Cinema

Al cinema, il live-action Disney ‘Biancaneve’

photo concessa da Disney
25 Mar 2025

“Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”. La risposta ovviamente è Biancaneve, ma quella del 1937, nel primo film animato Disney “Biancaneve e i sette nani”. Dal 20 marzo arriva in sala l’ultima versione del classico, sul tracciato della favola dei fratelli Grimm, un live-action firmato Marc Webb con Rachel Zegler e Gal Gadot. E se l’occhio è incantato da una magia di effetti speciali e ambientazioni suggestive, a lasciare un po’ perplessi è l’impianto narrativo, tra licenze poetiche e sterzate nel politicamente corretto.

“Biancaneve”
“Per noi era davvero importante onorare il dna di Biancaneve. (…) Ma c’era anche l’opportunità di reinterpretare la mitologia per riflettere i tempi in cui viviamo, e penso che tutte le buone storie si evolvano”. Nelle parole del regista Marc Webb – suo il gioiello “(500) giorni insieme” (2009) – si coglie bene dinamica e senso del nuovo live-action Disney “Biancaneve”, che recupera la favola dei fratelli Grimm, ma soprattutto la trasposizione-capolavoro voluta da Walt Disney, il suo primo lungometraggio animato “Biancaneve e i sette nani” del 1937. I produttori Marc Platt e Jered LeBoff, reduci dall’adattamento cinematografico di “Wicked” (2025), hanno realizzato una versione live-action che si gioca tra omaggio alla tradizione Disney e nuovi orizzonti visivo-narrativi, prendendosi non poche licenze. Il copione è firmato da Erin Cressida Wilson (“La ragazza del treno”, 2016). Protagoniste Rachel Zegler (“West Side Story”, 2021), Gal Gadot (“Wonder Woman 1984”, 2020) e Andrew Burnap (“WeCrashed”, Apple Tv+, 2022).

La storia. In un regno felice, vicino alla foresta magica, vive la principessa Biancaneve insieme ai suoi genitori. Alla scomparsa prematura della madre e alla partenza del padre per i doveri del regno, la giovane finisce nelle grinfie della perfida matrigna, la Regina Cattiva. Quando Biancaneve cresce e la sua bellezza diventa evidente a tutti, la Regina Cattiva prova a ordire un piano per sbarazzarsi di lei. La giovane fugge nella foresta dove trova riparo presso la casa dei sette nani, aiutata anche dal ladro gentiluomo Jonathan, ribelle che vuole rovesciare la reggenza dittatoriale della Regina Cattiva…

(L-R) Jonathan (Andrew Burnap) and Snow White (Rachel Zegler) in Disney’s live-action SNOW WHITE. Photo by Giles Keyte. © 2024 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

Di certo si coglie l’impegno della Disney nel voler rendere sempre attuali i suoi racconti, le sue opere tra film, live-action e animazioni. Nel desiderio però di abbracciare un ampio pubblico, spesso si registra l’inciampo nell’eccesso, tra un esasperante politicamente corretto (multiculturalismo in testa) e una mielosità fuori controllo. È quello che accade a questa versione di “Biancaneve”, che perde nel titolo anche i sette nani.

Tutto è incentrato su di lei, come eroina che si muove tra la tradizione classica e la contemporaneità. Le è stato tolto il regno dalla Regina Cattiva e lei fa di tutto per riconquistare il favore del suo popolo e tornare a sedere sul trono che le spetta. Una donna artefice del proprio destino, che non ha bisogno di alcun principe. E proprio il principe azzurro è la figura che latita, estromessa dal racconto. Nel nuovo film, infatti, Biancaneve si innamora del ladro gentiluomo Jonathan, che guida un gruppo di ribelli che difendono la memoria dello scomparso re. Questa variazione della storia sembra quasi un cross-over tra “Biancaneve” e “Robin Hood”.

Detto questo, il film è seducente dal punto di vista visivo, con una cura degli effetti speciali splendida, con animazioni riuscite, soprattutto per gli animali. Anche i sette nani sono realizzati in computer grafica, ricalcando i bozzetti della versione animata. Nell’insieme “Biancaneve” si farà apprezzare dai più piccoli per le ambientazioni iper-colorate, per le scene di ballo in chiave musical e per il giro di canzoni originali firmate Pasek & Paul (“La La Land”, “The Greatest Showman”). Va detto, però, che quando si ritrovano le note di “Ehi-Ho!” e “Impara a fischiettar” del classico del 1937, gli altri brani scompaiono del tutto.

Leggi anche
Otium

Al via la 43ª edizione del Mundialito Escuela

Saranno 30 le squadre partecipanti composte da studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado

In sala ‘Il Vangelo di Giuda’ di Giulio Base

Giulio Base è un regista, sceneggiatore e attore con una carriera quarantennale. Direttore in carica del Torino Film Festival, nel corso degli anni ha alternato cinema e Tv, dimostrando grande attenzione ai temi religiosi. Tra i suoi titoli: “Padre Pio”, “L’inchiesta” e “Bar Giuseppe”. Ora è nei cinema con “Il Vangelo di Giuda”, presentato al […]

Tre giorni di sport, inclusione e solidarietà al TurSport di San Vito

La fase finale dello Special Basket – concentramento Sud Italia, in programma da venerdì 17 a domenica 19 aprile
Hic et Nunc

Trump attacca Leone XIV: le parole del presidente della Cep

Mons. Giuseppe Satriano, a nome della Conferenza episcopale pugliese, esprime profonda indignazione e ferma condanna per le dichiarazioni del presidente Usa

Martina Franca, Ernesto Maria Ruffini alla Cristo Re

Venerdì 17 aprile (alle ore 18:30), Ernesto Maria Ruffini sarà a Martina Franca nella sala del ‘Cantico delle creature’ della parrocchia Cristo Re per presentare il suo ultimo libro ‘Più uno. La politica dell’uguaglianza’, edito da Feltrinelli. Converserà con l’autore Giuseppe Sangiorgi, già direttore del Popolo, quotidiano della Dc, e attualmente esponente di punta del […]

A Crispiano, il Giubileo dei bambini e dei ragazzi

A Crispiano, nell’ambito delle celebrazioni dell’anno giubilare per i duecento anni della sua fondazione, la parrocchia di Santa Maria della neve (parroco, don Michele Colucci) organizza per domenica 19 aprile il ‘Giubileo dei bambini e dei ragazzi’ . Il programma prevede alle ore 9 dalla parrocchia Santa Maria Goretti la partenza dei bambini e dei […]
Media
16 Apr 2026