Diocesi

Roberto Carbotti verso il diaconato: la mia storia vocazionale

26 Feb 2026

Sabato 28 febbraio alle ore 17 nella parrocchia del Carmine di Grottaglie l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la celebrazione eucaristica durante la quale conferirà l’ordine sacro nel grado del diaconato a Roberto Carbotti e a Samuele Pio de Virgiliis.

Ecco come Roberto Carbotti presenta il suo percorso vocazionale:

“Sono nato il 2 novembre 2000 a Grottaglie da Mariagrazia (casalinga) e Ciro (elettrauto), primo dono del loro matrimonio.
Sono stato battezzato il 6 gennaio 2001 nella parrocchia di Santa Maria in Campitelli (Grottaglie) da don Franco Spagnulo. Sin da piccolo ho respirato in famiglia la bellezza della fede e della vita cristiana, specialmente nellatestimonianza dei miei genitori e dei nonni, sulle cui ginocchia ho appreso le prime sillabe del Vangelo. La loro azione educativa è stata anzitutto orientata a mostrare a me e a mio fratello minore Francesco quanto fosse bello e affascinante starecon il Signore, mostrandoci spesso le vite di alcuni santi, cominciando da coloro che sono per i grottagliesi un faro luminoso di amore per Cristo e per la Chiesa: san Ciro e san Francesco de Geronimo. Non posso certamente dimenticare quando, accompagnato dai miei e dai nonni, guardavo con attenzione le loro immagini e restavo incuriosito dalle loro vicende.

Nell’estate del 2005 ho conosciuto don Pasquale Laporta, allora parroco della Maria SS.ma del Monte Carmelo (Grottaglie), durante il Grest. Da quell’incontro primordiale credo sia stata plasmata e orientata la mia piccola vita. Infatti, nell’ottobre successivo, tra la mia insistenza e la gioia dei miei genitori, iniziavo il percorso per l’iniziazione cristiana al Carmine, proseguendo così la mia frequentazione di quella che presto sarebbe diventata la mia seconda casa. In questi primi anni ho riconosciuto alcuni sussurri vocazionali. Anzitutto in una missione giovani guidata dalle Suore francescane alcantarine (Santa Maria degli Angeli) nell’ottobre del 2009, che mi fece accostare per la prima volta al carisma e alla spiritualità francescana che tanto poi avrebbe influito successivamente; in quella settimana autunnale, mentre i miei erano alle prese con gli incontri di catechesi guidati dalle suore, mi arrestai dinanzi al volto sorprendente del Crocifisso di san Damiano: quegli occhi, pur enigmatici, parlavano al mio cuore di bambino, mi rimandavano a un mistero più grande, capace di superarmi e al contempo di farsi così vicino da sentirlo amico, fratello. Con quello sguardo ancora impresso dentro di me, il Giovedì santo successivo, mentre don Pasquale si rivestiva del grembiule per la lavanda dei piedi durante la Messa in Coena Domini, compresi che tutto il senso della mia amicizia con il Signore avrebbe avuto come crocevia quell’amore così semplice, povero, crocifisso.

Dopo la scuola primaria e secondaria di primo grado, ho scelto di compiere gli studi al liceo classico ‘Moscati’ (Grottaglie), per coltivare la naturale propensione per la letteratura, la storia e le arti, finendo per scoprire le lingue antiche del latino e del greco. Sono stati anni decisivi, belli, caratterizzati da discernimento silenzioso e fattivo, tra i libri di scuola e di musica e le serate passate in parrocchia. In questa stagione della mia vita ho avuto la grazia di entrare a far parte del gruppo giovani della comunità, i ‘Giullari di Dio’, cui devo molto della mia scelta vocazionale. Le amicizie sincere e autentiche,il clima fraterno e familiare, la gioia e la prossimità che ho respirato tra loro nel ventaglio di numerose esperienze (musical, campi-scuola, momenti di preghiera e di formazione ecc.) mi hanno fatto comprendere ancor di più che non aveva senso vivere se non per fare di questa vita un dono per gli altri. Nel frattempo, con l’arrivo del nuovo parroco, don Ciro Santopietro, ho manifestato le mie intenzioni e chiesto il suo accompagnamento fino al mio ingresso al pontificio seminario regionale “Pio XI” (Molfetta), nel 2019. Così gli anni di formazione e di studio, uniti al servizio in parrocchia e in diocesi con il sostegno di don Francesco Maranò (rettore del seminario diocesano e con la silente testimonianza orante delle Sorelle Povere di Santa Chiara di Grottaglie, mi hanno permesso di amalgamare la vita spirituale alla crescita umana e affettiva, insieme alla ricerca teologica che tanto mi appassiona e all’anelito pastorale che ho riscoperto con rinnovato entusiasmo. Devo molto al rettore don Gianni Caliandro, ai miei educatori e padri spirituali, agli stessi fratelli di cammino con i quali ho sperimentato la premura della Chiesa per la mia giovane e inquieta ricerca vocazionale. L’esperienza di Icp, alla Caritas di Barletta, poi al Cvs dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto, e infine nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù in San Ferdinando di Puglia, hanno corroborato la mia scelta di completare la formazione e giungere alle soglie del ministero ordinato. Dallo scorso settembre proseguo il mio servizio come accolito nella mia parrocchia d’origine, collaborando con il parroco don Alessandro Giove.

Faccio mie le parole dell’apostolo Paolo nella Seconda lettera ai Corinzi (cf. 3,18) per esprimere quanto il Signore ha fatto nella mia vita, lasciando che il suo Spirito mi plasmasse con docilità e fermezza, per continuare a conformarmi a lui per ilservizio del popolo di Dio, da cui mi ha chiamato e a cui sarà donato il ministero che mi preparo ad accogliere per l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione del nostro arcivescovo, come grazia e come scelta permanente di vita.

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