dicastero per lo sviluppo umano integrale

Leone XIV ha nominato prefetto del dicastero per il servizio dello Sviluppo umano integrale suor Alessandra Smerilli, finora segretario del medesimo dicastero; pro-prefetto, con incarico speciale per il Centro di alta formazione Laudato si’, il card. Fabio Baggio, finora sotto-segretario dello stesso dicastero; segretario mons. Jozef Barlaš, finora sotto-segretario. I tre assumeranno l’incarico il 1° […]

Donne vittime di violenza: alla Camera si presenta il progetto Trame di rinascita

Domani, mercoledì 1° luglio, alle ore 10, nella Sala stampa della Camera dei deputati, si terrà, su iniziativa di Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro della Camera, la presentazione del progetto ‘Trame di Rinascita’, a cura della Fondazione La Crisalide in Rete, realtà con un’esperienza pluriennale nel contrasto alla violenza di genere. Il progetto ha […]

Il sindaco Bitetti ridistribuisce gli incarichi assessorili lasciati dalla Stamerra

Piero Bitetti ha spiazzato tutti, raccogliendo le dimissioni dell’assessora al Patrimonio, alle Politiche del lavoro, ai Servizi demografici e al Personale, Federica Stamerra, e ridistribuendo le deleghe ad altri assessori già incaricati ma evitando, per il momento, di nominarne uno nuovo. Così come era stato richiesto esplicitamente dal Pd, soprattutto attraverso il vicesindaco Mattia Giorno. […]
Media
30 Giu 2026