Disabilità

Francesca Di Maolo (Serafico): “Dal welfare ai diritti reali: è questa la vera rivoluzione”

ph Un-Sir
03 Dic 2025

Il 3 dicembre si è celebrata la Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità: un’occasione per riflettere a 360 gradi sul cammino dell’inclusione e sulle sfide ancora aperte.
Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico di Assisi che accoglie persone con gravi e gravissime disabilità, sottolinea come questa ricorrenza debba diventare un momento di verità e confronto, capace di incidere realmente sul cambiamento culturale rendendo i diritti di queste persone una realtà.

Francesca Di Maolo – ph Ansa-Sir

Presidente Di Maolo, qual è, secondo lei, il significato più profondo della Giornata appena celebrata e cosa rappresenta oggi per le persone con disabilità e per la società italiana?
Il 3 dicembre è un giorno di verità: un tempo in cui la società sceglie di guardarsi dentro, fare sintesi del percorso compiuto e ricalibrare la rotta. È un passaggio necessario per correggere ciò che non funziona e riaccendere lo sguardo verso gli obiettivi ancora da raggiungere. Così la ricorrenza smette di essere solo una giornata di sensibilizzazione e diventa occasione di confronto e ascolto collettivo.

Quali sono le barriere più difficili da abbattere in Italia: quelle fisiche, burocratiche o culturali?
Le barriere fisiche sono le più semplici da rimuovere, ma il vero salto di qualità sta nel formare le nuove generazioni alla progettazione universale: pensare ogni spazio come adatto a tutti. Le barriere burocratiche restano le più pesanti: procedure lente, enti che non dialogano, valutazioni che misurano solo il deficit. Le più difficili da abbattere, però, sono le barriere culturali: la società fatica ancora a riconoscere che la fragilità è parte della vita e che il limite non definisce la persona.
È questo sguardo che genera pietismo, medicalizzazione e isolamento.

La riforma della disabilità 2024 segna il passaggio da un modello assistenzialista a uno basato sui diritti umani. Quali sono, secondo lei, le maggiori sfide?
La riforma segna un cambio di paradigma: dalla protezione e dal welfare gestito “per” la persona al riconoscimento della persona come soggetto di diritti, titolare del suo percorso di vita con libertà, dignità, autonomia. Ma realizzare questo cambio richiede di affrontare sfide organizzative, culturali, di risorse e di equità territoriale.

ph istituto Serafico-Sir

Il progetto di vita è una delle novità più rilevanti della riforma. In base alla sua esperienza al Serafico, come può trasformare la quotidianità delle persone con disabilità e delle loro famiglie?
Il progetto di vita supera la frammentazione degli interventi e dei servizi e guarda alla vita adulta e al futuro possibile della persona. Costruire un progetto di vita significa conoscere la sua storia, i suoi bisogni, desideri, priorità e capacità, ma anche ciò che può imparare e la motiva, per accompagnarla a vivere una vita piena.

Al Serafico il progetto di vita è diventato la bussola del nostro lavoro: i ragazzi non sono più spettatori, ma registi del proprio cammino insieme a che li accompagna.

Quanto potrà incidere l’istituzione del Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità?
Il Garante può diventare un punto di riferimento nella difesa dei diritti, capace di fare pressione, creare cultura e correggere disuguaglianze. Non è una bacchetta magica, ma uno strumento che deve essere messo nelle condizioni di contare davvero.

Guardando al 2026, quando la riforma sarà implementata a livello nazionale, quali condizioni sono indispensabili perché funzioni?
Non si tratta semplicemente di aggiornare norme o procedure, ma di trasformare un sistema frammentato, assistenzialista e profondamente diseguale. Servirà una regia nazionale forte, capace di garantire uniformità ed evitare che i diritti continuino a dipendere dal luogo in cui si è nati. Ma le leggi da sole non bastano: occorrono persone formate e professionisti capaci di abbandonare il “si è sempre fatto così”. Da questo cambio di mentalità dipenderà il successo reale della riforma.

ph istituto Serafico-Sir

Qual è la sua visione di una società pienamente inclusiva e quali passi concreti dobbiamo ancora compiere?
Una società è davvero inclusiva quando riconosce il valore di ogni persona indipendentemente dalle sue condizioni. La partecipazione di tutti alla vita economica, sociale e civile del Paese non si realizza solo attraverso leggi e riforme. Le politiche governative non bastano, e a ciascuno di noi è richiesto di dimostrare nei fatti il valore della vita.

L’inclusione è una tessitura complessa che richiede di riannodare fili disgiunti, attraverso una ricucitura paziente di movimenti orizzontali e verticali.

Presidente, che messaggio vorrebbe lasciare alle famiglie e alle persone con disabilità in occasione di questa Giornata mondiale?
Vorrei dire loro una cosa semplice: non siete soli. La vostra determinazione, la vostra straordinaria capacità di amare, ma soprattutto la forza dei vostri figli – la loro autenticità senza filtri e il loro modo unico di stare nel mondo – sono oggi una delle vie più sicure per ricostruire un’umanità che si è smarrita.

Leggi anche
Emergenze sociali

Le Acli sull’ennesima morte all’ex-Ilva: “È finito il tempo del silenzio!”

Sono trascorsi solo dodici giorni del nuovo anno per listare nuovamente a lutto i cancelli di una fabbrica obsoleta che non cade a pezzi solo metaforicamente ed economicamente, ma collassa – letteralmente – nelle strutture, parimenti agli altiforni che dovrebbero esserne il cuore pulsante. Claudio Salamida, operaio dell’acciaieria2, addetto alle valvole, è precipitato da un’altezza […]

Fish: “Per la prima volta il tema del caregiver familiare viene affrontato in modo organico”

“Per la prima volta nel nostro Paese, il tema del caregiver familiare viene affrontato in modo organico, superando una lunga fase caratterizzata da annunci e iniziative prive di risposte strutturali”: lo ha dichiarato il presidente della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) Vincenzo Falabella, commentando l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del disegno […]

La morte di un operaio all'Ilva riapre il discorso sul futuro dell'azienda

Un operaio di 46 anni di Alberobello, Claudio Salamida, è l’ennesima vittima del lavoro nello stabilimento siderurgico di Taranto. Nella mattinata di lunedì 12, era impegnato al lavoro in Acciaieria2 per il controllo di alcune valvole, quando una griglia sulla quale operava in quel momento, nella zona del convertitore 3, ha ceduto sotto i suoi […]
Hic et Nunc

A Taranto, concorso internazionale di marce funebri

Anche quest’anno la confraternita Maria SS. Addolorata e S. Domenico ha bandito il concorso internazionale di marce funebri per la Settimana Santa ‘Trofeo Città di Taranto’, per favorire la promozione e la divulgazione di questo genere musicale legato ai riti della Settimana Santa, con lo scopo di incrementare il già nutrito repertorio tarantino. Le iscrizioni […]

La morte di un operaio all'Ilva riapre il discorso sul futuro dell'azienda

Un operaio di 46 anni di Alberobello, Claudio Salamida, è l’ennesima vittima del lavoro nello stabilimento siderurgico di Taranto. Nella mattinata di lunedì 12, era impegnato al lavoro in Acciaieria2 per il controllo di alcune valvole, quando una griglia sulla quale operava in quel momento, nella zona del convertitore 3, ha ceduto sotto i suoi […]

Ex-Ilva, Vestas, porto: Meloni, Bitetti e sindacato chiamano a raccolta

Ex-Ilva, Vestas e porto sono le tre vertenze tarantine che stanno impegnando, in queste ore, politica e società ai massimi livelli. In particolare dell’ex-Ilva si è occupata, sollecitata dai giornalisti, la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno a Palazzo Chigi. Un solido piano industriale, la tutela del lavoro e la […]
Media
14 Gen 2026