Avvicendamenti in diocesi

L’abbraccio commosso della Sant’Egidio a don Lucangelo

19 Nov 2024

di Angelo Diofano

Domenica scorsa, 17 novembre, la comunità parrocchiale di Sant’Egidio, a Tramontone, ha salutato don Lucangelo De Cantis, suo parroco per sette anni, nominato dall’arcivescovo, mons. Ciro Miniero, cappellano della casa circondariale di Taranto. Al suo posto ci sarà mons. Carmine Agresta, sacerdote di grande saggezza e bontà.

Il popolo di Dio, commosso, ha accompagnato con affettuosi applausi il saluto di don Lucangelo con occhi lucidi di gratitudine. La gente ha ringraziato, inoltre, per lo stile evangelico nella vicinanza alle persone accompagnandole con ascolto e conforto nelle avverse vicende della vita. E questo è avvenuto anche attraverso la ‘Bisaccia di Sant’Egidio’, attraverso cui ha aiutato gli assistiti che, con gratitudine, lo hanno salutato.

Sin dall’inizio don Lucangelo ha annunciato la comunione tra le varie esperienze parrocchiali invitandole alla salvaguardia del bene comune e risanando l’economia della parrocchia. Il percorso pastorale, nella sua proposta, è diventato luogo di ascolto della Parola e della preghiera, coinvolgendo l’intero territorio parrocchiale nell’incontro del lunedì con Cristo eucarestia, che nel periodo estivo ha interessato diversi luoghi del quartiere di Tramontone. Non si è mai risparmiato nel coinvolgimento dei giovani nella vita parrocchiale e nell’opera di valorizzazione delle persone con disabilità, che costituiscono il vero cuore della Chiesa. Inoltre, ricordiamo l’accoglienza per i detenuti in affidamento dai servizi sociali cui ha donato incoraggiamento.

Va anche evidenziato il suo impegno nell’ambito dell’ufficio catechistico, di cui è stato direttore, nel quale si è speso per l’attuazione degli orientamenti della Cei ‘Incontriamo Gesù’, valorizzando l’opera dei catechisti, con i quali è stato curato il linguaggio nel raggiungere i giovani.

Non ultimo, va evidenziata anche la sua dedizione nella crescita spirituale dei seminaristi del ‘Poggio Galeso’, di cui è stato padre spirituale.

Don Lucangelo resterà nei cuori del popolo di Dio e dei sacerdoti della vicaria dando prova di grande docilità di spirito.

E ora il suo patrimonio di umanità e spiritualità sarà a servizio di una particolare categoria di ultimi, a lui molto a cuore, cioè quella dei detenuti, dai quali sicuramente si farà amare per il suo spiccato senso di paternità.

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