Angelus

La domenica del Papa – Battesimo, il sacramento che ci fa cristiani

ph Vatican media-Sir
12 Gen 2026

di Fabio Zavattaro

Venti bambini nella Cappella Sistina nel giorno che la chiesa fa memoria del battesimo di Gesù. Papa Leone battezzando i piccoli parla, nell’omelia, della fede che, dice, “è più che necessaria”, come il cibo e i vestiti; se queste non possono mancare così la fede “perché con Dio la vita trova salvezza”. Il pensiero del vescovo di Roma va a tutti i bambini che hanno ricevuto il battesimo, e in modo particolare “prego per i bimbi nati in condizioni più difficili, sia di salute sia per i pericoli esterni”.

Lo sguardo è rivolto al Medio oriente, “in particolare in Iran e in Siria, dove persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone”. Le proteste contro la Repubblica islamica hanno finora provocato, secondo le organizzazioni non governative, circa 460 morti e almeno 10 mila persone arrestate. Nella riflessione dopo la recita dell’angelus il Papa dice: “auspico e prego che si coltivi con pazienza il dialogo e la pace, perseguendo il bene comune dell’intera società”. Il vescovo di Roma ha parole anche per la situazione in Ucraina sottoposta a violenti bombardamenti: “nuovi attacchi, particolarmente gravi, indirizzati soprattutto a infrastrutture energetiche, proprio mentre il freddo si fa più duro, colpiscono pesantemente la popolazione civile. Prego per chi soffre e rinnovo l’appello a cessare le violenze e a intensificare gli sforzi per arrivare alla pace”.

In questa prima domenica dopo l’epifania Matteo ci mostra Gesù che scende confuso tra la folla dei peccatori in attesa di accettare il battesimo da Giovanni; scende nelle acque del fiume che scorre 400 metri sotto il livello del mare; scende dalla Galilea. Scende per unirsi a quanti vanno da Giovanni per immergersi con gli altri peccatori per poi risalire verso il Padre, compiendo un cammino che lo porterà nel deserto e quindi a compiere la missione per la quale è stato inviato dal Padre, cioè la liberazione dell’uomo dalla schiavitù del peccato e del male. Quanta similitudine con il cammino del popolo di Israele che liberato dalla schiavitù, vaga nel deserto prima di raggiungere la terra promessa e bagnarsi nelle acque del fiume Giordano. Uno scendere, quello compiuto da Cristo, che si trasforma in un “salire” al Padre, perché egli è l’atteso, il Messia che “uscendo dalle acque del Giordano – afferma Benedetto XVI – stabilisce la rigenerazione nello Spirito e apre, a quanti lo vogliono, la possibilità di divenire figli di Dio”.

Il battesimo, afferma Leone XIV, è “il Sacramento che ci fa cristiani, liberandoci dal peccato e trasformandoci in figli di Dio, per la potenza del suo Spirito di vita”. immergendosi nel fiume Giordano “Gesù vede lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Nello stesso tempo, dai cieli aperti si ode la voce del Padre che dice: questi è il Figlio mio, l’amato. Allora tutta la Trinità si fa presente nella storia: come il Figlio discende nell’acqua del Giordano, così lo Spirito Santo discende su di lui e, attraverso di lui, ci viene donato quale forza di salvezza”.

Angelus nel quale Leone XIV afferma che “Dio non guarda il mondo da lontano, senza toccare la nostra vita, i nostri mali e le nostre attese”; viene in mezzo a noi per coinvolgerci “in un sorprendente progetto d’amore per l’intera umanità”, viene “per servire e non per dominare, per salvare e non per condannare”. Ecco perché, di fronte a Giovanni che è “pieno di stupore” per la presenza del Signore, Gesù “si fa battezzare come tutti i peccatori, per rivelare l’infinita misericordia di Dio. Il Figlio unigenito, nel quale siamo fratelli e sorelle, viene infatti per servire e non per dominare, per salvare e non per condannare. Egli è il Cristo redentore: prende su di sé quello che è nostro, compreso il peccato, e ci dona quello che è suo, cioè la grazia di una vita nuova ed eterna”.

E questo accade “in ogni tempo e in ogni luogo”, afferma ancora il Papa, “introducendo ciascuno di noi nella Chiesa, che è il popolo di Dio, formato da uomini e donne di ogni nazione e cultura, rigenerati dal suo Spirito”.

Nel battesimo Gesù ha “accettato di farsi uomo”, affermava papa Ratzinger nell’epifania di quindici anni fa, anzi “si è abbassato per farsi uno di noi” e si è umiliato “fino alla morte in croce”. Il battesimo, spiega papa Leone XIV, “è un segno sacro, che ci accompagna per sempre. Nelle ore buie, il Battesimo è luce; nei conflitti della vita, il Battesimo è riconciliazione; nell’ora della morte, il Battesimo è porta del cielo”.

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