Lavoro

Lavoro: aumenta l’elenco delle criticità e Taranto assorbe il 60% della cig in Puglia

02 Feb 2026

di Silvano Trevisani

Si allunga giorno dopo giorno la lista delle vertenze che riguardano il lavoro nel nostro territorio e che toccano anche settori finora esclusi, come quello dei lavoratori del settore giustizia, oltre all’industria, che resta sempre la prima criticità.

Corte d’appello

La UILTucs Puglia proclama lo stato di agitazione del personale impiegato nel servizio di portierato e reception delle sedi della Corte di Appello di Brindisi, Lecce e Taranto, a seguito delle decisioni della Corte di Appello di Lecce, committente del servizio. Alla scadenza del contratto con la società Clean Service srl, la Corte di appello ha proceduto a un affidamento diretto sotto soglia di durata quadrimestrale alla società Bruma Investigazioni, in attesa dell’espletamento di una nuova gara.

Un affidamento che prevede però una riduzione di circa il 30% delle prestazioni, con conseguenze dirette e pesantissime sull’occupazione. “Riteniamo fortemente lesiva tale decisione – dichiara Marco Dell’Anna, segretario generale UILTucs Puglia – che rischia di condannare oltre trenta lavoratori e le loro famiglie a una prospettiva di precarietà e povertà, aggravata dal fatto che proviene da una committenza pubblica, che dovrebbe invece garantire il rispetto della dignità delle persone e la tenuta dei livelli occupazionali”.

“Non possiamo non rilevare – prosegue Dell’Anna – come questa decisione sembri orientata a ridurre gli orari di lavoro prima ancora della nuova gara, creando un precedente pericoloso e scaricando sui lavoratori il prezzo delle scelte amministrative”. Ma è Taranto a rappresentare, ancora una volta, uno dei punti più fragili di questa vertenza.

Call center

Tiziana Ronsisvalle, segretaria generale della SLC CgilL, interviene sulle scelte operate da MediaMarket e che ha coinvolto ben 50 dipendenti Teleperformance delle sedi di Taranto e Roma. “Nonostante l’esistenza di una clausola sociale di garanzia, dalla sera alla mattina, hanno visto il loro committente delocalizzare il servizio da loro reso verso call center rumeni. Nonostante che Teleperformance abbia deciso di ricollocare questo personale su altre commesse, il gesto di MediaMarket dice che ormai nessuno è più al sicuro”. La decisione è importantissima perché a Taranto sono circo 2.000 i lavoratori del settore.

Poste Italiane

Oggi 2 febbraio si è svolta la mobilitazione di lavoratrici e lavoratori di Poste Italiane, che riguarda anche gli uffici di Taranto e vuole richiamare l’attenzione dell’azienda e dell’opinione pubblica sull’uso inappropriato dello strumento della “trasferta”. Lo “sciopero della trasferta”, come lo hanno ribattezzato i sindacati “servirà – si legge in una nota – a smascherare l’azienda, chiedere rispetto per i lavoratori e restituire efficienza ad un servizio universale e indispensabile per le cittadine e i cittadini.

Secondo quanto scrive la segretario della Slc Cgil, Tiziana Ronsisvalle: “Le persone vengono movimentate da un ufficio all’altro anche in una stessa giornata, coprendo di fatto quella che è ormai un’atavica disorganizzazione degli uffici, e ancor più grave, una strutturata carenza di personale”. “Si tratta di una coperta corta, cortissima – afferma Ronsisvalle – considerato che si misurano anche le performance dei dipendenti costretti a coprire postazioni differenti che invece avrebbero bisogno di un piano assunzionale che restituisca dignità a quel lavoro e a quella missione”.

Appalto Ilva

Si aggrava ulteriormente, intanto, la crisi occupazionale dell’indotto dell’ex Ilva. La Semat Sud, azienda attiva da oltre vent’anni nelle attività di manutenzione e risanamento all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto, ha formalmente avviato lo scorso 15 dicembre 2025 una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 218 lavoratori, annunciando la cessazione delle attività.

La vertenza è stata affrontata nel corso del tavolo istituzionale convocato dalla Regione Puglia, alla presenza degli assessori competenti, dei tecnici regionali, dell’azienda e delle organizzazioni sindacali. Uil e Feneal Uil hanno chiesto con fermezza il ritiro della procedura di licenziamento, la sospensione della chiusura e l’attivazione di tutti gli strumenti utili a salvaguardare l’occupazione, a partire da ammortizzatori sociali straordinari, percorsi di formazione e politiche attive del lavoro.

Nel corso dell’incontro è stata ottenuta una proroga di nove mesi della cassa integrazione, fino al 31 dicembre, mentre la Regione ha avviato interlocuzioni con SEPAC, Arpal e ministero del Lavoro per valutare l’accesso alla cassa integrazione per transizione occupazionale, misura che potrebbe accompagnare i lavoratori verso percorsi di riqualificazione e reimpiego.

La vertenza Semat Sud si inserisce in un quadro occupazionale sempre più critico: secondo i dati sindacali, Taranto assorbe quasi il 60% della cassa integrazione straordinaria dell’intera Puglia, segnale di una crisi strutturale che richiede interventi urgenti e straordinari.

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