Diocesi

Samuele Pio de Vergiliis verso il diaconato: la mia storia vocazionale

26 Feb 2026

Sabato 28 febbraio alle ore 17 nella parrocchia del Carmine di Grottaglie l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la celebrazione eucaristica durante la quale conferirà l’ordine sacro nel grado del diaconato a Roberto Carbotti e a Samuele Pio de Vergiliis.

Ecco come Samuele Pio de Vergiliis presenta il suo percorso vocazionale:

“Mi chiamo Samuele Pio, ho 25 anni e ho sempre frequentato la parrocchia Maria Santissima del Monte Carmelo di Grottaglie. La mia vocazione, però, è iniziata in un luogo nuovo e insolito: l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, dove sin da molto piccolo sono stato ricoverato per lunghi periodi a causa di diversi problemi di salute. In quel tempo è stato fondamentale il sostegno della mia famiglia: mamma Melisoa Fanja, papà Giovanni e mio fratello Pierre Louis. È proprio lì che, all’età di 13 anni, ho smesso di pensare solo alle mie sofferenze e ho iniziato a guardarmi intorno. Cominciai ad aggirarmi nelle stanze del reparto in cui ero ricoverato, a pregare insieme alle famiglie dei bambini e a farmi prossimo con parole molto semplici.

Tornato in parrocchia dopo il ricovero, ho dato pian piano un senso a ciò che stavo vivendo, iniziando anche una vita più attiva nella comunità: nel 2014 sono entrato nel gruppo dei ‘Giullari di Dio’ e ho iniziato il servizio come aiuto catechista.

Un evento che oggi, più di ieri, riconosco come una vera benedizione sono state le umili parole che don Pasquale Laporta mi rivolgeva nelle situazioni più disparate, nei momenti di crisi, di tristezza o di gioia. Grazie al suo esempio di sacerdote e di padre ho scoperto la bellezza di un sacerdozio umile e paterno.

Il mio rapporto con Dio cresceva sempre di più, soprattutto in ospedale, dove i volti dei bambini e dei loro genitori siintrecciavano con il volto di Cristo, che soffriva con loro e, alcune volte, moriva con loro. È da lì che ho iniziato a rileggere le parole del libro di Giobbe: «Comprendo che tu puoi tutto e che nessun progetto per te è impossibile. Chi è colui che, da ignorante, può oscurare il tuo piano? Davvero ho esposto cose che non capisco, cose troppo meravigliose per me, che noncomprendo. Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto» (Gb 42,2-3.5).

Dopo questa esperienza ho cercato, giorno dopo giorno, di comprendere a cosa il Signore mi stesse chiamando, finché ho ripreso in mano le parole di un santo a me molto caro, San Benedetto: «Se infatti parlare e insegnare è compito delmaestro, il dovere del discepolo è tacere e ascoltare» (Regola, cap. VI). Grazie a queste parole ho provato a fare silenzionella mia vita, cercando di ascoltare a cosa realmente mi chiamasse il Maestro.

Parlandone con il parroco, si è concretizzata la volontà di partecipare agli incontri vocazionali diocesani, iniziati nel 2019. Questi incontri sono stati molto importanti per la mia ricerca vocazionale e mi hanno posto in una seria e profonda ricerca.In quel tempo risuonavano in me le parole del Beato papa Giovanni Paolo I, a me molto caro: «Quando chiama Dio, la cosa è diversa; niente di scritto o di forte o di evidentissimo: un sussurro lieve… che sfiora l’anima».

Con queste parole è iniziato il cammino del propedeutico e, dopo un serio momento di crisi, ho deciso di riprendere in mano la mia vita e la mia vocazione, vivendo una relazione più sincera e profonda con il Signore. Proprio attraverso questa relazione ho intrapreso il cammino in seminario, accompagnato dai miei fratelli seminaristi, dagli educatori don Michele Caputo e don Claudio Maino e dai miei padri spirituali don Davide Errico e, dal quinto anno, don Angelo Valente.

Molto importanti nel mio cammino vocazionale sono stati anche i seminaristi Roberto Carbotti, con cui ho condiviso lo stesso percorso, Cristian Candiota e il nostro fratello più piccolo Pierpaolo Galiano, che è in seminario minore.

Infine, ringrazio don Alessandro Giove che, pur essendo arrivato alla fine del mio cammino in seminario, mi staaccompagnando nel reinserimento in diocesi e per me è sempre più fratello e padre, ed un umile esempio di sacerdote. Infine come ricorda ancora San Benedetto nel Prologo della Regola: «Prima di tutto chiedi a Dio con costante e intensa preghiera di portare a termine quanto di buono ti proponi di compiere, affinché, dopo averci misericordiosamente accolto tra i suoi figli, egli non debba un giorno adirarsi per la nostra indegna condotta». Questoè ciò che cerco di fare ogni giorno. Questa è, in parte, la mia storia vocazionale, una storia che cresce e crescerà ogni giorno di più”.

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