Il Concilio di Nicea e le origini della “hospitalitas” cristiana all’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria
Celebrato, a Roma, l’Anno accademico dell’Accademia di Storia dell’arte sanitaria, nella storica e suggestiva cornice del complesso monumentale dell’ospedale Santo Spirito di Lungo Tevere in Sassia 3. L’evento, a 106 anni dalla fondazione dell’ente, presieduto dal dottor Gianni Iacovelli (nella foto), medico già sindaco di Massafra e presidente della Provincia, si è sviluppato nelle giornate di giovedì 19 e venerdì 20 febbraio, riunendo illustri accademici, esponenti del mondo scientifico, autorità istituzionali ed appassionati di cultura umanistica. Tema della manifestazione, a 1700 anni dal Concilio voluto dall’imperatore Costantino: “Il Concilio di Nicea – Le origini della hospitalitas cristiana”
Il Concilio di Nicea (335 dC) fu un grande evento, non solo religioso, ma con una forte impronta politica e sociale: di fatto da Nicea nascono le prime forme di ospedale e si strutturano gli embrioni di quella che oggi chiamiamo “sanità pubblica”.
Le due giornate hanno celebrato non solo la ripresa delle attività didattiche e di ricerca, ma anche il ruolo centrale che l’Accademia ricopre nella custodia della memoria medica nazionale. Fondata per promuovere lo studio dell’evoluzione delle scienze mediche e biologiche, con uno sguardo alla rappresentazione della sanità nell’arte, l’ASAS ha riaffermato l’importanza odierna di un approccio multidisciplinare alla pratica medica, coniugando il progresso tecnologico con la tradizione storica. Nella prima delle due giornate, i lavori accademici hanno esplorato gli aspetti di fede e politica del Concilio (cardinale Kurt Koch), l’analisi della nascita degli ospedali (Maurizio Vaglini, Pisa), con il nascere della carità per i malati ed i bisognosi (monsignor Luigi Magnano, Torino).
La seconda giornata si è aperta con le prolusioni sul ruolo della donna nell’assistenza sanitaria nei primi secoli del Cristianesimo (Massimo Aliverti, Università dell’Insubria) e sui medici e medicina nella tarda romanità (Giuseppe Trincucci, Società di Storia Patria per la Puglia). La celebrazione si è chiusa con la consegna delle annuali benemerenze culturali, scientifiche ed umanitarie.
“Inaugurare un nuovo anno accademico in questi spazi significa onorare secoli di sapere medico che hanno segnato la storia di Roma e del mondo” – ha sottolineato il Segretario Generale ASAS, Giuseppe Marceca. “La nostra missione resta quella di formare una coscienza critica che, aprendo alle giovani generazioni, guardi al futuro della sanità senza mai dimenticare le sue radici artistiche e umanistiche”, ha ribadito il presidente nazionale ASAS, Gianni Iacovelli.
L’evento è stato anche l’occasione per tenere accesi i riflettori sul Museo Storico Nazionale dell’Arte Sanitaria, che custodisce tesori rari: dalle antiche farmacie ai laboratori alchemici, fino alle collezioni anatomiche. L’Accademia si conferma un polo culturale vivo, capace di attrarre ricercatori e visitatori da tutto il mondo, pronti a scoprire come l’arte e la medicina si siano intrecciate nel corso dei secoli.




