Intervista esclusiva

La politica ha bisogno di ‘filosofia’: a colloquio con il professor Massimo Donà

25 Feb 2026

di Silvano Trevisani

In occasione della presentazione del volume ‘Sguardi trinitari sul sociale. Per un nuovo pensiero agente nel territorio’, svoltasi nella sede dell’Università in città vecchia, che prendeva spunto dal convegno/forum del 2022 intitolato ‘Manifesto per una riforma del pensare’, abbiamo intervistato il filosofo Massimo Donà, ordinario di Filosofia teoretica alla facoltà di Filosofia dell’università San Raffaele e di Milano.

La parola filosofica nella società di oggi ha ancora un ruolo? Noi sentiamo facilmente attribuire l’appellativo di filosofia a operatori di varia natura, ma quanto c’è si pensiero filosofico in quello che ascoltiamo?

Diciamo che mai come oggi si ha bisogno della filosofia, siamo in uno dei periodi più complicati, in un grande passaggio d’epoca difficilmente decifrabile. Per cui, chi meglio della filosofia può cercare di aiutarci nella decifrazione dello stato in cui ci troviamo? Dopo di ché va anche detto che purtroppo in questa confusione generale, spesso sì, vengono definiti filosofi personaggi che con la filosofia non hanno molto a che fare. Perché la filosofia non è solo una disciplina che ci fa studiare quello che hanno detto i filosofi, che sennò, sarebbe poca cosa. Filosofia dovrebbe essere uno stile argomentativo, un atteggiamento nei confronti del mondo, della realtà della vita, più che la conoscenza di determinati testi che, certo, sono fondamentali… ma la filosofia implica un rigore nel pensiero, che molto spesso i cosiddetti filosofi non hanno proprio in dote.

Ma come si fa a trasmettere un pensiero filosofico e a renderlo efficace in una realtà come Taranto che vive una condizione sociale molto complessa?

Ma io direi che proprio nelle situazioni più difficili più complicate si ha bisogno di filosofia. Come si fa? Ma prima di tutto bisogna essere consapevoli di una cosa: che la grande filosofia la vera filosofia ha sempre parlato delle questioni più urgenti, che ci riguardano tutti la filosofia. Nel corse dei secoli non è sempre stato così, perché talvolta è diventata un discorso un po’ astratto. molti dicono “campato in aria”, proprio perché si è un po’ separato dalla realtà. Ma la grande filosofia, e penso ai primi grandi filosofi come Socrate o Platone, parlavano delle cose che ci riguardano tutti. Non cose “da filosofi” ma cose da “esseri umani”. E allora la filosofia? In queste situazioni, come quella di Taranto ma non solo Taranto… io sono di Venezia che vive anche una situazione complessa, niente è meglio della filosofia per cercare di fare ordine in questo caos e cercare di offrire un metodo per comprendere questa realtà. E magari per trovare anche delle soluzioni ai problemi che ci sono. Perché sennò rischiamo che le soluzioni vengano prese per puro arbitro. Per puro sentito dire. Scelte casuali senza una base.

Ma forse in nessun periodo la filosofia è stata così distante dalla politica.

Diciamo pure che oggi giorno la classe politica è di un livello abbastanza sconfortante, bassissimo livello culturale, mentre qualche tempo fa, ai tempi di Amalfitano appunto, la grande politica era fatta di personalità colte, preparate, intelligenti. Cosa che oggi è sempre più difficile trovare. Per cui diciamo che ci sarebbe bisogno anche di “molta” filosofia nel campo della politica. Adesso noi condizionati dall’ontologia trinitaria cercheremo una chiave di lettura dei problemi sociali dei problemi politici, dei problemi reali della popolazione.

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