Tutto pronto al Paolo VI per il GioBosco Festival
Giovedì 29, al teatro Verdi dell’ic Luigi Pirandello, un evento nel quale i partecipanti sfoggeranno il proprio talento in tutte le forme d’arte
Viviamo un momento di alta tensione, tutti gridano la loro forza per intimorire gli altri. Proprio per questo, ora più che mai, è il momento di far risuonare il nostro grido ancora più forte: “Diamo una possibilità alla pace, che è l’unica forza che ci rende liberi di vivere insieme in armonia e fratellanza!”. Questo grido si innalzerà forte a Taranto nel quartiere Paolo VI, giovedì 29 gennaio al teatro Verdi dell’ic Luigi Pirandello in via Giulio Pastore, durante la quinta edizione del GioBosco Festival delle Arti, un evento nel quale partecipanti dai 5 ai 30 anni sfoggeranno il proprio talento in tutte le forme d’arte.
Il festival è fortemente voluto dall’associazione Vides Paolo VI odv – oratorio salesiano L’Aquilone, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, salesiane di Don Bosco, che operano da 25 anni nel quartiere Paolo VI, la cui referente è suor Mariarita Di Leo.
Al ‘Gio Bosco Festival delle arti’ la cui iscrizione è totalmente gratuita, partecipanti appartenenti a parrocchie, scuole, associazioni e università esprimeranno il loro talento nelle categorie Musica, Canto e Danza e le esibizioni saranno ispirate dal tema della pace.
Le valutazioni saranno a cura di una giuria composta da Maria Antonietta Carola, professoressa di Teoria, analisi e composizione al liceo musicale Archita, Salvatore di Maggio, professore di matematica e fisica al liceo scientifico Battaglini, educatore ed esperto di musica elettronica, Loris Pellecchia, attrice della compagnia teatrale ‘I viandanti sognatori’ e Sara Taleari ballerina di hip-hop.
Il Paolo VI, con il Gio Bosco Festival si prepara quindi a festeggiare san Giovanni Bosco, un quartiere che la stessa suor Mariarita Di Leo racconta in una sua lettera a don Bosco come un “quartiere di periferia, a volte così trascurato dalla mano dell’uomo, ricco di famiglie, bambini, giovani, bisognosi di essere visti da uno sguardo capace di prendersi cura, di sognare e far sognare. Giovani prigionieri della superficialità, della dipendenza, in cerca di identità, bisognosi di dare un senso al tempo e alla ricerca di valori nascosti, per molti ormai obsoleti”.




