Diocesi

‘Maria, porta del Cielo’, l’Immacolata a Martina Franca

04 Dic 2025

di Angelo Diofano

‘Maria, porta del Cielo’ è il titolo dei festeggiamenti in onore dell’Immacolata concezione a Martina Franca, a cura della parrocchia di Sant’Antonio e dell’arciconfraternita dell’Immacolata degli Artieri (priore, Claudio Carrieri).

Tutti i giorni fino al 6 dicembre sante messe saranno celebrate alle ore 9 e alle ore 19 (in quest’ultima la predicazione sarà tenuta da don Damiano Nigro, parroco Santa Teresa-santuario Madonna della Sanità).

Il 5 dicembre (primo venerdì del mese), santa messa alle ore 9 e a seguire le confessioni; alle ore 19 la celebrazione eucaristica sarà presieduta dal parroco don Mimmo Sergio.

Domenica 7 dicembre, vigilia della festa, alle ore 19 la celebrazione eucaristica sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero; al termine, festa sul sagrato animata dalla banda cittadina.

Lunedì 8, solennità dell’Immacolata, alle ore 9 santa messa presieduta da pare Pio Callegari (imc) e alle ore 11 dal parroco don Mimmo Sergio. Al termine, processione per le vie del territorio parrocchiale accompagnata dalla banda musicale cittadina. Alle ore 12, santa messa presieduta da don Giovanni Ancona e alle ore 19 dal novello sacerdote don Antonello Bruno.

 

Quella degli Artieri è la più antica confraternita di Martina. Eccone la storia. Nel 1570 i frati francescani osservanti, cui si deve la chiesa e il convento dedicati a Santa Maria delle Grazie (attuale di Sant’Antonio da Padova), diedero vita ad una fratellanza dedicata all’Immacolata, avente come simbolo lo stemma della città. Nel 1710, grazie al medico Pietro Salvatore Scialpi, la fratellanza fu istituzionalizzata in confraternita, detta degli Artieri, per il numero consistente di artigiani aderenti. Dopo trascorsi burrascosi, la confraternita trovò sede nell’oratorio della chiesa del Monte del Purgatorio e definì un nuovo statuto. E nel 1762 il sodalizio, rientrando nelle grazie dei frati Riformati, nel frattempo subentrati agli Osservanti, ottenne l’uso perpetuo dei locali dove tuttora si trova e nel 1767 ebbe il titolo di arciconfraternita.

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