In provincia

Monumento di caduti di Grottaglie riprendono i lavori tra le polemiche

13 Gen 2025

di Silvano Trevisani

É una storia molto confusa e “italiana” quella del Monumento ai caduti di Grottaglie. La vicenda della manomissione del parco per consentire la realizzazione di una rotatoria articolata per dare ordine all’accesso stradale alla città. resta al centro di un’accesa controversia tra amministrazione e comitato cittadino. I lavori sono ripresi e proseguono ora più alacremente, dopo le vicende che hanno coinvolto ministero e soprintendenza, per la levata di scudi del comitato cittadino.

L’interesse del Comune è non perdere il finanziamento e così, dopo un controverso atteggiamento degli enti preposti, che hanno tutelato l’opera ma in qualche modo consentito la manomissione, resta unica a farsi sentire la voce dell’architetto Fanigliulo. Che ha intrapreso varie iniziative, nei confronti di tutte le istituzioni coinvolte e ha chiesto al Comune gli atti relativi al fascicolo senza tuttavia ottenere riscontro. E così, con un’estrema iniziativa che fa i conti sia con una sostanziale indifferenza pubblica (anche politica), sia con l’ambiguità delle disposizioni ministeriali, a livello nazionale e locale, che di fatto sta consentendo la conclusione dei lavori, chiede le dimissioni di tecnici, funzionari e anche della dirigenza dell’ordine degli architetti. Un’iniziativa certamente provocatoria.

“L’insostenibile devastazione della Lirica Architettonica del Parco Monumentale di Piazza IV Novembre – scrive il noto architetto – è intollerabile e grida vendetta. (…) Mentre ovunque si tutelano, valorizzano e salvaguardano i Beni Culturali, a Grottaglie si demolisce un Parco dedicato alla “Memoria dei Figli Caduti per la Patria nei due conflitti Mondiali” per costruire una inutile, invasiva e non conforme rotatoria stradale, quando sarebbero stati sufficienti quattro o cinque semafori”.

“I dirigenti, i funzionari degli enti preposti, compresa la Soprintendenza, – scrive Fanigliulo – sembrano non avere il coraggio o la competenza per adempiere alle loro funzioni con responsabilità e determinazione. Il procedimento della Soprintendenza per il rilascio delle autorizzazioni appare impostato su dati e informazioni false, travisate e infondate, generando riscontri contraddittori e, a tratti, falsi”.

Duro il suo giudizio sul fatto che si sarebbero ignorate le disposizioni ministeriali e sulla mancata esecuzione dei controlli. Ma egli ricostruisce poi l’iter del confronto tra le istituzioni e l’andamento dei lavori che hanno comportato già “la rimozione impropria e con mezzi inidonei di elementi storici ha già portato alla distruzione/frantumazione di alcuni significativi elementi architettonici, come il coppo a punta di diamante che completa uno dei Bastioni, e ulteriori danni sono prevedibili. Questo comportamento non è accettabile e la Soprintendenza, per i suoi doveri, dovrebbe intervenire immediatamente”.

Il professionista, inoltre, allega una serie di chiarissime foto nelle quali si mostra il modo di procedere nei lavori che prevedono, dopo l’interpretazione delle disposizioni emesse, un “arretramento” limitato della delimitazione della piazza che viene comunque stravolta.

Nelle scorse settimane, inoltre, si è più volte discusso sul progetto originario che è attribuito a Marcello Piacentini, il grande architetto che era stato il punto di riferimento per l’edilizia pubblica nel Ventennio fascista, ma autore nel dopoguerra di importantissimi progetti. Tale attribuzione è stata respinta perché ritenuta infondata, ma sussistono invece vari documenti, a partire dalla “Rassegna amministrativa” del Comune, edizione n. 1960, nella quale si descrive il Monumento ai caduti come “opera dell’architetto Piacentini . Realizzato in economia sotto la direzione dell’Ufficio tecnico comunale – spesa complessiva di L. 35 milioni”. Aggiungiamo che ideatore e tramite del coinvolgimento di Piacentini fu il senatore Gaspare Pignatelli e che il gruppo scultoreo fu realizzato da Sergio Sportelli.

Non sappiamo se e quali appendici avrà questa vicenda, che è complicata e triste per il suo sviluppo, sappiamo solo che, comunque vada, il “vecchio” Monumento di caduti non sarà più lo stesso.

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