Angelus

La domenica del Papa – La preghiera che unisce tutti i cristiani

ph Vatican media-Sir
28 Lug 2025

di Fabio Zavattaro

Luca ci ha accompagnato a scoprire, in queste ultime tre domeniche, l’atteggiamento essenziale che il discepolo deve intrattenere con Gesù, e così abbiamo visto il gesto del buon samaritano, l’atto della misericordia; con Marta e Maria, nella casa di Betania, abbiamo appreso l’ascolto della parola. Ora ecco il terzo atteggiamento: la preghiera. L’evangelista non solo fa rispondere Gesù alla richiesta di un discepolo – “Signore insegnaci a pregare” – ma propone anche una parabola che evidenzia lo spirito dell’amicizia, che fa sì che uno accetti, a mezzanotte, di importunare e, l’altro, di essere importunato, a causa di un ospite inatteso giunto dopo un lungo viaggio. Ed è forse proprio qui la chiave per capire la forza della preghiera.

In questa domenica in cui si celebra la quinta Giornata dei nonni e degli anziani – sono “testimoni di speranza, capaci di illuminare il cammino delle nuove generazioni” – papa Leone rinnova ancora una volta la sua preghiera per la pace: “Il mio cuore è vicino a tutti coloro che soffrono a causa dei conflitti e della violenza nel mondo”. Subito gli scontri di questi ultimi giorni tra Thailandia e Cambogia: il Papa prega per le persone coinvolti, “specialmente per i bambini e le famiglie sfollate. Possa il Principe della pace ispirare tutti a cercare il dialogo e la riconciliazione”.

Poi la Siria, la “gravissima situazione umanitaria a Gaza, dove la popolazione civile è schiacciata dalla fame e continua ad essere esposta a violenze e morte”. Il vescovo di Roma rinnova il suo “accorato appello al cessate il fuoco, alla liberazione degli ostaggi e al rispetto integrale del diritto umanitario”. Ogni persona ha una “intrinseca dignità conferitale da Dio stesso”. Leone XIV esorta le parti coinvolte nei conflitti a riconoscerla e a fermare ogni azione contraria ad essa. “Esorto a negoziare un futuro di pace per tutti i popoli e a rigettare quanto possa pregiudicarlo”.

Ma torniamo al Vangelo e alla preghiera. Luca ci dice che Gesù “con molta semplicità” insegna il Padre nostro. Nel testo di Luca la preghiera è più corta rispetto a come la descrive Matteo, perché sono omesse, o attenuate, alcune espressioni tipiche ebraiche. “Siamo di fronte alle prime parole della sacra scrittura che apprendiamo fin da bambini”, scriveva Papa Benedetto nel primo dei tre volumi su Gesù di Nazareth. Parole che “si imprimono nella memoria, plasmano la nostra vita, ci accompagnano fino all’ultimo respiro”. E Francesco ricordava che la parola padre è “il segreto della preghiera di Gesù, è la chiave che lui stesso ci dà perché possiamo entrare anche noi in quel rapporto di dialogo confidenziale con il Padre che ha accompagnato e sostenuto tutta la sua vita”.

Il Padre nostro è “la preghiera che unisce tutti i cristiani” afferma papa Leone, e attraverso la preghiera del Signore “noi siamo rivelati a noi stessi, mentre ci viene rivelato il Padre”. Luca espone così nel Vangelo “i tratti della paternità di Dio attraverso alcune immagini suggestive”: l’uomo che si alza nel cuore della notte per aiutare un amico e accogliere un visitatore inaspettato; il genitore che si preoccupa di dare cose buone ai suoi figli. Immagini che ci dicono che Dio non ignora quanti si rivolgono a lui “nemmeno se arriviamo tardi a bussare alla sua porta, magari dopo errori, occasioni mancate, fallimenti […] e se a volte ci risponde con tempi e in modi difficili da capire, è perché agisce con una sapienza e con una provvidenza più grandi, che vanno al di là della nostra comprensione”.

Il vescovo di Roma ha quindi affermato che “non si può pregare Dio come ‘Padre’ e poi essere duri e insensibili nei confronti degli altri. Piuttosto è importante lasciarsi trasformare dalla sua bontà, dalla sua pazienza, dalla sua misericordia, per riflettere come in uno specchio il suo volto nel nostro”.

La liturgia di questa domenica, ha affermato ancora il Papa, ci invita “a sentirci amati e ad amare come Dio ci ama: con disponibilità, discrezione, premura vicendevole, senza calcoli”.

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