Libri

Francesco d’Assisi: il ritratto corale che unisce Oriente e Occidente

29 Gen 2026

di Floriano Cartanì

Arriverà presto in libreria Francesco d’Assisi, il nuovo volume edito da Solfanelli di Marco Solfanelli, frutto di un progetto corale coordinato scientificamente da Pierfranco Bruni e curato da Franca De Santis. Un’opera che non si limita solamente a inserirsi nel calendario delle celebrazioni francescane, ma che ambisce a restare, a sedimentare, a interrogare. Perché un libro su Francesco non può essere soltanto commemorazione, deve essere attraversamento, frattura, viaggio, domanda. I testi del libro si muovono lungo direttrici le quali, più che linee di studio vere e proprie, sembrano traiettorie di un percorso: il rapporto tra Francesco e la spiritualità del cuore, intrecciata alla teologia del pensiero.
Lo scavo letterario e storico che scaturisce dagli autori coordinati magistralmente da Pierfranco Bruni, provvede a restituire alla fine un Medioevo tutt’altro che oscuro, anzi riesce a trasmettere soprattutto incroci di un viaggio. Una sorta di camminamento in cui il santo di Assisi torna a mostrarsi nella sua natura più radicale e quotidiana, fatto di ponti, soglie, dialoghi.

Il volume in parola insiste su un punto troppo spesso trascurato, che vede in Francesco non soltanto il padre della letteratura ‘volgare’, colui cioè che inaugura una lingua capace di parlare al popolo. Francesco è infatti anche il protagonista di un incontro che anticipa di secoli il dialogo interreligioso. Il suo confronto con il ‘sultano superbo’ non è un episodio marginale, ma la chiave per comprendere come, attraverso di lui, Islam, Cristianesimo ed Ebraismo trovino un terreno comune: Francesco quindi, come incarnazione della Croce. Il libro, nelle sue molte voci, costruisce una sorta di “città di Dio” contemporanea, evocando Agostino e al tempo stesso superandolo, perché qui l’Oriente non è più un altrove, ma un elemento interno all’Occidente. Una presenza bizantina che attraversa crocifissi, icone, simboli, fino a ridare senso al presepe stesso nel ricordo del del Poverello di Assisi, letto come gesto narrativo e dialogico, non come semplice tradizione. Ne emerge allora un tempo luminoso, fatto di città che nascono, cattedrali che si innalzano al cielo, ordini religiosi che si strutturano, in una etica federiciana che fa da sfondo a un’epoca più complessa di quanto la manualistica abbia voluto raccontare. Gli studiosi coinvolti compongono un mosaico coerente proprio perché eterogeneo: ogni contributo è un tassello che non pretende di chiudere il discorso, ma di aprirlo. Le voci sono tante e diverse: Maria Teresa Alfonso, Arianna Angeli, Micol Bruni, Floriano Cartanì, Antonetta Carrabs, Marilena Cavallo, Franca De Santis, Maria Grazia Destratis, Tonino Filomena, Alberico Guarnieri, Pasquale Guerra, Roberta Mazzoni, Antonietta Micali, Annarita Miglietta, Marino Pagano, Ippolita Caterina Patera, Giovanna Pezzillo, Rosaria Scialpi, Gioia Senesi, Patrizia Tocci, Maria Stella Tonti, Matilde Tortora e Cristiano Vignali.

Francesco d’Assisi si presenta così come un testo di quelli da leggere attentamente e rileggere, da sottolineare gli spunti, da discutere. Un libro che lascia sicuramentre traccia e non si esaurisce nelle celebrazioni, ma invita a ripensare l’identità francescana come un’eredità viva, capace di parlare al presente con la stessa forza con cui ha attraversato i secoli. Una sfida culturale e spirituale se volete, che non teme la complessità, anzi la rivendica.

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